Posted on feb-23-2009

L’Arte in Australia

In Australia si possono trovare mirabili esempi espressione artistica come la pittura, la letteratura, il teatro ed il cinema!

Se fosse vero, come spesso erroneamente si crede, che gli australiani sono estremamente “alla mano”, con la fama di gran bevitori, per lo più amanti della vita all’aria aperta e senza particolare interesse per l’estetica ed il gusto del bello, sicuramente le nove muse della mitologia greca avrebbero avuto il loro bel “da fare” per diffondere la loro arte in questo continente.

Il simpatico Crocodile Dundee

Il simpatico Crocodile Dundee

Decisamente questo identikit dell’australiano medio non fa onore al cinema, alla letteratura, alla musica , al teatro, alla danza e alla pittura australiana su cui, si può dire di tutto, tranne che sia sempliciotta, gretta e povera. Gli australiani, in genere, sono appassionati non solo degli sport, ma anche delle arti e sono soliti spendere molto per visitare musei e gallerie, per andare al cinema, ai concerti musicali, agli spettacoli teatrali ed ai balletti. L’industria cinematografica australiana è molto florida ed è in grado di produrre pellicole sia divertenti e leggere come “Mr. Crocodile Dundee”, sia in grado di far riflettere e descrivere spaccati di vita, disagi sociali e razziali davvero di forte impatto come “Ghosts of the Civil Dead” o “L’inizio del cammino” che è il primo film in assoluto ad aver esplorato il mondo dell’Australia Aborigena per finire col recentissimo “Australia” con l’australianissima Nicole Kidman e Hugh Jackman.

Anche la letteratura vanta illustri protagonisti. Sebbene a lungo, il panorama letterario sia stato dominato da scrittori di origine ed influenza inglese ed irlandese, attualmente si sta sviluppando la tendenza verso una più realistica e vivace rappresentazione del carattere multiculturale del paese.

A fianco dei numerosi scrittori aborigeni, che sono soliti affrontare la problematica della loro identità, si trova un nutrito gruppo di guru della letteratura, alcuni australiani d’adozione, che si concentra sul tema dei rapporti umani unitamente ad un forte attaccamento alla propria terra (Il Cielo), o parla della storia di un bianco che, dopo 16 anni vissuti insieme agli aborigeni, ritorna in città dove trova una società condizionata dalla violenza e dalla paura (Ritorno a Babilonia), o ancora affronta i grandi temi della natura con un’amara riflessione sulla civiltà contemporanea (Blueback), o scrive libri di fantascienza che sono particolarmente apprezzati dal pubblico adolescente (Tomorrow).

Anche il teatro e la danza, come la letteratura, hanno subito all’origine un’evidente influenza europea, influenza che progressivamente ha ceduto il posto ad artisti, coreografi, ballerini, costumisti di grande talento rigorosamente “made in Australia”. Da qui il nascere ed il diffondersi di numerosi compagnie teatrali e di ballo che hanno egregiamente varcato i confini nazionali per divenire tra le migliori al mondo come, ad esempio, L’”Australian Ballet” per restare in ambito classico o la “Bangarra Dance Company” i cui spettacoli mandano in scena storie e personaggi aborigeni dell’Epoca del Sogno.

Un mirabile esempio di Dot Painting aborigeno

Esempio di Dot Painting aborigeno

Il contributo della cultura aborigena è davvero tangibile e soprattutto prezioso anche nelle arte visive. Le incisioni e pitture rupestri aborigene, che risalgono anche a 50.000 anni fa, sono un mirabile esempio del grande talento artistico di questo popolo che era solito raccontare sulle rocce i miti delle origini. Sempre di origine aborigena è l’apprezzata pittura punteggiata detta “dot painting” che, altro non è, che l’evoluzione contemporanea delle antiche pitture su terreno, realizzate con materiale vegetale ridotto in poltiglia e disposto in modo da formare una serie di puntini che finiscono per comporre disegni rappresentanti l’Epoca del Sogno.

Questo breve “excursus” sull’arte australiana dovrebbe convincere chiunque sia innamorato di Calliope e le sue sorelle, a visitare questo magnifico Paese che non è solo natura!

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Posted on feb-23-2009

La valigia per un viaggio in Australia

L’eterno dilemma: cosa mettere nel bagaglio per fare un viaggio in Australia?

Cosa mettere in valigia è spesso davvero un rebus, soprattutto per le donne che in generale vorrebbero portarsi dietro la casa intera. Anch’io, mi includo in questa lista e, nonostante i buoni propositi che puntualmente faccio di ritorno da un viaggio, a quello successivo devo nuovamente sedermi sulla valigia per chiuderla!!!

Il pazzesco, poi, è che mi rendo perfettamente conto che ho esagerato e che tutti quei vestiti non avrò mai il modo di indossarli, ma è davvero più forte di me. E, più il viaggio è breve, più la valigia in proporzione è grande come se, psicologicamente, il fatto di aver un bagaglio voluminoso possa compensare i giorni in meno da trascorrere fuori casa. Provo anche a giustificare questa mia “mania” con il termine scrupolosità, previdenza, imprevisto, ma queste teorie s’arrampicano sugli specchi come l’Uomo Ragno. Sono più brava, però, a dare consigli e, solitamente, chi mi ascolta, al rientro mi ringrazia perché i miei suggerimenti sono stati preziosi.

Biglietti e Passaporto
Biglietti e Passaporto

Dovendo, ora, immaginare di rispondere ad amici o conoscenti in procinto di partire per l’Australia, io avrei le idee molto chiare in merito. In primis c’è da dire che l’Australia è un continente del primissimo mondo, si può trovare di tutto come in Italia e offre servizi all’utenza molto efficienti e puntuali. Questa premessa dovrebbe già convincere chiunque ad eliminare tutta una serie di articoli facilmente reperibili all’arrivo e che fanno solo volume. In secondo luogo, l’Australia è un paese molto informale nei modi, nelle abitudini e, salvo uno o due abiti più eleganti per una serata particolare alla quale può capitare di prendere parte, l’abbigliamento che raccomando deve essere casual.

Per intenderci, se trascorrerete qualche giorno nel Deserto Rosso o in alcuni dei meravigliosi Parchi Nazionali che questo continente ha la fortuna di possedere, portate con voi un paio di scarpe da ginnastica, magari non proprio leggerine, ma sicuramente non le migliori della vostra scarpiera perché, durante i tour, potreste sporcarle o rovinarle, lo stesso vale per l’abbigliamento. L’ideale è preparare un piccolo bagaglio con il necessario per 2-3 giorni prediligendo articoli comodi che, non vi dispiacerà troppo qualora si rovinino. Non dimenticatevi un cappello per proteggervi dal sole, dal vento e da eventuali mosche e zanzare: la natura è bella ma ha i suoi piccoli inconvenienti! Dopodiché, io porterei una felpa, un k-way per la pioggia (non si sa mai), un giubbotto leggero, se la vacanza è in estate ed uno più pesante, se viaggiate durante il periodo invernale in zone australiane dal clima temperato continentale.

C’è da dire che l’inverno australiano non è particolarmente rigido, solitamente le temperature a Sydney, Melbourne, South and West Australia sono miti; nelle zone tropicali di Darwin e del Queensland il clima è sempre caldo ma ciò che può disturbare è l’umidità durante il periodo delle piogge. Nel Deserto, poi, le temperature possono arrivare addirittura a 50° in piena estate, mentre in inverno il problema è durante la notte che risulta essere alquanto fredda, causa la consistente escursione termica di queste zone. Consiglio, pertanto, di avere con voi almeno una camicia leggera a maniche lunghe e di colore chiaro, se è possibile, per le escursione diurne; il sole brucia e non è davvero il caso, nonostante possiate avere dei “bei fisichini”, di andare a torso nudo o con un top perché poi vi pentireste senz’altro.

Abbigliamento informale
Abbigliamento informale

Logicamente, se il vostro itinerario prevede tutti hotel da VIP a tante stelle, magari per la sera vi sarà richiesto un abbigliamento più elegante anche se, lo ripeto, il concetto di eleganza in Australia non ha nulla a che vedere con il nostro. Un uomo con un pantalone lungo, una scarpa chiusa, una polo o una camicia fa sempre la sua figura. Sono davvero pochi i locali dove vi verrà richiesto di indossare giacca e cravatta. Ad una donna, poi, non devo insegnare nulla, se non suggerire di scegliere tra gli indumenti meno impegnativi, che non necessitino di grandi stirature e che si possano facilmente lavare ed asciugare.

Non c’è bisogno di portare tanti cambi perché ci sono lavanderie self service a gettone un po’ ovunque e negli hotel potete usufruire del servizio lavanderia interno, naturalmente a pagamento. Lo stesso vale per il ferro da stiro che solitamente è in dotazione di ciascuna camera oppure, se non vi va di dedicarvi ad alcuna mansione domestica durante la vostra vacanza, potete far stirare i vostri vestiti all’albergo. Se siete stati oculati nella preparazione della valigia, vedrete che al ritorno potrete permettervi di comprare qualche regalo o souvenir in più senza rischiare di pagare cifre da capogiro per l’eccedenza bagaglio. E, credetemi, possibilità di acquisti ce ne sono, soprattutto a Sydney, dove è davvero un peccato non dedicare almeno una mezza giornata al pittoresco Paddington Market, il non plus ultra per gli amanti del Vintage, al famoso Paddy Markets, a ChinaTown o al più turistico Rock Market, solo per citare alcune valide alternative per farvi spendere qualche dollaro!

Se invece avete intenzione di portarvi a casa un oggetto di artigianato aborigeno di ottima fattura e strappando il prezzo più conveniente, altro luogo che merita attenzione è senza dubbio Alice Springs, nei suoi negozi di arte aborigena si possono fare davvero ottimi affari!

Post Scriptum: non dimenticatevi di portare con l’insostituibile pareo: è leggero, si lava e si asciuga subito, può servirvi come abito, per ripararvi dal sole e dal vento e, se avete freddo o l’aria condizionata vi dà fastidio, tiene anche caldo. Che volete di più?

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