Posted on set-08-2011

Australia: Leone Marino esploratore

Un’altra storia a lieto fine per i simpatici animali australiani e neozelandesi che si improvvisano esploratori e si avventurano lontano dalle loro zone abituali.

 

Leone Marino

Leone Marino

Infatti può capitare solo in Australia di trovare un leone marino che attraversa tranquillamente una strada trafficata ad oltre 25 chilometri dalla costa, dove questi mammiferi abitualmente vivono. Pare che il nostro Leone Marino, evidentemente stanco delle scorribande in mare a caccia di pesci, si sia avventurato lungo un fiume e, dopo averlo risalito per diversi chilometri, si sia infine avventurato sulla terraferma fino a quando non è stato avvistato da alcuni automobilisti mentre attraversava una strada trafficata. Gli australiani, come sempre molto sensibili in questi casi, dopo averne constatate le perfette condizioni di salute, hanno caricato il simpatico mammifero su un rimorchio per cavalli e lo hanno riportato al suo adorato mare e liberato fra i suoi simili.

 

Happy Feet

Una storia analoga si era presentata alcune settimane fa in Nuova Zelanda, sulle cui spiagge era stato arrivato il pinguino Happy Feet dopo aver percorso oltre tremila chilometri dall’Antartide, zona in cui abitualmente vive questa specie. Chissà? forse il nostro pinguino era stanco del freddo polare ed ha deciso di lancioarsi alla ricerca di climi più caldi per una solitaria vacanza. Anche lui, una volta catturato e constatate le perfette condizioni di salute, è stato riportato in Antartide e liberato fra i suoi simili. Povero Happy Feet, vacanza finita forzatamente causa umani, forse un po’ troppo solerti?

Posted on mag-27-2011

Viaggio di Rossella e Massimiliano

 

Ho sempre sognato che il mio Viaggio di Nozze fosse in Australia ed avevo le idee chiare su come doveva essere il nostro viaggio.

Rossella e Massimiliano

Rossella e Massimiliano

Quando ho iniziato a girare per agenzie mi rendevo conto di trovarmi davanti a persone che non conoscevano l‘Australia e che quindi non ci sapevano consigliare, per cui ho deciso di provare su internet ed ho subito trovato Walter di Meraviglia Viaggi. Gli ho prospettato quelli che erano i nostri desideri e subito ci ha saputo consigliare al meglio e darci delle dritte che solo chi conosce l’Australia può fare ed alla fine ci ha organizzato il viaggio dei nostri sogni. Ci siamo sposati il 10 Settembre 2010 e siamo partiti il giorno dopo il matrimonio diretti verso Sydney. Il viaggio è in effetti un po’ lungo, ma l’ entusiasmo ci ha fatto dimenticare la stanchezza ed infatti arrivati a Sydney abbiamo subito posato le valigie nel nostro hotel che era in una posizione ottima ed iniziato il nostro giro in città.

The Three Sisters

The Three Sisters

Sydney è una bellissima città, con un clima perfetto , la città in cui mi trasferirei all’istante. Nei 4 giorni di permanenza a Sydeny, abbiamo visto e fatto di tutto, compreso un bellissimo giro organizzato da Walter di tutta la città fino ad arrivare alla bellissima Bondi Beach, con una guida italiana davvero simpatica e una crociera della baia di Sydney che è una meraviglia. Un’altra gita molto interessante è stata quella alle Blue Mountains, a parte che l’organizzazione dell’agenzia è stata perfetta, questo posto merita perché è incantevole: panorami mozzafiato, altopiani, picchi e valli profonde ed impenetrabili dove l’eucalipto la fa da padrone.

Blue Mountains

Blue Mountains

Dopo questi giorni intensi trascorsi a Sydney siamo volati verso il centro dell’ Australia dove ci aspettava una vera e propria avventura, la parte del viaggio che aspettavamo con ansia. Infatti abbiamo iniziato il nostro tour nel Deserto Rosso alla scoperta delle mitiche aree di Kings Canyon, Ayers Rock ed i Monti Olgas. La particolarità sta nel fatto che abbiamo deciso di fare un campo tendato: eravamo un gruppo di 8 persone con una bizzarra ma preparata guida neozelandese. Abbiamo girato in lungo e largo, facendo certe levatacce da paura al mattino per iniziare presto le nostre escursioni, ma ne valeva sempre la pena perché ci siamo imbattuti in famiglie di canguri, dingo ed abbiamo goduto a pieno dello spettacolo che questo deserto offre.

Monti Olgas

Monti Olgas

Mi ha colpito molto anche dal punto di vista umano in quanto, soprattutto nella città di Alice Springs, incontri gli aborigeni e mi ha messo un po’ di tristezza vedere come sono emarginati in un territorio che tutto sommato è di loro proprietà. Nel deserto ti sembra di essere fuori dal mondo: sei solo in mezzo al nulla, circondato da un paesaggio rosso (a volte credevo di essere sbarcata su marte), le distanze sono enormi, un cielo stellato mai visto prima! Uluru ad esempio è una meraviglia e capisco perché dagli aborigeni sia considerato sacro, nel nostro giro intorno al suo fianco abbiamo potuto ammirare tutti i graffiti fatti dagli aborigeni, ci siamo immersi nella magia di questo posto. Stesso discorso per la faticosa, ma irrinunciabile, escursione a Kings Canyon.

Campo tendato

Campo tendato

Credo che le immagini del deserto rosso difficilmente le cancellerò dalla mia testa e non so esprimere neanche a parole la meraviglia che ci circondava, so solo consigliarvi vivamente di andarci e di viverla così come abbiamo fatto noi attraverso un’esperienza in un campo tendato a contatto con la natura, ad imparare ad accendere un fuoco, e mangiare tutti insieme intorno al fuoco acceso (dopo molti tentativi), sotto quel meraviglioso cielo stellato!

Admiral’s Arch

Admiral’s Arch

Ma la nostra avventura non è finita qui perché siamo andati ad Adelaide, dove ci attendeva un entusiasmante self-drive di una settimana che dalla tranquilla e graziosa Adelaide ci ha portato fino alla multietnica Melbourne, percorrendo tutta la Great Ocean Road e traghettando anche sulla incontaminata Kangaroo Island. Adelaide è una città a misura d’uomo, molto tranquilla e rilassante grazie alle tante aree verdi, ma è una città piccola per cui si visita in poco, infatti siamo partiti presto verso la Fleurieu Penisola ricca di spiagge favolose per raggiungere Cape Jervis dove ci attendeva il traghetto per Kangaroo Island.

Leoni Marini

Leoni Marini

Questa isola è stata per noi un sogno: spettacolari paesaggi marini, paesaggi naturali che ospitano tipici esemplari come leoni marini, pinguini, koala, emù. Assolutamente da non perdere sono il Cape Willoughby Lighthouse, il punto più estremo, la spettacolare Seal Bay dove sulla spiaggia abbiamo ammirato splendidi esemplari di leoni marini grazie anche all’aiuto di esperti ranger, Admiral’s Arch e tanti altri luoghi incantevoli che abbiamo potuto visitare perché con l’auto avevamo la possibilità di fermarci quando e dove volevamo. Ed infatti consigliamo vivamente di andarci con l’auto perché tante sono le spiagge ed i luoghi dove potersi fermare, tenendo sempre d’occhio la strada perché in quest’isola c’è una presenza incredibile di canguri!! Abbiamo pernottato in un hotel con vista sul mare… splendido!

I 12 Apostoli

I 12 Apostoli

Lasciata con molta tristezza nel cuore quest’isola, abbiamo continuato il nostro self-drive e dato che avevamo molto tempo a disposizione posso affermare che non ci siamo persi neanche un paesino: partendo da Cape Jervis , dove abbiamo pernottato in un cottage dei primi del 900, molto romantico, proseguendo con Victor Harbour, Robe, Mount Gambier (con il suo splendido Blue Lake), Port Fairy località di mare con splendidi cottage, Portland, Port Campbell, zona in cui si trovano i dodici Apostoli, London Bridge, Lord Arch George ed ammirare tutte le formazioni rocciose che resistono da secoli alle intemperie di un mare che è davvero violento in questa zona. Meraviglioso anche il Moonlight, picco costiero più alto al mondo passando per l’Otway National Park, foresta incontaminata, meravigliosa in cui abbiamo camminato a testa in su per ammirare i numerosi koala. Non voglio dimenticarmi di Apollo Bay, che è un posto incantevole, con una spiaggia enorme, mare splendido, tipica località di mare ma che ho adorato fin dal primo momento, è un posto magico!

Melbourne

Melbourne

Il nostro viaggio è continuato verso la splendida Melbourne, città multietnica, organizzatissima ed è stata la nostra città , tra le capitali, preferita in assoluto. Tra l’altro abbiamo dormito nella zona di St. Kilda che è la zona più divertente. Ci sarebbero tante parole da spendere su Melbourne, ma è meglio concludere dicendo che è una tappa irrinunciabile, una città che offre ai suoi abitanti il meglio in tutto. Qui purtroppo il nostro self drive è terminato e volevo anche dire che non è stato affatto un problema guidare a sinistra, la segnaletica è perfetta in Australia, ci sono zone in cui incontri un auto ogni ora e stai tranquillo, zone in cui ci sono tanti canguri e bisogna stare attenti… ma mio marito si è ambientato subito anche per il tipico saluto australiano sulle strade; eh si perché ogni volta che incontri un auto fai un cenno di saluto… divertente!

Cape Tribulations

Cape Tribulations

In quest’ultima parte del nostro viaggio abbiamo deciso di recarci verso il nord dell’ Australia, precisamente a Cairns per un tour nel Daintree National Park fino ad arrivare a Cape Tribulation. La bellezza di questi posti sta nella incontaminata e fitta foresta pluviale, abbiamo avuto modo di visitare il Rainforest Sanctuary per ammirare animali in via di estinzione, Mossmann Gorge, una gola attraversata da un torrente che forma delle piscine naturali, fino al Daintree River dove abbiamo fatto una crociera attraverso le mangrovie alla ricerca di coccodrilli ed altri animali tipici della zona… e vi assicuro che ne abbiamo visti tantissimi. C’è poi Cape Tribulations, così chiamato per le disavventure di Capitan Cook che incagliò la sua nave nella coloratissima barriera corallina che in queste zone arriva fino alla spiaggia, dove abbiamo pernottato in un resort nel bel mezzo della foresta lussureggiante circondati da animali di ogni tipo… una meraviglia!

Koala

Koala

Cairns è la tipica cittadina di mare, di quelle divertenti e dove tante sono le attività in cui ci si può impegnare. A noi non è piaciuta particolarmente perché non siamo i classici tipi da spiaggia, ma devo dire che è stato comunque interessante ed emozionante visitare questa parte dell’Australia. L’Australia è tutta meravigliosa, è stata un’esperienza fantastica ed è stato tutto perfetto, grazie anche all’organizzazione di Meraviglia Viaggi perché non abbiamo avuti intoppi di nessun tipo.

Sicuramente ritorneremo in Australia perché già sentiamo una forte mancanza di quei posti, di quei paesaggi, ma questa volta saremo in tre perché tornata dal viaggio di nozze, abbiamo scoperto di essere in dolce attesa e sapete come si chiamerà la bambina…? Adelaide!!

Rossella Borzacchiello e Massimiliano Orru
rossellina79@libero.it

Posted on gen-07-2011

Viaggio di Nozze di Paola e Marcello

 

Ci siamo sposati il 04 settembre 2010 e grazie all’organizzazione di Walter di Meraviglia Viaggi siamo riusciti a realizzare il nostro viaggio dei sogni.

 

Paola e Marcello

Marcello e Paola

Lui ci ha saputo consigliare tanto e bene perché è una persona seria, affabile ma soprattutto capace (tipo, ci ha consigliato di acquistare subito i biglietti aerei in quel 25% che si deve all’inizio, così facendo abbiamo evitato di pagare il sicuro adeguamento carburante), oltre a tanti altri consigli che ci hanno permesso un grande Viaggio di Nozze. Ma veniamo al viaggio, siamo partiti il giorno dopo il matrimonio per non perdere neanche un giorno delle ferie che ci sono state concesse, 25 notti. Prima tappa a Bangkok, due notti sacrosante, sia perché la città è bella ma soprattutto per effettuare il primo stop-over per riposarci un po’ perché il viaggio tutto in una tirata è veramente snervante. Il giorno dopo abbiamo effettuato una visita guidata in italiano della città, veramente bella e utile per capire la loro cultura e, soprattutto, per farci spiegare la città (dove andare, dove comprare, cosa mangiare ecc.), infatti ci la guida ci ha consigliato un mercatino per acquisti ed una crociera serale con cena che è stata molto bella e romantica.

 

Sydney

Sydney

Si riparte per Sidney, dove trascorreremo 3 notti, una città fantastica, che per me è stata la città australiana più bella, la più pulita e la più affascinante insomma meriterebbe anche qualche giorno in più per visitarla tutta. Siamo arrivati verso le 06:00 del mattino ed abbiamo fatto colazione all’aeroporto (in Australia non abbiamo preso la formula di mezza pensione e neanche la colazione perché volevamo essere liberi di riposarci e viaggiare quando volevamo). Poi ci siamo diretti in hotel con il taxi (di solito il check-in è alle 14:00 e quindi dovevamo prendere una notte in più in Hotel per permetterci di entrare subito in camera) ma per fortuna non ci hanno fatto nessun problema e quindi check-in e subito in camera a riposarci un po’ (risparmiando il costo di una notte in camera a vuoto).

 

Great Ocean Road

Great Ocean Road

Anche qui siamo stati veramente bene grazie anche ai consigli di Walter (dove mangiare e dove andare e soprattutto l’hotel, bello e centrale), ottimo per andare ovunque, abbiamo riempito tutti i giorni con qualche visita rigorosamente in italiano (visita della città – visita alle Blue Mountains – crociera sulla baia di Sidney – acquario – zoo) insomma merita tutta la sua nomea di città bellissima perché veramente è una città da sogno. Dopodiché siamo ripartiti alla volta di Melbourne, dove abbiamo effettato un self-drive da Melbourne ad Adelaide  (guidare in Australia non è stato per niente facile; guidare a sinistra non comporta solo lo spostamento fisico della persona in macchina, ma è tutto a sinistra, dagli accessori in macchina  al modo di girare e anche di pensare; io in tre giorni non mi sono mai abituato, ogni tanto mi buttavo sulla destra).

 

Kangaroo Island

Kangaroo Island

Comunque siamo arrivati a Melbourne e, dopo vari tentativi, siamo riusciti a trovare l’hotel (il Grand Chancellor) un hotel che sconsigliamo vivamente, brutto, sporco e con un letto piccolissimo. A Melbourne siamo rimasti solo una notte e devo dire la verità, non mi ha entusiasmato molto questa città, più sporca, caotica e alternativa di Sidney, quindi per fortuna siamo ripartiti il giorno dopo, direzione Adelaide passando per la Great Ocean Road. Infatti il self-drive è stato effettuato proprio per percorrere questa mitica strada e vedere i famosi 12 Apostoli in libertà e devo dire la verità, ha ripagato tutti gli sforzi di guidare a sinistra, è stata una esperienza unica e meravigliosa, con paesaggi mozzafiato, spiagge da sogno e tanti animali in stato di libertà assoluta.

 

 

Kangaroo Island

Kangaroo Island

Qui Walter ci fa fornito una brochure molto dettagliata di cosa dovevamo fare, dove andare, dove fermarci, cosa vedere, dove mangiare insomma era tutto spiegato alla perfezione in questo self-drive e quindi non potevamo perderci. La prima  giornata dopo aver visto paesaggi fantastici e animali da vicino alla stato naturale (koala, canguri) la sera ci siamo fermati al Best Western di Apollo Bay, famosa per i tanti hippy, città piccola ma molto caratteristica. Il mattino seguente siamo partiti presto perché c’era molto da vedere, è stata bellissimo ma molto stancante, infatti siamo arrivati all’hotel in tarda serata. Nella seconda giornata abbiamo visto tante cose che ci hanno levato il fiato di cui Cape Otway famoso per il grande faro (veramente fantastico), le formazione rocciose dei  Dodici Apostoli e il London Bridge, il picco costiero più grande al mondo Moonlight Head.

 

Renarkable Rock

Remarkable Rock

Il terzo giorno abbiamo visto il Blu Lake e le grotte di Naracoorte, fantastici panorami costieri e ci siamo fermati a mangiare in un pittoresco paesino tedesco Hahndorf (veramente molto carino e caratteristico) per poi dirigerci ad Adelaide e consegnare la macchina (con qualche difficoltà e diversi tentativi dovuti al caos e ai tanti divieti) ed andare nel nostro bellissimo Rendezvous Allegra Hotel. Ad Adelaide ci siamo rilassati in hotel per poi ripartire il giorno dopo (con un piccolo bagaglio a mano e lasciando il grosso all’hotel) per l’avventuroso tour di due giorni a Kangaroo Island con andata traghetto e ritorno in aereo, che per noi è stata la soluzione migliore soprattutto l’aereo il ritorno che ci ha fatto guadagnare parecchio tempo.

 

Kata Tjuta (Monti Olgas)

Kata Tjuta (Monti Olgas)

Comunque questa isola è una tappa fondamentale del viaggio (direi irrinunciabile) perché anche se costicchia un po’ è un’isola ancora intatta, c’è tanta natura, paesaggi bellissimi  e tanti animali da vedere, insomma è meravigliosa e merita. Abbiamo visto foche, leoni marini, pellicani, uccelli di tutte le razze, delle rocce spettacolari come Admiral’s Arch e Remarkable Rocks che ti levano il fiato. Dopo questa splendida isola si ritorna in serata al nostro bellissimo hotel di Adelaide dove il giorno seguente si riparte per Alice Spring e il tour del Deserto Rosso. A proposito di questo tour c’è da dire che non è stato molto esaustivo  anche perché è stato fatto in due giorni, dovevamo vedere i monti Olgas sia al tramonto che all’alba, per carità vedere questi monti rossi è bello  però ci ha stancato molto fisicamente, quasi ad ammalarsi, tanto freddo sia la sera che la mattina per vedere alla fine poco, quindi si poteva evitare o vederli solo di sfuggita per poi andare ad in un’altra parte e riposarsi di più.

Woroonooran National Park

Woroonooran National Park

Cosa che siamo riusciti a fare a Cairns, che a questo punto del viaggio, bellissimo ma anche stancante, ci voleva proprio. Quindi siamo arrivati al nostro bel hotel Pacific International,  anche qui Walter ci aveva  scritto una bella brochure dove mangiare e dove fare compere,  e devo dire la verità si fanno belle compere perché anche qui è free tax. Quindi dopo aver riposato, il giorno dopo siamo ripartiti per l’escursione alla Foresta Pluviale in italiano. Questa escursione è stata molto interessante, infatti abbiamo visto posti stupendi (cascate, torrenti, piante e animali) che ci hanno fatto apprezzare meglio questa zona tropicale, ma soprattutto molto divertente, infatti ci hanno portato a fare il bagno in una spettacolare ed incontaminata laguna (come se fossimo in un  film tipo “La Laguna Bluâ€) con discesa da una meravigliosa cascata… semplicemente un esperienza unica.

Woroonooran National Park

Woroonooran National Park

Finita questa splendida escursione siamo tornati in hotel stanchi ma contentissimi, dove ci siamo riposati un po’ per poi uscire a mangiare e di conseguenza a nanna, come si nota non abbiamo fatto molta vita mondana perché c’è tanto da vedere e  alla fine ti stanchi tanto e preferisci conservarti per il giorno dopo. Il giorno seguente, grazie alla posizione centrale del nostro hotel, ci rechiamo a piedi al porto per prendere un catamarano e dirigerci sulla nostra splendida isola, Green Island, situata sulla Grande Barriera Corallina, dove trascorreremo tre notti (ovvero quattro giorni) nel lussuoso Green Island Resort. Dopo due ore di traghetto arriviamo in questa splendida isoletta che la mattina è aperta al pubblico, infatti arrivano i vari catamarani con a bordo escursionisti che trascorrono la giornata sull’isola (arrivano alle 09:30 e vanno via alle 16:00); dopo di che l’isola si svuota e rimangono solo una quarantina di  persone del resort.

 

Green Island

Green Island

La giornata trascorre facendo colazione fino alle 10:00 dopo ci si trasferisce sulla parte di spiaggia aperta a noi del resort, (spiaggia completa di con ombrelloni, campetto Beach Volley e  bar) si prende l’occorrente per fare snorkeling, gratuito per noi del resort, (tuta, pinne e maschera) e via in immersione. Un mare favoloso, abbiamo visto di tutto, peschi colorati, razze, addirittura sono riuscito a toccare con le mie mani una tartaruga gigante è stato una sensazione unica. Abbiamo scelto la formula del pernottamento che comprendeva la colazione e devo dire che ci siamo trovati bene così, eravamo più liberi, infatti nel pomeriggio ci mangiavamo a volte un panino e a volte aspettavamo direttamente il pomeriggio perché il resort organizzava gratuitamente per noi del resort un aperitivo in spiaggia alle 17:00.

 

Green Island

Green Island

Dopo la sera se avevamo ancora fame si scendeva al ristorante, però ci si andava sempre perché era anche un modo per far passare il tempo, perché sull’isola la sera eravamo in un quarantina, senza discoteca e niente quindi il tempo andava a rilento; la classica isola per riposarsi e godere di una natura anche qui incontaminata e devo dire che a questo punto del viaggio ci voleva proprio. Trascorsi i nostri 4 giorni, riposati e ritemprati, prendiamo il catamarano che sempre in due ore ci riaccompagna a Cairns, dove ritorniamo al Pacific International Hotel per poi proseguire il giorno dopo il nostro viaggio. A questo punto si riparte per casa, fermandoci due notti a Singapore, città meravigliosa e con tante cose da fare, infatti abbiamo acquistato un biglietto che dava accesso a diverse attrazioni: gli autobus rossi che girano tutta la città; la torre panoramica, che è veramente impressionante, e per finire il giro in battello.

 

Singapore

Singapore

Siamo arrivati a Singapore proprio il giorno del Gran Premio di Formula Uno (per caso) quindi era stracolma di persone e con uno scenario unico, infatti la pista è nella città. Questa è la città dello shopping, c’è una strada famosa che mi pare che si chiami Orchid Street, dove c’è di tutto, grandi firme e non solo, qui si fanno grandi acquisti soprattutto per tutto quello che riguarda la fotografia, macchine fotografiche, zoom, schede ecc. ma anche orologi, insomma meno tasse + acquisti. Ah dimenticavo, sono caduto perché ha incominciato a piovere improvvisamente e si scivolava di brutto, morale della favola mi hanno accompagnato a un loro ospedale, mi hanno messo quattro punti sul braccio ed ho dovuto pagare 150 dollari (qui si paga anche l’aria, quindi attenzione a farsi male).

 

Singapore

Singapore

Dopo di che abbiamo fatto ritorno a casa con la compagnia Qantas Airways – British Airways e qui nasce un altro casino perché al chek-in di Singapore ci impongono il ritiro dei bagagli a Londra e non direttamente a Roma, così facendo ci fa perdere la coincidenza dell’aereo a Londra perché ci hanno dato i bagagli dopo un ora. Quindi con buona pazienza e con un inglese fatto di gesti abbiamo dovuto spiegare tutto a alla compagnia aerea a Londra che per fortuna ci ha imbarcato su un altro aereo (senza pagare niente), però perdendo una mezza giornata passata all’aeroporto di Londra e rientrando un po’ più stanchi a casa. Nonostante qualche qui-pro-quo dovuto alla sfortuna, il nostro viaggio-sogno è da considerarsi molto soddisfacente e per questo dobbiamo ringraziare ancora una volta Walter di Meraviglia Viaggi che grazie alla sua pazienza e capacità organizzativa ha reso tutto ciò possibile.

Paola e Marcello
marcello_ginestra@libero.it

Posted on nov-09-2010

Il viaggio subacqueo di Piera

Back from Down-Under!

Tutto è cominciato molti anni fa, quando da bambina spiavo mio fratello che già andava a scuola e tra i suoi compiti ebbe da preparare una ricerca sull’Australia. E’ stato un colpo di fulmine: decisi che “da grande†ci sarei andata! Sono passati 40 anni da allora, ma finalmente ci sono riuscita: il mio viaggio per il paese dei canguri stava prendendo forma, grazie al supporto del mio impagabile amico Walter, che (casualmente) di mestiere fa il tour operator specializzato sull’Oceania con la sua “Meraviglia Viaggiâ€.

È tutto pronto: bagagli fatti, documenti in ordine… però, sono più di 30 ore di viaggio… ecchissenefrega!!!

Si parteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee… è il 15 ottobre.

Sydney - Skyline

Il 17 arrivo a Sydney ma non posso fare altro che crollare miseramente nel letto: non ho più i tempi di recupero che avevo a 30 anni… ma la mattina dopo, fresca e pimpante (si fa per dire…) e sicuramente molto eccitata comincio il mio girovagare per la città. Salto su un un sightseeing bus, quelli che ti permettono di salire e scendere lungo il percorso per tutta la giornata  ed, ovviamente, la prima tappa è all’Opera House, che guarda caso è proprio di strada sul mio percorso: bella coincidenza, no?  È davvero una bellissima realizzazione dell’ingegno… mi piacerebbe assistere ad un concerto, ma mi devo accontentare di un gruppo di ragazzi che fanno musica proprio lì davanti con i didgeridoo, gli strumenti tipici aborigeni: è comunque bellissimo!

Sydney - Opera House

Poi un salto all’acquario: casomai non dovessi riuscire a vedere i leafy sea horses (rari e caratteristici cavallucci marini. “NdRâ€), almeno li avrò visti lì. E già che ci sono, mi faccio uno spuntino in uno dei tanti ristorantini che si susseguono a Darling Harbour. Ma devo sbrigarmi, perchè tra poco parte la mia crocierina sulla baia. Accidenti: l’Opera House vista da qui è davvero bellissima!!! Sono emozionata come una bambina al parco giochi e non vedo l’ora di mettere in rete le mie prime foto, cosa che puntualmente faccio appena torno in hotel, stanca morta ma decisamente entusiasta. In serata un giretto in uno dei mercatini e una cenetta veloce, ma sono distrutta e crollo a letto alle 9!

Dopo colazione un giretto nel quartiere, che ho scoperto essere il quartiere a luci rosse di Sydney: ci sono alcuni negozi decisamente “particolari†;-) e poi via verso l’aeroporto: mi aspetta Kangaroo Island! Ma dato che devo passare qualche ora ad Adelaide, approfitto per farci un giretto veloce con la navetta che dall’aeroporto porta al centro città: è completamente diversa da Sydney… forse un po’ più provinciale… carina però con le sue case in stile coloniale. Arrivo a Kingscote al tramonto: giusto il tempo per fare una passeggiata sul lungomare fino al lungo molo.

Pinguino

Tira vento e fa piuttosto fresco, ma domattina finalmente si va in acqua a cercare il leafy. Michael Quigley mi viene a prendere alle 9: ci prepariamo con calma e intanto mi racconta che sono la prima cliente di una stagione che non riesce a partire per via delle condizioni meteo, ma oggi è una giornata perfetta: cielo limpido, sole caldo e mare piatto. L’acqua però è ancora bella fresca e appena ci tuffiamo mi scende un brividino lungo la schiena: non sono più abituata ad entrare in acqua a 13° con una umida (muta subacquea disponibile in diversi spessori che consente il passaggio dell’acqua fino al contatto con la pelle. “NdRâ€), anche se da 7mm! Eh si… sto proprio invecchiando!

Leafy Sea Horse

Ma bastano 5 minuti perchè passi tutto: il freddo, la stanchezza del viaggio, tutto: lì davanti ai miei occhi c’è proprio lui… il leafy sea horse! Che creatura meravigliosa: si muove con un’eleganza quasi snob… sembra sapere di essere bello e che gli piaccia farsi guardare e fotografare. Non scappa davanti al mio obiettivo anzi, quando mi distraggo perchè un altro esemplare si avvicina, sembra quasi seccato e mi segue per un po’. In questa prima immersione sotto al molo di Kingscote (ben 5,7 metri di profondità massima) ne incontriamo almeno 7…

Granchi Facchino

E non ci sono solo i leafy: una miriade di granchi facchino, granchi decoratori, granchi ragno e poi nudibranchi e vermi piatti, bavose e buffi pesci che qui chiamano “cowfishâ€, pesci mucca…chissà perchè. Stiamo in acqua per oltre un’ora e anche se quando usciamo ho le labbra e le unghie blu per il freddo, non vedo l’ora di tornare ad immergermi. Mike è di una simpatia unica, ma parla così dannatamente in fretta… a volte mi perdo la metà di quello che dice, ma è comunque divertente e molto professionale nel suo lavoro.

Knobby Sea Horse

Uno spuntino veloce e poi via… di nuovo in acqua. Ritroviamo tutti i nostri amici leafy della mattina, ma Mike riesce anche a scovare alcune famiglie di Knobby Sea Horses, un’altra varietà di cavallucci marini che abita queste acque: sono davvero belli coi loro colori pastello ed il pancino in fuori. Un’altra ora abbondante di immersione… ma sono proprio soddisfatta delle mie foto! Purtroppo il giorno successivo non riusciamo ad andare in acqua per via delle condizioni meteo: si è alzato un fastidioso vento da Nord che ha reso l’acqua torbida, ma fortunatamente all’ultimo minuto mi aggrego ad un tour dell’isola che mi porterà a vedere la fauna tipica di questi posti.

Leone Marino

Sul pullman che ci porta in giro incontro una simpaticissima coppia di ragazzi di Rimini, Mara e Max: ma quanto è diventato piccolo il mondo? Assistiamo ad una presentazione sui rapaci con una piccola esibizione di falconeria, poi visitiamo la colonia di leoni marini stanziali sull’isola: ci sono i cuccioli che ancora vengono allattati, mentre i maschi si esibiscono… ma per lo più si crogiolano al sole. I paesaggi che ci offre Kangaroo sono davvero spettacolari: ampie zone di bush con la tipica vegetazione bassa spazzata dal vento, tratti di foresta di eucalipti, falesie che strapiombano in un mare blu cobalto e rocce granitiche scolpite dal mare che mi ricordano un po’ la Sardegna.

Remarkable Rock

Alla fine incontriamo i koala: loro si che hanno capito tutto della vita!!! Dormono per 20 ore al giorno e mangiano per le restanti 4… e poi sono così carini… Ma… adesso che ci penso… sono a Kangaroo Island e non ho visto nemmeno un canguro!!! Pazienza, spero di rifarmi quando andrò in escursione a Cape Tribulation, ma prima mi aspetta la crociera alle Neptune Islands alla ricerca del Grande Squalo Bianco! Port Lincoln: sto arrivando. È venerdì mattina: abbiamo mollato gli ormeggi all’alba per raggiungere la nostra destinazione… le Neptune Islands. Intanto ho conosciuto i miei compagni di avventura: una combriccola di persone che vengono un po’ da tutto il mondo… tutta gente molto simpatica.

Grande Squalo Bianco

Ancora non me ne rendo conto, ma sto per vivere una delle emozioni più grandi nei miei quasi 16 anni di attività subacquea: sto per incontrare il Grande Squalo Bianco. La mattinata parte un po’ fiacca: non si vede neanche una pinna in giro, ma ci teniamo occupati con la colazione e la preparazione di tutte le attrezzature. Lo staff mette in acqua le gabbie: una gabbia di superficie che ospita una sola persona e che ha i varchi che mi sembrano proprio troppo ampi ed un’altra che ospita 4 persone che respirano con un narghilè (sistema di respirazione subacquea che permette di evitare di indossare le bombole. “NdRâ€). Vengono anche messe in acqua delle esche perchè i pescioni sentano l’odore del cibo… e c’è anche uno stupido uccello acquatico che continua a dondolarsi proprio vicino alle esche: che abbia voglia di offrirsi come spuntino???

Mah… intanto che siamo lì a guardare lo stupido uccello vediamo la prima ombra scura che gli si avvicina e quasi gli addenta le zampette palmate, ma è subito chiaro che sta solo giocando. Cavoli: è proprio grosso! Jen (la nostra accompagnatrice e video operatrice) ci dice che probabilmente si tratta di Boomerang, un maschio di oltre 5,5 metri che è tra i dominanti di quell’area. È facilmente riconoscibile per un segno a forma di boomerang che ha sul fianco sinistro, ed anche perchè è uno degli esemplari ai quali è stato applicato un rilevatore per seguirne gli spostamenti. Siamo tutti eccitatissimi e in meno di 5 minuti siamo pronti ad entrare in acqua. Non passa molto tempo che eccolo arrivare: è proprio Boomerang!

Grande Squalo Bianco

Che emozione: ho l’adrenalina a mille! È bellissimo… si muove con un’eleganza paragonabile solo a quella dei grossi felini… come loro, del resto, è ai vertici della sua catena alimentare: l’unico vero nemico che ha, in questo momento, è chiuso in una gabbia d’acciaio! Ma il bello deve ancora venire: vediamo che comincia ad esserci una certa attività in acqua, così usciamo dalla gabbia di superficie e ci prepariamo a scendere con la gabbia di fondo, che viene calata con un verricello fino a sfiorare il fondale tra i 20 e i 22 metri. Mi aspettavo una forte emozione, ma niente poteva avermi preparata a questo, neanche l’aver visto parecchi altri grossi squali nel mio peregrinare per i mari del mondo.

È Sua Maestà il Grande Squalo Bianco che ci sta guardando… anzi… sono 4, no… 5. WOW!!!

Grande Squalo Bianco

Non so più da che parte guardare… e un po’ mi sento anche osservata: chissà cosa pensano di questi 4 rumorosi imbecilli dentro alla gabbia che continuano a bersagliarli con i flash! Purtroppo è tempo di ritornare in superficie: fa freddissimo ed abbiamo abbondantemente oltrepassato il previsto tempo di fondo (tempo previsto di immersione. “NdRâ€) di 30 minuti… ma domani è un altro giorno! In questi 4 giorni di immersioni alla fine abbiamo incontrato ed identificato almeno 7 diversi esemplari: sono tutti maschi. Le femmine, infatti, torneranno dopo l’estate. Andrew ha anche provveduto a “taggare†3 soggetti con delle nuove sonde che, ci spiega Catherine, una giovanissima docente e ricercatrice sudafricana, servono a rilevare velocità e direzione degli spostamenti. Oltre alla grande emozione di vedere questi meravigliosi animali nel loro ambiente, ho imparato un sacco di cose perchè uno dei principali obiettivi della Rodney Fox Foundation è proprio quello di studiare e divulgare informazioni su queste magnifiche creature. Lo so: sto usando un sacco di superlativi… ma non trovo davvero parole migliori per esprimere la grandiosità di quello che sto vivendo :-) .

Cape Tribulation

Purtroppo il tempo passa veloce, ed è già lunedì: sveglia alle 5 e partenza verso Cairns. Arrivo nel primo pomeriggio e mi accoglie un bel caldo afoso: anche se l’umidità è davvero tanta è quasi piacevole in confronto al vento freddo che ha accompagnato la mia permanenza nel South Australia! Ne approfitto per farmi subito un tuffo nella piscina dell’albergo e passo il resto del pomeriggio a sistemare e postare le mie foto: domani si riparte verso Cape Tribulation ed io ho proprio bisogno di riposarmi un po’. All’ora di cena mi raggiunge il mio amico Sacha, che ho conosciuto insieme alla sua compagna Ade lo scorso febbraio a Siladen, in Indonesia.

Casuario

È davvero bello incontrarsi così, in giro per il mondo, e raccontarsi le reciproche esperienze di viaggio e di immersioni! Dopo cena, ancora due chiacchiere su internet con gli amici a casa e poi a nanna presto, che domattina si riparte. Praticamente non disfo mai i bagagli… ;-) La prima tappa della nostra escursione è presso una fattoria dove si produce l’olio essenziale di eucalipto: una delle principali attività di quest’area. Il profumo è intensissimo e la visita molto istruttiva. Poi proseguiamo verso un parco naturale, una specie di zoo all’aperto, dove finalmente incontro i miei primi canguri! Peccato non riuscire a vederli liberi… ma almeno potrò dire di averli visti! Qui incontro anche un altro animale endemico: il casuario, che fortunatamente poi avrò anche l’opportunità di incontrare in libertà nelle foreste di Cape Tribulation.

Coccodrillo

La gita prosegue con un giro in barca sul fiume e, proprio dietro ad un’ansa, eccolo: il grande coccodrillo di mare! Quasi 6 metri di lucertola… e che denti!!! In tutto incontriamo 2 maschi ed 1 femmina, più qualche cucciolo. Un’altra grande emozione. Finalmente raggiungiamo la nostra meta: la lunghissima spiaggia di Cape Tribulation. Un vero e proprio paradiso tropicale! Viene voglia di farsi un bagno, ma è piuttosto pericoloso tuffarsi in queste acque: non per via degli squali, che comunque ci sono, ma piuttosto perchè qui brulicano le vespe di mare, pericolosissime meduse completamente trasparenti.

Farfalla

Mi accontento di una passeggiata sulla spiaggia e nei curatissimi sentieri in mezzo alla foresta, dove non mancano gli incontri col casuario (accidenti: non sono riuscita a fotografarlo!!!), con splendidi cacatoa e incantevoli farfalle dai colori sgargianti. La giornata è stata davvero lunga ed intensa: un tuffo in piscina per rinfrescarmi e poi una gustosissima cena con un barbecue “aussieâ€, cioè a base di canguro. Lo so, fanno tenerezza… ma la loro carne è davvero ottima! Domani me la prenderò comoda: spiaggia, sole, magari una bella passeggiata e nel pomeriggio… tanta pigrizia! Ritorno a Cairns per l’ora di cena e passo la serata in compagnia degli amici inglesi ed olandesi incontrati durante questi due giorni. Claudia e Robin, gli olandesi, saranno con me anche durante la prossima tappa: la crociera sulla Grande Barriera Corallina australiana… e  non vediamo l’ora di imbarcarci!

Pesci Pagliaccio

Arriviamo a Lizard Island con un paio di aeroplanini da turismo: mi sembra di essere tornata ai tempi in cui andavo con mio fratello all’aeroclub! L’aeroporto di Lizard è il più piccolo che mi sia capitato di vedere in tutta la mia vita di viaggi… ma l’isola è un incanto e la barca che ci aspetta ormeggiata in rada è uno spettacolo! Ci siamo: dopo le presentazioni di rito ed un paio di briefing sulla barca e le misure di sicurezza molliamo gli ormeggi e ci dirigiamo verso la Grande Barriera Corallina!

Squalo Grigio

Già questo pomeriggio sono previste due immersioni, per poi iniziare la navigazione verso Osprey Reef, che si trova 180 miglia più a nord, nel Mar dei Coralli. Per fortuna il mio compagno di immersione, Yoichi-san (se non si era capito è giapponese), è anche lui armato di macchina fotografica ed abbiamo quasi lo stesso ritmo. A Osprey Reef troviamo una quantità di pesce e tanti squali di barriera: grigi, pinna bianca e pinna nera. Certo che, in confronto al Grande Squalo Bianco, questi sembrano proprio dei pesciolini :-)

La notturna la facciamo con la guida, ma va troooooooppo forte e per fare qualche foto, come al solito, rischio di perdermi! Dopo due giorni ad Osprey è ora di riprendere la navigazione verso la Grande Barriera: qui a Steve’s Bommies trovo quei colori che mi aspettavo di vedere! È ora di tornare… l’ora dei saluti e delle foto di gruppo. Per me, è anche l’inizio dell’ultimo giorno di permanenza in questo continente meraviglioso. Sbarchiamo a Cairns sotto un sole accecante. Approfitto di quest’ultima giornata per visitare la città e fare un po’ di shopping.

Granchietto

Sono stata brava: finora ho comprato solo 2 t-shirt e 1 felpa! Alla fine eccomi qua, di nuovo in aeroporto: mi mancano solo gli ultimi 4 dei 14 aerei che avrò preso in questi 20 giorni di viaggio. Le ultime 38 ore e sarò di nuovo a casa… Certo, è stato un viaggio faticoso, ma quante emozioni… quanti paesaggi… quante persone straordinarie! È questo che riporto a casa come bagaglio. Ma cavoli: dovevano proprio farmelo pagare come extra??? Ma non importa: è un prezzo che pago più che volentieri!

Perchè Walter ha scelto proprio il nome giusto per la sua agenzia: Meraviglia. È quello che si prova davanti a questi panorami, ed anche questo torna a casa con me. Grazie a Mike, Andrew, Jennifer, Sacha, Mossy, Cam, e a tutti gli altri amici (compresi quelli pinnuti) che hanno condiviso quest’esperienza con me. Grazie Walter!

Piera Pirini
aliciamirabilis@hotmail.com

Posted on ott-28-2010

Il prossimo viaggio in Australia

Libere considerazioni riguardo l’organizzazione di un prossimo viaggio nel meraviglioso continente dei canguri, valutando anche  l’opzione di inserire una sosta in qualche città dell’esotico Oriente

Uluru, Ayers Rock

Non ho mai smesso di sognare di ritornare in Australia, ma il lavoro, gli impegni ed il poco tempo a disposizione, mi fanno sempre posticipare il mio nuovo “sbarco†in terra australiana. Per certo so che questa volta il viaggio sarebbe sicuramente diverso: ho più anni, un marito ed un minore spirito di adattamento dettato anche dal fatto e, molti concorderete con me, che arrivati agli anta si inizia ad avere più difficoltà fisica a recuperare le “giornatacceâ€. Da ultimo, si è aggiunta da poco una nuova fastidiosa variabile che, un po’, fa le bizze con il mio passato di temeraria ed instancabile viaggiatrice: incomincio ad aver una gran “strizza†di volare ed il pensiero di dover restare tutte quelle ore sopra le nuvole, mi preoccupa un po’, nonostante i segni della croce, le preghiere e l’energica stretta di mano a cui costringo, in caso di turbolenze, mio marito. Fiduciosa di riuscire a superare questi iniziali ostacoli, sono sicura che tutto sarebbe ugualmente affascinante, quasi come se fosse un nuovo primo viaggio…

Opera House ed Arbour Bridge a Sydney

Così, ogni tanto, mi diletto a buttar giù un itinerario in grado di toccare le destinazioni ancora non visitate (l’Australia è immensa!) e di ritornare in quelle che mi hanno davvero toccato il cuore. Da ultimo c’è la nuova costante “marito†da non trascurare: come posso tralasciare egoisticamente alcune importanti destinazioni australiane solo perché io le ho già viste? E poi vi è la questione delle soste intermedie da scegliere per spezzare il lungo viaggio dall’Italia all’Oceania che sono assolutamente da considerare. Sì, lo ammetto, non riuscirei più a fare tutta una tirata da Roma o Milano fino all’Australia; certo vi sono gli scali tecnici, ma ugualmente mi stancherei molto e soprattutto starei troppo in tensione.

Skyline di Hong Kong

Questa volta, ho deciso: il prossimo viaggio in Australia deve contemplare sia all’andata che al ritorno uno scalo in oriente. Ho già un idea: Hong Kong mi attira molto per il suo fascino esotico misto ad un forte retaggio di dominazione britannica che sicuramente ha lasciato segni indelebili. Non so, forse mi sbaglio, ma visitare Hong Kong mi darebbe l’idea di essere in Cina, (perché ora è nuovamente Cina), ma non troppo! Non perché non sia interessata a questo altro immenso Paese quanto perché non è l’obiettivo prioritario di questo mio viaggio. Alla Cina bisogna dedicare sufficiente tempo e studio e non si può sbarazzarsene in due miseri giorni. Fermarmi ad Hong Kong mi darebbe come l’idea di iniziare a cogliere le sfumature per poi essere in grado, spero in un futuro non così lontano, di saper apprezzare tutto il quadro.

Merlion, il simbolo di Singapore

Altra sosta in Oriente che mi alletta è Singapore che non ho mai visitato, ma qui nascono i primi dubbi. Chi dice che è favolosa e la descrive come un brillante “melting pot†di tradizione e super tecnologia, chi invece che è solo una città cosmopolita in continuo movimento. Non saprei proprio a chi dar ragione… Visitando Singapore on-line ho avuto modo di apprezzarla e di scoprire attrazioni di cui non ero a conoscenza. Non parlo, della panoramica ruota che ti consente di vedere dall’alto tutta la città e che ormai possiamo trovare in molte città europee come, ad esempio, Londra, ma dell’isola di Sentosa, del giardino botanico dove è possibile ammirare 60.000 specie di orchidee oltre al pittoresco albero “cannone†con frutti, in stagione, che sembrano e pesano, appunto, come un cannone, della vivace Chinatown o della induista “Little India†e delle sue tanti riserve naturali come quella di Bukit Timah che si trova a soli, pensate, 12 chilometri dal centro cittadino. Trattasi di una favolosa ed estesa foresta primordiale dove è possibile vedere uccelli esotici, farfalle, scimmie, scoiattoli, lemuri volanti e tanti altri animali. Che dire… ne vale la pena? Io direi di sì e mi permetterebbe di rilassarmi e di apprezzare nello stesso tempo una realtà decisamente diversa da quella di casa.

Templi a Bangkok

Sono, però, combattuta se scegliere quest’ultima città, mai vista, oppure ritornare nella caotica, super umida, ma affascinante Bangkok. Qui saprei già come muovermi e soprattutto mi farei delle gran scorpacciate di cucina thai che è, credetemi, squisitissima. Sono riuscita a far ricredere anche mio marito, fan sfegatato delle tagliatelle alla bolognese e della costata di manzo, rigorosamente al sangue e sempre doverosamente accompagnata da un buon vino rosso. Infatti, seppure controvoglia, giusto per il quieto vivere coniugale, lui ha acconsentito tempo fa ad assaggiare la cucina Thai e l’ha molto apprezzata. Certo, bisogna sapere scegliere, non tutto può piacere al palato europeo, ma in generale è buona, saporita il giusto e leggerissima. Per intenderci, mi sembra, dopo un’ora, di aver nuovamente la pancia vuota!

Aborigeno

Dopo queste curiose ed opportune digressioni su dove fermarmi prima e dopo, è ora giunto il momento di “centrare†l’atterraggio nella tanta amata e bramata Australia. Che dire? O meglio: Dove arrivare? A seconda della compagnia aerea e, soprattutto, della tappa intermedia prescelta, gli aeroporti di arrivo papabili sono Darwin, Perth o Sydney. Sì, il mio prossimo viaggio in Australia deve assolutamente includere queste tre città dalle quali poi si snodano innumerevoli e meravigliose opportunità di visitare mondi e realtà a dir poco incredibili. Darwin è la prima della lista perché ancora non la conosco e, soprattutto, perché da questa tropicale città all’estremo nord dell’Australia, bagnata dal Mar di Timor, potrò finalmente addentrami nei favolosi Parchi Nazionali del Northern Territory e nella leggendaria Arnhemland.

Coccodrillo

E sarà un’avventura nel viaggio, sicuramente da organizzare in campo tendato, insieme ad esperta guida locale rigorosamente in lingua inglese, anzi australiana, per meglio calarsi nella parte. Sì, nonostante le piccole scomodità che il dormire in una spartana tenda con bagni in comune può comportare, questa esplosione di natura allo stato puro, dove ancora è vivo e forte il legame con le tradizioni del popolo aborigeno, assolutamente stonerebbe con un eventuale rientro serale in hotel. Si perderebbe il senso e la storia di queste lussureggianti terre abitate, da oltre 40.000 anni, dagli aborigeni in totale armonia con la natura circostante. Coccodrilli, uccelli dai mille colori, gole profonde, prorompenti cascate che si gettano in piscine naturali dall’acqua cristallina, panorami sorprendenti, stupendi siti d’arte rupestre che ritraggono in modo sorprendente la storia naturale, sociale e culturale di questi luoghi, devono essere “vissuti†e non solo “vistiâ€. Imparare dalla tua guida a riconoscere le pianti medicinali o quelle utilizzate come alimento, chiacchierare alla sera intorno ad un fuoco invece che isolarsi guardando la TV, dormire sotto un cielo stellato da cartolina, svegliarsi al “cantico degli uccelliâ€, entrare in contatto con le comunità aborigene locali quali i Maningrida, i Nhulunbuy e i Gunbalanya, sarà come compiere un emozionate tuffo nel passato remoto, come cimentarsi in una vita alla “Tarzan†o, per restare in tema, alla “Crocodile Dundeeâ€!

Spiaggia

Spiaggia

Dopo questa prima avventura in Australia, inizio già ad avere alcuni dubbi sulla prossima tappa. In considerazione della posizione in cui si trova Darwin, per non fare un’inutile e più costoso  “sali e scendiâ€, sarebbe opportuno volare a Cairns o nel Deserto. Lasciando quest’ultimo in stand-by, opterei per la tropicale Cairns, condizioni climatiche permettendo. Sì, la scorsa volta, vi ero capitata sul finire del periodo delle piogge e, nonostante, non abbia “beccato†davvero del bruttissimo tempo, l’umidità era insopportabile, molte zone al nord non erano ancora raggiungibili e, variabile non di poco conto, le famigerate “jellyfish†ancora davano del filo da torcere ai bagnanti. Magari questa volta vorrei un po’ rilassarmi al sole di Palm Cove o di Green Island, fare una mini crociera su un meraviglioso catamarano sulla famosa Great Barrier Reef, ritornare a Cape Tribulation dove la barriera quasi arriva a lambire la milionaria foresta di mangrovie e, perché no, osare anche più a nord alla scoperta di terre ancora più selvagge e meravigliose in cui il turismo ancora non è arrivato.

Dingo a Fraser Island

Tutto il Queensland sarebbe da vedere e rivedere, ma ci vorrebbero mesi se non anni. Certo che, una breve incursione nell’Outback, allontanandosi dalle panoramiche strade litorali e addentrandosi verso l’interno, non sarebbe male. Si possono trovare valide soluzioni di soggiorno in fattoria dove potrei per qualche giorno calarmi nella vita di un tipico cowboy o, meglio, cowgirl australiana! Altra destinazione, nella mia inesorabile discesa lungo la East Coast, che mi piacerebbe visitare nuovamente è Fraser Island senza disdegnare una, anche se fugace, tappa alle Whitsunday Islands. Fraser Island è la più grande isola di sabbia al mondo, con un centinaio di laghi di acqua dolce dei quali, alcuni, addirittura sono sospesi, con una prorompente foresta pluviale e maestose dune che finiscono in acque cristalline. A me è ha dato l’idea, la prima volta, di un parco giochi naturale dove cimentarsi in elettrizzanti discese in sandboard oppure, più semplicemente, farsi spingere dalla corrente di un ruscello compiendo avvincenti gincane fino alla foce o, ancora, sfruttare gli orari più opportuni della bassa marea, per calarsi in rigeneranti piscine naturali, per non parlare, poi, dei tanti relitti che s’incontrano sulla spiaggia a distanza d’uomo e che ti fanno fantasticare di pirati e fantomatiche cacce al tesoro. Ultima, ma non per importanza, è la favolosa fauna locale dell’isola con i suoi famigerati dingo, i tanto temuti squali e le più simpatiche, almeno per me, balene che trovano nelle acque circostanti un perfetto luogo di ristoro durante la loro stagionale migrazione. Quest’isola solitamente è fuori dal classico circuito turistico, direi quasi che è più per amatori, ma io la caldeggio vivamente, e chi mi è stato ad ascoltare, è ritornato pienamente soddisfatto.

Gold Coast

Dopo Fraser Island, eviterei di fermarmi sulla Gold Coast nonostante sia così famosa ed acclamata. Sinceramente a me non è piaciuta tanto, è molto turistica, il mare è spesso mosso, decisamente adatto ai surfisti, ha una miriade di hotel che si ergono, per me un po’ troppo maestosi, sul litorale; insomma, non è la spiaggia piccola e poco affollata che piace a me. Non a caso, infatti, la Gold Coast è stata ribattezzata la “Rimini australianaâ€. Logicamente, se avessi tutto il tempo che voglio, sono sicura che mi fermerei anche a Surfers Paradise o giù di lì, magari cercherei località nelle vicinanze meno conosciute, spiagge più selvagge e mi addentrerei anche un po’ all’interno. Riepilogando, lasciata la più grande isola di sabbia al mondo, punterei direttamente su Sydney via pullman (sono abbastanza comodi e, se viaggi di notte, riesci a “farti passare più velocemente†le circa 17 ore di viaggio!) o via aereo da Brisbane, decisamente un’alternativa più comoda e veloce.

Three Sisters

Sì, non si può evitare di fermarsi qualche giorno a Sydney che per me è la vera capitale dell’Australia. Questa città cattura tutti: il suo ordine geometrico, il suo verde, la sua meravigliosa baia, i suoi pittoreschi mercati Vintage, i suoi vivaci quartieri a “luci rosseâ€, l’immancabile Chinatown, le sue rinomate spiagge, le ville sulla costa, tutto è splendidamente al suo posto. Assolutamente non mi perderei una visita o più visite al chiassoso e colorato “Fish Market†che si trova proprio dietro Darling Harbour. Qui, non solo il pesce, sempre freschissimo, viene pescato e scaricato tutti i giorni, ma è anche possibile scegliere il trancio di pesce che più si preferisce, vederlo cucinare sotto i propri occhi e, poi, andarlo a consumare direttamente in uno degli appositi tavolini allestiti all’esterno. Davvero sfizioso, no ? Da ultimo, un po’ come le altre città australiane che sono, tutte, di recente costruzione, Sydney è veramente facile da visitare sia a piedi che con i mezzi pubblici. Fortunatamente anche mio marito la pensa come me anche se, dopo un po’ che giriamo, inizia silenziosamente a guardarsi intorno alla ricerca di un pub da propormi per una rigenerante sosta. I Pub in Australia, come in Inghilterra, sono aperti anche al mattino e sono un po’ come le nostre vecchie osterie. Non ci vai solo per bere la birra, ma per parlare, assaggiare il piatto della casa, giocare a freccette, insomma è un luogo di ritrovo a 360°, decisamente da provare. Oltre a visitare la città di Sydney, mi piacerebbe ritornare alle Blue Mountains dove, le scorse volte ho sempre trovato brutto tempo e non ho mai potuto vedere le famose “Three Sisters†che erano nascoste da una nebbia quasi da Pianura Padana. Altra escursione che assolutamente vorrei fare, è quella alla rinomata Hunter Valley, costellata di una miriade di case vinicole dove è possibile fermarsi per assaggiare vini e prodotti alimentari locali. Solitamente sono super attrezzate anche con ristorante interno che propone ottimi menu degustazione magistralmente abbinati ad altrettanto ottimi vini. Per gli appassionati o semplici curiosi è sicuramente un piacevole sosta da tenere in considerazione senza contare, poi, che tutta la zona è, dal punto di vista naturale, molto bella.

I "12 Apostoli" lungo la Great Ocean Road

Dopo Sydney, incomincio ad avere seri problemi in quanto vorrei tanto fermarmi qualche giorno a Melbourne, che è davvero una vivace città dalle mille iniziative, sia culturali che sportive, oltre ad avere meravigliose aeree verdi, attrazioni da visitare e favolosi dintorni da esplorare. Lo stesso dicasi per la più raccolta e graziosa Adelaide, all’estremo sud dell’Australia alla quale, purtroppo, per via del tempo sempre tiranno, solitamente non viene dedicata la dovuta attenzione. Infatti, ci si ferma giusto una notte prima o dopo la visita alla vicina Kangaroo Island e/o quando si è in procinto di partire per un ben più impegnativo viaggio nell’Outback. Mi piacerebbe dilungarmi qualche giorno lungo la meravigliosa Great Ocean Road, ma sarò costretta a volare diretta su Perth nel selvaggio West Australia. Qui è tutta un’altra musica…., anzi tutto un altro genere di vita, decisamente più rilassato rispetto all’East Coast.

Un "cigno nero", il simbolo di Perth

Io a Perth ci sono già stata ed ho apprezzato il suo ordine, la sua tranquillità, le sue infinite spiagge deserte e pulite, il suo centro intimo e allo stesso tempo animato che è possibile visitare a piedi o a bordo di efficienti bus cittadini rigorosamente gratuiti. I giardini Botanici, Kings Park, la lussuosa King Street per gli amanti dello shopping, i quartieri alla moda, soprattutto nelle ore notturne, come Subbiaco, i graziosi caffè lungo le rive del fiume Swan, gli edifici storici come la famosa “Zeccaâ€, la rinomata Galleria D’arte dell’Australia Occidentale,  la vicina e meravigliosa Rottnest Island o la storica cittadina di Fremantle e tante altre attrazioni potrebbero tenermi impegnata in città per tanti giorni. Avendo, però, già in programma di spostarmi a circa 1.200 km più a nord, per trascorrere qualche giorno di puro relax all’interno del meraviglioso Parco Nazionale di Ningaloo Reef, sarò costretta a solo ad una fugace sosta a Perth giusto il tempo per prendere un altro volo interno per Exmouth.

Squalo Balena

Noleggiare un’auto e coprire a tappe tutta la lunga distanza fino a Ningaloo Reef, sarebbe sicuramente avvincente ed indimenticabile, ma ci vorrebbero come minimo 3 giorni in più che io non ho. Infatti, è mia ferma intenzione godermi un meritato soggiorno di puro relax in questo paradiso naturale, conosciuto ed apprezzato per le sue calme e protette acque, le sue sconfinate spiagge di sabbia bianca e le sue centinaia di specie di pesci e coralli. Nelle acque più profonde, addirittura, è possibile incontrare i leggendari dugonghi, simpatici delfini, tartarughe e razze. Da marzo a giugno, inoltre, gli squali balena visitano questa zona mentre, tra giugno e settembre, è la volta delle balene. Per chi, come me, è alla ricerca di una vacanza al mare, in zone ancora selvagge ed incontaminate, lontane dal turismo di massa, Ningaloo Reef è la soluzione più azzeccata. Come tutte le aree, ancora poco conosciute, a fronte di una natura prepotentemente sovrana e assoluta, le strutture ricettive della zona sono decisamente più spartane e alla buona, nonostante le stelle che esibiscono. Sì, ne sono certa, il mio soggiorno a Ningaloo Reef sarà una vacanza all’insegna del dolce non far niente che trascorrerò facendo snorkeling, prendendo il sole, leggendo, passeggiando sulla spiaggia in attesa di assistere ad uno stupendo tramonto a cui seguirà una calda notte stellata. Dopo, spero, tanti tramonti e tante calde notti stellate nel West Australia, giungerà, purtroppo, il momento di salutare l’amata Australia e, come tutti i commiati da luoghi e/o persone care, un velo di tristezza misto a malinconia mi pervaderà come è già successo in passato.

lavytontini@yahoo.com

Posted on giu-29-2010

Viaggio in Australia di Silvana

Tutto è iniziato come al solito per me: una sfida, volere potere, innanzitutto e nonostante tutto!

Ed è così che ho intrapreso questo meraviglioso viaggio che mi ha portato in giro per l’Australia, alla ricerca della sua straordinaria fauna, della lussureggiante ed abbagliante flora, con la splendida cornice di coste frastagliate, spiagge bianchissime e un mare di smeraldo. Un continente straordinario per i suoi colori: dalla terra rosso fuoco dei deserti e dei canyon, ai cangianti toni del verde della vegetazione. Un paese con un cuore rosso: Uluru il monolito più grande del mondo. Cosa si può volere di più da un viaggio?

Silvana

Grandi città e metropoli che coniugano perfettamente lo stile vittoriano dei palazzi alle modernissime opere d’arte ed ai grattacieli delle city. Città dove impera l’ordine e la cura di tutto nonostante la movimentata vita dei suoi abitanti. Per chi si oppone alle mie riflessioni io dico: “provare per credereâ€.

Quando ho contattato “MERAVIGLIA viaggi†ed ho chiesto di programmarmi un viaggio economico per l’Australia: niente alberghi ma ostelli, niente lusso ma tanta natura e un percorso più lungo possibile perché, ho precisato fin da subito, sono una che “si adatta… che ama vedere, esplorare, camminare…â€

Walter non si è fatto problemi, proponendomi subito delle splendide proposte di viaggio.

Naturalmente sono stata costretta a fargli presente che:

1) non parlo inglese, nonostante i miei otto anni in istituti scolastici ove l’inglese costituiva oggetto di studio…

2) non ho mai viaggiato sola per aeroporti, soprattutto in quelli internazionali

3) che viaggerò da sola

4) … e che a Sidney vive mio figlio al quale potrei ricorrere negli eventuali momenti di difficoltà

Nei giorni successivi quando sono tornata in agenzia, Walter, mostrandomi il programma che aveva preparato per me, ha aggiunto questa frase: “vedrai, questo sarà un viaggio che ricorderai per tutta la vita!†Ora penso che sarà proprio così, sicuramente!

Ora, veniamo a noi. A ragion del vero il motivo che mi ha spinto ad intraprendere un simile viaggio è stato:

Il matrimonio di mio figlio!!!!!!!!!!!!!!

Massimo e Meg

Italiano lui, giapponese lei, oltre i confini: l’AUSTRALIA – e chi li sposa? Una donna… indiana! “Più internazionale di così si muore, non è vero?â€

Tralascio tutti i particolari del viaggio di andata e mi limito a dirvi che è stato cancellato il volo Bologna Francoforte. Sarei dovuta arrivare a Sydney il giorno 12, invece il mio arrivo è slittato al giorno 13 febbraio, lo stesso giorno del matrimonio, niente male…

Primo scalo a Francoforte in un aeroporto di tutto rispetto viste le dimensioni, il secondo a Singapore niente male pure questo. Di italiani neppure l’ombra, di inesperienza di chi non si è mai trovata sola in simili situazioni invece TANTA. Al tutto andiamo ad aggiungere il ritardo e l’imminente matrimonio, un “mix†di combinazioni che fanno invidia al mitico Fantozzi.

Mica male, vero?

Arrivo a Sidney, il giorno 13 febbraio ore 6.50 circa, atterraggio con vista panoramica sulla splendida città costellata da baie circondata dal verde: NOTEVOLE! come inizio. Di corsa, si va a casa, il matrimonio si celebrerà nel pomeriggio, una doccia e via. Anche qui tralascio nuovamente tutti i particolari di questa irripetibile cerimonia, organizzata nei minimi dettagli dove si sono combinate tre diverse tradizioni: quella italiana, quella giapponese e, naturalmente, quella australiana, nel luogo più antico di Sidney: The Rocks e con vista sulla splendida baia dell’Opera House con alle spalle il famoso Harbour Bridge.

Opera House

Il mio soggiorno a Sidney con vitto e alloggio garantiti, è stato all’insegna del “fai da teâ€. Zaino in spalla, guida della Australia e mappa della città in mano. In giro per Sidney scopro una città perfetta e decisamente affascinante, per me, la più bella città australiana che ho visitato. Il primo giorno dopo il matrimonio, in compagnia di suoceri e parenti giapponesi visito la baia di Sidney dove impera l’Opera House, i traghetti sono assai frequenti pertanto decidiamo di intraprendere la “transoceanica  che navigando tra le baie della città di Sidney ci porta nella famosa Bondi, una magnifica e ampia spiaggia dorata con i frastagliati promontori di arenaria e le sue onde perfettamente in sintonia con gli amanti del surf e le sue piscine a confine con il mare.

Davvero divertente girare la città in compagnia degli acquisiti e simpatici parenti giapponesi, peccato non si riesca a comunicare se non con gesti sorrisi, inchini ed esclamazioni. Il giro procede girovagando per negozi e mega centri commerciali per finire in un delizioso ristorante cinese della China Town di Sidney nella ricorrenza del capodanno cinese davanti a piatti deliziosi, che nulla hanno a che vedere con ciò che si mangia nei nostri ristoranti cinesi.

Sydney - Fish Market

Durante le mie “pause pranzo†al fish market di Sidney, debbo ammettere che ho mangiato pesce a non finire di ottima qualità, gustato frutta e yogurt eccezionali il tutto in un ambiente decisamente folkloristico, dove nelle vetrine vengono messe in mostra innumerevoli specie di pesce, come “Armani, Prada e Valentino†allestiscono le loro boutique, dove colore, odore e sapore si mescolano ad una folla animata di frequentatori nonché consumatori provenienti da ogni dove. Il fish market è stato la causa della perdita della mia perfetta linea, quella che avevo prima di intraprendere questo magnifico viaggio.

A soli 65 chilometri da Sidney si innalzano le Blu Mountain, un altopiano di arenaria che raggiunge una altezza di 1100 metri, con ripide pareti di arenaria ed una immensa e splendida foresta di eucalipti che assume, in determinate ore della giornata, un magnifico colore blu. Il passaggio a Leura è d’obbligo, un classico borgo delle Blu Mountain, una linda e pittoresca cittadina ferroviaria ideale per una sosta e uno spuntino.

Ora arriva “l’hard†la mia prova del “fuoco†il mio battesimo con l’Australia. 17 febbraio, aeroporto di Sidney, Max mi accompagna, non gli dico nulla ma penso che capisca con quanta ansia io intraprenda questo viaggio. Ad attendermi tutto il programma che Walter di MERAVIGLIA viaggi ha organizzato per me.

Federation Square

MELBOURNE alle ore 11.00 arrivo all’ostello situato in una posizione centrale della città. Prendo possesso della mia camera (che poi ho condiviso con due asiatiche e una peruviana) deposito la valigia, e dopo poco tempo sono già in strada, armata di guida, mappa della città, macchina fotografica e “bag†tutte cose che mi hanno costantemente accompagnato lungo il mio viaggio. Innanzitutto debbo premettere che questa è una delle mie giornate libere, quindi niente guida e niente compagni di viaggio.

Pertanto:

regola n. 1 non perdersi d’animo

regola n. 2 avere spirito di iniziativa

regola n. 3 avere voglia di vedere e curiosare

regola n.4 fotografare ostello e nome della via… casomai dovessi perdermi.

Flinders Street Station

Armata di tutto ciò me ne vado in giro per le strade di Melbourne, capitale dello Stato del Victoria, dicono che sia la città più europea dell’Australia, con il senno del poi, Europa si Italia no, per nulla ha a che vedere con noi. Ha la cura, la cultura, l’ordine, il verde e la bellezza delle migliori capitali del nord Europa. Bella, veramente bella, dicono che sia una delle città più vivibili ed io condivido, con i suoi parchi, i suoi giardini ed il fiume Yarra, popolare tra i vogatori e rifornisce il vicino giardino botanico. Gli edifici che si affacciano sul fiume, Southgate e Federation Square sono una perfetta combinazione tra lo stile vittoriano e il rinnovatissimo volto di Melbourne. Percorro le vie del centro, faccio tappa per un panino, quindi arrivo alla Flinders Street Station in perfetto stile vittoriano, uno dei luoghi pubblici più frequentati della città fino a qualche anno fa, perchè ora, a farla da “padrona†c’è Federation Square, sicuramente lo spazio pubblico più frequentato della città. Vengo “colpita†dalla presenza di tanti giovani, dalla bellezza dei suoi palazzi la cui architettura moderna e armoniosa rende il tutto un gradevolissimo punto di ritrovo.

The Ian Potter Center

Costruita su metri di brutti binari del tram unisce il Central Bussines District con il fiume Yarra, al centro della piazza c’è uno spazio smerigliato rivestito di arenaria variegata gialla e rossa pendente verso una pedana ed uno schermo gigante. Gli edifici che circondano Federation Square sono disegnati come frammenti che sorgono dal suolo e appaiono come una stravagante tappezzeria di vetro pietra e zinco. All’interno c’è una sezione della National Gallery of Victoria, “the Ian Potter Centreâ€, uno degli edifici più fantastici che abbia mai visto, quando sono dentro ho come la sensazione che i muri mi vengano addosso da tutte le parti e girando scopro degli angoli fantastici, dei punti prospettici di grande interesse. Di foto ne avrò fatte a decine e decine, avevo paura di perdere ogni punto, ogni colore e ogni forma. Mi fermo anche nello spazio Edge per bermi un caffé. Qui i punti di relax e ristoro non mancano di certo.

Relax a Federation Square

Mi siedo poi su una delle comode sedie a sdraio al centro della piazza e a ridosso di un piccolo “fazzoletto†di verde. Assaporo un po’ di relax prima di tornare a gironzorellare per la città. Saint Paul Cathedral, di fronte a Federation Square rende certamente l’idea di come si combinino perfettamente i due stili, quello vittoriano con quello più moderno e all’avanguardia di questa splendida città. Poi via di nuovo a passeggiare lungo il fiume Yarra, fino al futuristico centro olimpionico, quindi nuovamente per le strade della city, Collins Street, tra bei negozi e gente che, come me, ha scelto Melbourne come tappa australiana. Lungo le strade, pittori, ritrattisti, suonatori e venditori, si perchè è sera, ed a negozi chiusi appaiono loro. Raggiungo la locale China Town…, naturalmente come in tutte le China Town del mondo, anche qui tanti negozi e ristoranti cinesi ma soprattutto tanti tanti cinesi, decido di cenare lì, ma debbo dire che non è stato un granchè…

La mia serata la passo di nuovo a Federation Square seduta sul pavimento di arenaria, davanti allo schermo gigante che proietta le immagini delle olimpiadi invernali del Canada, scrivo cartoline, fotografo e mi faccio fotografare. Poi siccome si è fatto tardi davvero, mi incammino verso l’ostello, non ho bisogno di chiedere nulla, è molto semplice girare per Melbourne, anche se debbo dire che gli australiani sono semplicemente straordinari e se ti vedono con una mappa in mano, si avvicinano per chiederti se hai bisogno di aiuto.

Arrivo abbastanza stanca in ostello, entro piano, è tardi e le altre compagne già dormono.

Dal 18 al 20 febbraio MELBOURNE / ADELAIDE – TOUR DELLA GREAT OCEAN ROAD

Sono le 6.00 e mi debbo alzare, alle 6.30, puntualissima, arriva davanti al mio ostello la guida che mi accompagnerà in questo tour, ci sono altri viaggiatori con me.

Inizia il fantastico tour della Great Ocean Road, 700 Km di litoranea con i più bei paesaggi dello Stato del VictoriOtway Fly

Otway Fly

Tappa a Torquai capitale della industria del surf australiano, quindi alla volta di uno dei tratti costieri più spettacolari dell’Australia passando per le cittadine costiere di Lorne, Apollo Bay, esplorando spiagge meravigliose e foreste pluviali come quella dell’ Otway National Park, ed è proprio qui che ci attende una lunga passeggiata sulla Otway Fly un camminamento sospeso tra meravigliosi alberi di eucalipto a venticinque metri di altezza dal suolo, ammirando le incredibili felci la cui altezza lascia di stucco (ne ho viste di altissime penso anche oltre i 4 o 5 metri). Non ho alcun dubbio, questo tipo di vacanza mi si addice, amo vedere, esplorare, camminare e provare nuove esperienze. Confermo questa vacanza fa proprio al caso mio e sicuramente di tutti quelli che come me amano il bush walking (camminare nella natura). Anche se debbo dire, per me che ci sono abituata, molte delle loro escursioni sono “passeggiate di saluteâ€. Ma la giornata non è ancora finita, va sfruttata fino in fondo, e cosa c’è di meglio di un magnifico tramonto con vista su “Twelve Apostlesâ€? Siamo di nuovo in movimento, ed è così che raggiungiamo la famosa costa dei “Dodici Apostoliâ€. Il sole sta iniziando a tramontare dobbiamo arrivarci prima che abbandoni il cielo.

I 12 Apostoli al tramonto

Ci riusciamo, siamo sul lungo camminamento panoramico con vista sugli splendidi faraglioni che si innalzano dalle acque dell’oceano, il camminamento offre scorci spettacolari con grotte e gole nelle falesie calcaree create dalle onde del mare. Scendiamo sulla splendida spiaggia che oramai ha assunto il colore rosso del tramonto, aspettiamo che il sole scompaia definitivamente dall’orizzonte, immortaliamo il tutto con foto e riprendiamo la strada per l’ostello dove ad attenderci abbiamo la cena in comune con altri gruppi e la camera che ho condiviso con due ragazze tedesche e una canadese.

Naturalmente “The Twelve Apostles†vanno visti anche all’alba, quindi anche il mattino dopo sveglia alle 5.30, colazione e via verso la costa.

I 12 Apostoli all'alba

Se il tramonto è stato spettacolare, l’alba non ha nulla da invidiare ad esso. Anzi, i colori sono decisamente più vivi, gli azzurri e i verdi accesi fanno da perfetta cornice ai faraglioni bianchi. Ammiriamo lo splendido panorama quindi proseguiamo la nostra escursione scendendo fino alla spiaggia, la percorriamo ed entriamo in una grotta naturale scavata nella splendida roccia bianca. Il percorso ci porta fino all’arco spezzato del “London Bridge†una magnifica conformazione rocciosa immersa nell’oceano, quindi proseguiamo fino alla spettacolare “Bay of Islandâ€, poi lungo la costa fino a raggiungere la località turistica di Warrnambool.

Il pernottamento in ostello prevede anche la preparazione della cena da parte del gruppo. Debbo dire che di fantasia non né hanno mai avuta tanta,ma questa sera mi stupiscono . La preparazione della pasta mi lascia di stucco. Spaghetti con verdure bollite, carne macinata e pomodoro, veramente da “brividoâ€, ma andiamo oltre, anche perchè le nazioni che vi hanno contribuito, Germania, Inghilterra, Canada, Francia e Repubblica Ceca non hanno la benchè minima idea di cosa significhi cucinare un buon piatto di spaghetti!

Canguri albini

Il Mattino dopo ancora sveglia all’alba, nuova escursione, prima Sulle Hollow Mountain dove godiamo di una vista mozzafiato, poi una passeggiata fino a raggiungere le cascate MacKenzie Falls. Quindi di nuovo in viaggio con tappa a Bordertown, la prima cittadina del South Australia dove vivono diverse specie di fauna australiana tra cui alcuni esemplari di canguro bianco. Bhe!!! dimenticavo di dirvi che oltre ai magnifici paesaggi, fino ad ora ho ammirato anche una splendida fauna: tanti canguri, koala e splendidi pappagalli che volano liberi nei cieli australiani. Attraversiamo il Murray River, superiamo la pittoresca Adelaide Hills e raggiungiamo Adelaide nel pomeriggio.

La guida mi porta direttamente davanti al mio ostello, ove lascerò il gruppo con il quale ho viaggiato fino ad ora e trascorrerò un’altra giornata libera. Saluto a modo mio tutti e con due di loro (le due tedesche) raggiungo l’ostello, dove ad attendermi c’è una deliziosa e disponibile ragazza che si sforza di parlare con me il francese. Comunque ci capiamo, prendo possesso della camera, la stessa delle due tedesche, quindi lascio la valigia, lo zaino e, mappa e guida alla mano, parto per l’ escursione di Adelaide.

Sono a due passi dal centro, il pomeriggio è oramai inoltrato, raggiungo la meta e ammiro questa pittoresca città. Sono fortunata, in questo periodo ad Adelaide c’è un famoso Festival of Art, “l’Adelaide Festival Fringeâ€, riservato agli artisti e ai performer meno conosciuti. Passeggio tra la gente, ammiro gli innumerevoli spettacoli che riempiono le strade della città ed entro nel parco allestito per l’occasione. Carino il tutto, bella gente, belli gli spettacoli, ceno e a tarda ora rientro in ostello, anche perchè pure la mattina successiva sveglia all’alba.

Sono le 5.30 del 21 febbraio, mi alzo, appuntamento alle 6.10 con la guida davanti all’ostello e poi partenza per raggiungere la famosa “KANGAROO ISLANDâ€.

Tosatura

Viaggio di andata con pullman e nave. Arrivo all’isola dove ad attendermi trovo, tra le tante, la mia guida e nuovi compagni di viaggio, ritrovo le due donne di nazionalità “cecaâ€, una vietnamita con i suoi genitori adottivi di nazionalità francese,una americana Patty Mc Donald, tedeschi e inglesi. Anche questa volta mi è andata male, neppure un italiano, o perlomeno qualcuno che conosca la mia lingua. L’esplorazione di Kagaroo Island inizia con alcune visite in fattorie, la prima dove possiamo tra l’altro ammirare la rapida tosatura di una bellissima “pecoraâ€, l’altra uno splendido allevamento di Emu e relativa produzione di derivati, quindi l’ultima fattoria con relativo allevamento di api.

Canguro

Di nuovo in partenza per le strade di Kangaroo Island, pranzo compartecipato in riva al mare, una passeggiata in costume lungo la bianca spiaggia, quindi di nuovo per le rosse strade dell’isola, costeggiate da una lussureggiante flora e con qualche attraversamento di splendidi uccelli, emu e, tanto per cambiare… canguri. Poi di nuovo lungo la Pennington Bay con vista sulle splendide spiagge paradiso dei surfisti.

Leone marino

Prossima fermata Seal Bay, per una fantastica passeggiata tra superbi leoni marini. Ci fermiamo a poca distanza da loro ed in silenzio rimaniamo ad ammirarli; naturalmente loro continuano nella vita di tutti i giorni ignorandoci completamente e come se non esistessimo si avvicinano molto a noi, che seduti restiamo ad ammirarli. Nel frattempo uno stormo di gabbiani se ne va in lungo e in largo per la spiaggia. Che dire, mai visto dal vivo e nel loro stato di libertà, simili spettacolari mammiferi, imponenti e dolci allo stesso tempo, trasmettono una grande sensazione di tranquillità.

Little Sahara

Ma la giornata non è ancora finita per noi. E cosa c’è di meglio che lanciarsi giù per le bianche dune del Little Shara? Ebbene si, pure lì andiamo e armati di “tavolaâ€, dopo aver affrontato una estenuante salita sulla duna di sabbia, aver sprofondato in essa fino ad arrivare alla cima, ci lanciamo giù, con il sedere incollato alla tavoletta e le mani che tentano di guidarne il percorso, e giù fino in fondo, più giù possibile, per poi tornare di nuovo su e incominciare di nuovo. Anche questa bella esperienza va indubbiamente ricordata. Le devo provare tutte, quelle che mi si presentano.

Tardo pomeriggio arrivo alla bellissima farmstay dove è prevista la cena e il pernottamento. Veramente bello questo luogo, la farmstay è nel bel mezzo del parco, e che parcooooo!!!!!!!!!!!!, prendiamo possesso della camera, e che cameraaaaa, per non parlare del bagno, che dire di un bagno che ha pure il giardino dentro? Tutto è in legno, bellissimo. Poi tutti nel grande edificio in legno dedicato alla cucina e alla sala da pranzo, mentre la guida sotto i nostri occhi sta cucinando della deliziosa carne e tenere verdure alla piastra; la aiutiamo apparecchiando la tavola, quindi tutti insieme iniziamo a gustarci l’ottima cena. Il sole è oramai completamente tramontato quando ci sediamo tutti intorno al braciere dove è acceso uno scintillante e scoppiettante fuoco. Aspettiamo che faccia buio per iniziare la programmata passeggiata alla ricerca dei canguri, wallaby e opossum. Armati di torce ci addentriamo nel parco e camminando scopriamo che i canguri amano gironzolare di notte, che non temono la nostra presenza e che si avvicinano molto alle abitazioni del parco. E’ bello per me poterci essere. Bello davvero!

La mattina successiva si dorme un po’ di più, e dopo una abbondante colazione si parte di nuovo per completare l’escursione di questa splendida isola, alla scoperta del Flinders Chase National Park per poi procedere lungo Snake Lagoon, con splendidi scorci panoramici e un mare trasparente color smeraldo.

Remarkable Rock

Il tour prosegue, fino a raggiungere lo spettacolare sito primordiale del Remarkable Rock, una serie di massi granitici erosi dal mare in forme fantastiche, alcune simili ad animali, altre a sculture che nulla hanno da invidiare a quelle del nostro ben noto “Boccioniâ€. Il panorama è spettacolare i colori accesi del verde e del blu fanno da cornice al colore rosso granitico di queste splendide sculture naturali. Anche qui, abbondo di foto, sarò monotona, ma non voglio lasciarmi sfuggire nulla.

Poi via verso Cape du Couedic e Admirals Arch bagnati dal mare della Nuova Zelanda, è qui ad attenderci troviamo una numerosa colonia di foche in libertà. La nostra vista viene colpita dalla bellezza del sito primordiale del Admirals Arch, fauci rocciose alte oltre venti metri bordate di stalattiti scure a mo’ di potenti zanne, dove le possenti onde dell’oceano sovrastano la roccia

Pellicani

Pranzo a Rocky River con barbecue e vegetable, poi visita al centro informazioni e di nuovo in partenza, prossima tappa prevista la bella e bianca spiaggia di Stokes Bay, un salto sulla riva dell’oceano naturalmente in costume, un po’ di sole sdraiata sulla candida spiaggia e poi di nuovo in marcia per le belle e sterrate strade di Kangaroo Island. La nostra ultima tappa ci porta in mezzo a tanti splendidi pellicani, è un vero spettacolo vederli, sono tanti, non temono affatto la nostra presenza anzi, se non stiamo più che attenti, rischiamo di essere calpestati da loro che con estrema naturalezza ci camminano attorno.

Mi accompagnano in aeroporto, saluto la mia nuova amica Patty, con la promessa che ci si sentirà al rientro su skype e sulla sua promessa di una prossima vacanza in Italia, quindi entro in aeroporto per il mio ritorno sulla terra ferma. Debbo dire che è stato più semplice volare sulle linee internazionali piuttosto che in questo volo, troppo cose volevano sapere e per me che di inglese non ne mastico, figuriamoci… comunque sia sono ripartita dall’isola.

Remarkable Rock

Rientro ad Adelaide pernottamento al solito ostello, cambio camera, nuovi “coinquilini†e chissà chi saranno? Lo scoprirò al mio rientro la notte, si perché come al solito girovago per la città, noto che c’è ancora il festival ad Adelaide. Debbo dire che è veramente gradevole questa città in grande fermento sicuramente per l’evento ma anche per la presenza di molti pub, ristoranti e ritrovi per gente di ogni età, ma soprattutto per giovani.

Al rientro in ostello scopro di avere un compagno maschio in camera, decido di inviare subito un sms al mio “consulenteâ€, che mi risponde facendomi notare che negli ostelli questo è usuale, poi a luci spente, mi infilo sotto le lenzuola, naturalmente vestita… non sono abituata a dormire con sconosciuti…

Il 23 febbraio ho un’altra giornata libera ad Adelaide, solita guida, nuova mappa della città, decido di andare verso il mare. Naturalmente in Australia funzionano perfettamente anche i mezzi pubblici, tanto che arrivo dopo circa venti minuti lungo il litorale di Adelaide. Mi trovo in una graziosa località balneare, mi godo un po’ di sole in riva all’oceano e mi mangio “fish and chips†nella vicina graziosa e spaziosa piazza.

Adelaide - Central Market

Rientro per Adelaide, tappa nel famoso Central Market, mi dicono che è certamente uno dei mercati più colorati dell’Australia, con oltre 200 tra negozi e bancarelle dove in bella mostra vengono esposte varietà incredibili di frutta e verdura, la mia passione… Visito China Town, nulla di particolare ne diverso dal solito, indi rientro in ostello e mi preparo, questa sera incontro con il filetto di canguro. La scelta del ristorante segue il suggerimento propostomi da una deliziosa coppia di napoletani, sono i primi italiani che incontro qui in Australia, finalmente riesco a scambiare due parole nella mia madre lingua. Buono il filetto, ma nulla di speciale per i miei gusti, anzi… ti fa particolarmente senso pensare di mangiare un pezzetto di canguro. Comunque dovevo togliermi anche questa curiosità!

Dal 24 febbraio al 1 marzo TOUR DA ADELAIDE AD ALICE SPRINGS

Un entusiasmante tour da Adelaide capitale del South Australia bagnata dall’oceano indiano, al deserto rosso di Alice Springs, nel cuore del Northern Territory alla scoperta della parte più spettacolare della Australia, con una meta di tutto rispetto, ULURU, il più grande monolito del mondo. Ed è con questo obiettivo, che inizia il lungo itinerario che ci porterà a vedere, quella che secondo me, è l’Australia più vera. Un itinerario nel cuore di questa antica e imponente terra, segnata alla natura. Il giorno della partenza, puntuale alle ore 6,05, la guida mi trova davanti all’ostello di Adelaide, presto si forma il gruppo che con me viaggerà per le strade dell’Outback australiano. Volti nuovi, eccetto l’inglese con il quale ho viaggiato lungo la Great Ocean Road, nuovi compagni di avventura ma anche questa volta neppure un italiano.

Tedeschi, inglesi, francesi, americani e giapponesi sono i miei nuovi compagni di viaggio. Inizia il nuovo tour, viaggiamo in direzione di Clare Valley, con sosta a Yourambulla Caves per ammirare i mirabili esempi di Rock Art e per  visitare l’area di produzione vinicola a 130 chilometri da Adelaide. Poi verso Wilpena Flinder National Park, percorrendo una strada che dall’oceano punta verso il cuore arido del continente. Naturalmente ci sono sempre le nostre escursioni a piedi, una media di 8 chilometri giornalieri che questa volta ci hanno portato a Wilpena Pound al margine meridionale del Flinders Ranges National Park, un anfiteatro naturale di proporzioni mastodontiche circondato da colline. Un trekking tra sentieri rocciosi ed una ricca vegetazione.

Parachilna

Tappa a Parachilna con pernottamento in ostello, cena di gruppo “condivisa†le cose che ogni volta mi stupiscono sono: il lavaggio dei piatti, qui non si usa più di tanto la fase del risciacquo, la preparazione delle verdure che vedono poca acqua e infine la caccia sfrenata allo strofinaccio per asciugare le stoviglie. Il pernottamento nell’ostello di Parachina è previsto anche per la serata successiva, proprio perché ci sarà un altro trekking nella zona, questa volta anche alla ricerca di siti primordiali con tracce dell’antico popolo degli aborigeni. Altro trekking, altra arrampicata, altra escursione e ancora su sempre più in alto con panorami mozzafiato.

26 febbraio, ore 6.30 si riparte, meta Coober Pedy. Il viaggio è lungo, ma l’outback australiano mi rapisce, i forti toni del rosso e del verde rendono affascinante tutto il paesaggio. Strade perfettamente diritte e infinite allo sguardo si aprono davanti a me. La presenza, anche se rara di animali sul percorso, a volte emu, a volte canguri, sono piacevoli intermezzi che si intercalano alle soste nei rari punti di ristoro che incontriamo lungo il percorso.

Glendambo

Le brevi tappe “coffee and toilette†che di volta in volta ci vengono proposte lungo il percorso, per rendere il viaggio più gradevole, mi consentono di apprezzare ancor di più la gentilezza di questo popolo fiero e sincero. Gradevoli e accoglienti nel loro insieme, peccano assai decisamente per la qualità del loro caffè. Noi italiani siamo tremendi per questo e pensiamo che in tutto il mondo ci debba essere la qualità italiana del nostro espresso, anche se debbo ammettere che a Sidney ho trovato ottime qualità di caffè espresso, ma solo lì.

Il viaggio vola rapido e i rari cartelli stradali di indicazione mi dicono che la meta è vicina. Siamo sulla Stuart Highway a metà strada per il Northern Territory quando improvvisamente appare il cartello indicante Coober Pedy. Siamo arrivati alla meta, il paesaggio che si apre davanti ai nostri occhi, non è poi così usuale, per chi pensava di trovarsi davanti ad una qualunque città nel cuore dell’Australia, “non c’è trippa per gattiâ€. Quello che appare alla nostra vista è tutt’altro che una città, o perlomeno una “città come siamo soliti immaginarlaâ€. Questa è una città “SOTTOTERRAâ€, a prima vista più che una città, sembra un campo di battaglia, il paesaggio, quasi senza alberi è formato da centinaia di cumuli di terra scavata e di miniere abbandonate. Ma sotto la superficie ci sono case, negozi, ristoranti, chiese ed il museo di opali. Infatti Coober Pedy è il più grande giacimento di opali del mondo.

Cucciolo di canguro

Arriviamo e prendiamo possesso del nostro ostello, naturalmente rigorosamente sotto terra, Bhe!! non è da tutti dormire in un bunker in tempo di pace, qui comunque è la regola, mentre l’eccezione è andare a dormire nell’unico (penso) albergo in superficie costruito per chi soffre di claustrofobia. Per me va benissimo così, oltretutto perché appare assai lindo e ordinato il tutto. Il pomeriggio visita alla “cittàâ€, il paesaggio che mi appare è veramente unico, il cielo carico di nuvole viola minaccia pioggia, vedo i primi aborigeni e noto che non sono poi così gradevoli, visito una mostra di pittura aborigena e acquisto una tela e qui ho l’emozionante opportunità di prendere in braccio un piccolo canguro. Tappa successiva il vicino museo di opali dove, dopo aver assistito ad un cortometraggio sulla storia della città e delle sue miniere, acquisto delle opali da portare ai miei.

E’ arrivata l’ora di cena e con il gruppo, sotto grossi goccioloni di pioggia, mi reco in “pizzeria  mio figlio dice… â€parlare di pizza da queste parti è un po’ azzardato!!!!†Proviamo, tanto non posso fare diversamente. Sarà pure strano, impossibile, oppure sarà che è da un po’ di tempo non mangio pizza, ma a me questa di Coober Pedy è piaciuta tantissimo, più buona che in tante pizzerie italiane. Vi sembrerà strano ma è cosi’. Ottima veramente e a basso costo.

Ostello sotterraneo a Coober Pedy

Ora si va a dormire, e nel nostro alloggio sotterraneo! Anche la mattina successiva ci si alza di buon ora, è il 27 febbraio ed oggi si viaggerà attraverso l’aspro deserto australiano per raggiungere il mitico monolito di Uluru (Ayers Rock). Il viaggio è tranquillo, quello che stupisce sono gli stupefacenti cambiamenti di colore che offre il panorama, dai caldi colori del rosso della terra, ai cangianti toni del verde della vegetazione, il paesaggio che mano a mano passa davanti ai miei occhi è divino, sono seduta in prima fila, è mi godo lo spettacolo da “prima visioneâ€. Oggi si viaggia tutto il giorno e con tappe brevi per i vari ristori, il passaggio dal South Australia al Northern Territory non prevede escursioni durante il giorno. Nel tardo pomeriggio arriviamo al campo tendato attrezzato, nel cuore del Red Centre.

Uluru (Ayers Rock)

Il pernottamento è prevista in tenda, mi dicono, il posto ideale per ammirare lo stupefacente cielo stellato australiano, se non fosse che invece questo benedetto cielo è pieno di nuvole. Prendo possesso della mia tenda a quattro posti, mi approprio del mio sacco a pelo, poi raggiungo gli altri, per una escursione di questa parte del Northern Territory. Ora è veramente possibile ammirare quella che definirei l’Australia all’ennesima potenza, tutto ha dimensioni eccessive, superiori alla norma, il cielo, le distanze, le rocce, i colori. Il Red Centre è il cuore dell’Australia in ogni senso, il colore rosse pervade tutto, il suolo e le rocce sono rosse per l’ossido di ferro presente, nella arenaria, persino i canguri sono rossi.

Kata Tjuta (Monti Olgas)

La nostra escursione di oggi mi porta a KataTjuta (molte teste per le sue trentasei cupole di roccia immense) o The Olgas uno spettacolare circuito di tre ore che mi consente di ammirare le prime e spettacolari meraviglie del Red Centre Australiano. Anche qui debbo ammettere di essere stata monotona con le fotografie, ne ho fatte veramente tante, ma ogni angolo, ogni scorcio panoramico mi sembrava unico, ogni variazione di luce rendeva il paesaggio spettacolare, le immense rocce rosse levigate perfettamente appaiono come plasmate dall’uomo. Questo per gli aborigeni è un territorio sacro, dove è assolutamente vietato raccogliere il seppur minimo frammento della natura; dicono poi che porti sfortuna, ed io me ne guardo bene dal farlo.

Brindisi a Uluru

È quasi sera, via di corsa verso Uluru, Ayes Rock, dobbiamo arrivarci prima che tramonti il sole, percorriamo la strada che porta verso la vera icona australiana Uluru nel Uluru Kata Tjuta National Park. Uluru, patrimonio dell’umanità, principale attrattiva dell’Australia, è il più grande monolito del mondo; dicono che i due terzi dell’imponente massiccio si trovi sotto terra. Ci riusciamo, raggiungiamo un punto di osservazione per poter ammirare il tramonto; non siamo soli ma con altri gruppi che come noi aspettano in religioso silenzio che il sole tramonti dietro Uluru.

Spettacolare………….. Rimango senza fiato!

Brindisi a Uluru

E qui ci vuole un brindisi, per onorare il meraviglioso spettacolo che ci offre Uluru. La nostra guida ha organizzato il tutto, vino frizzante, stuzzichini vari e foto di gruppo. Si riparte poi per la cena e relativo pernottamento, questa volta in tenda. Debbo ammettere che per me è stata dura. Dormire in tenda non sarebbe nulla se non fosse perchè quella notte vento, pioggia e tuoni l’hanno fatta da padrona, il tutto nel più completo buio (io non avevo neppure una pila diversamente dagli altri) e sola in tenda, peggio di così…

Tenda a Uluru

Finalmente arriva l’ora della sveglia, è ancora molto buio, colazione veloce, dobbiamo tornare verso Uluru, per poter ammirare l’alba. Il suono del didgeridoo ci accompagna verso la meta creando una atmosfera magica, raggiungiamo l’obiettivo quando il cielo è ancora buio. Ci portiamo velocemente verso un punto panoramico e sempre in religioso silenzio ammiriamo il sorgere del sole.  I flash sembrano tante stelle, certamente non può essere diverso, visti i tanti spettatori presenti. Uluru appare in tutto il suo splendore, guardarlo incute timore e rispetto. L’atmosfera che mi circonda ha il sapore della magia. Ora è previsto un avvicinamento per l’appuntamento con l’escursione attorno al grande monolito.

Con i nove chilometri di percorso a piedi ammiriamo tutto Uluru, camminando al suo fianco. Uluru, appare in tutto il suo splendore, ogni angolo è diverso da quello successivo, i toni del rosso e del verde raggiungono livelli di eccellenza qui. Dicono che è assolutamente vietato raccogliere qualsiasi frammento e fotografare. Rispetto la prima regola, ma per la seconda non ci penso nemmeno, e lo dimostrano le numerose fotografie che ho scattato. Ma come è possibile pretendere ciò, come è possibile resistere?

Uluru (Ayers Rock)

Il mio amico giapponese Satoshi si trattiene, ma poi cede pure lui e inizia a fotografare ogni angolo di quel paradiso. Gli aborigeni, veri padroni di quella meraviglia, avranno un po’ di pazienza… ma è troppo bello Uluru per resistere dall’immortalarlo. E’ sera quando raggiungiamo il nostro campo, è prevista un’altra notte in tenda, ma questa volta “non mi fregano†mi sono acquistata anche io una torcia nel vicino punto di ristoro. Tenda, tempo brutto, ma con pila e cruciverba cerco di passare la notte.

Di nuovo sveglia di prima ora, oggi si viaggia in direzione di Alice Springs, con tappa per trekking nel Kings Canyon.

Kings Canyon

La mattinata prevede una lunga escursione in questa meraviglia, il Re dei Canyon, dalle sue spettacolari e stratificate rocce rosse, un canyon di 350 milioni di anni che cela nel suo cuore una deliziosa piscina naturale tra le rocce, chiamata “il Giardino dell’Eden†a onor del vero. Uno splendido percorso a piedi di oltre quattro ore, tra i caldi rossi delle rocce e gli intensi verdi della vegetazione. Lo lascio dire a voi io non ho più termini per esprimere la mia meraviglia.

Il pomeriggio è dedicato al viaggio verso Alice Springs, mi dicono città bruciata dal sole australiano.

Macchè bruciata!!!!

Stà piovendo e assai forte, quando arrivo ad Alice Springs, la città mi appare come circondata da un bel rigoglioso verde intenso. Il piccolo fiume trabocca d’acqua… ma che razza di città ARIDA è mai questa…? Alla faccia… mi dico io. Saluto il gruppo, sono arrivata alla meta, la guida mi accompagna al mio ostello dove passerò la notte, in compagnia di chi sa’ chi….

Antonio, Silvana e Cristina

Come al solito prendo possesso della camera, i miei nuovi compagni sono australiani, esattamente di Melbourne, scambio due parole con loro nel mio perfetto… inglese e poi via per le strade di Alice. E’ tardi è quasi tutti i negozi sono chiusi, giro per il centro della città, è noto che sicuramente è ben lungi dal essere una classica città da cartolina. Nulla di speciale sicuramente, ma esercita un fascino tutto suo, forse per la presenza di tanti aborigeni per le strade. Debbo ammettere che è la prima volta che vedo gente cosi… lascio a voi il seguito. Per strada due di loro, mi dicono di chiamarsi uno Antonio e l’altra Cristina, mi chiamano con insistenza, vogliono appiopparmi un loro dipinto, e ci riescono pure. Lo acquisto a 50 dollari a patto di fare pure una foto con loro. Ci riesco e il risultato è che non siamo “un granchè tutti e treâ€.

Cena in un buon ristorante di Alice, rientro in ostello in taxi, non si sa mai, qui mi dicono che non c’è da fidarsi molto a girare la sera da soli, perchè gli aborigeni alzano il gomito molto spesso e la prudenza non è mai troppa. Il mattino successivo, 2 marzo, è previsto il volo di rientro per Sydney. E’ finito il mio tour.

Le mie impressioni? Sono felice, soddisfatta di me stessa, ho negli occhi, nella mente e nel cuore tutto quello che ho visto dell’Australia. Ho fatto nuove esperienze e conosciuto ragazzi provenienti da altri stati, altri continenti. Che dire? Ora so’ che devo necessariamente imparare l’inglese, perchè?

1) voglio assolutamente tornare in Australia per approfondirla ancora di più!

2) mi piacerebbe stare in relazione con i compagni di viaggio

3) perché, anche se non ho avuto particolari problemi, è più piacevole se si comprendere con più facilità le guide nei vari tour dicono dell’Australia

4) per non temere gli imprevisti

Sydney

Dal 2 al 6 marzo sono di nuovo a Sydney, ma questa volta in piacevole compagnia. Altri giorni per poter ammirare ancora questa splendida città e i suoi dintorni. Debbo dire, ora che condivido con chi dice che Sydney è la città più bella dell’Australia, con i suoi immensi parchi, il suo splendido giardino botanico, i suoi palazzi stile vittoriano e la sua centralissima city, fatta di incredibili grattacieli di cristallo, con i suoi spazi pubblici, i suoi mercatini tipici, con le sue icone come l’Opera House e l’ Harbour Bridge con la sua splendida baia, la bellezza naturale del porto e delle spiagge che spesso contrastano con le opere costruite dall’uomo. E’stato piacevole passeggiare per Bondi, con la sua ampia spiaggia dorata i suoi frastagliati promontori di arenaria e le sue onde, perfette per chi pratica surf.

Sydney è la più vasta metropoli dell’Australia con i suoi oltre 4 milioni di abitanti, eppure mi è apparsa come una città decisamente a dimensione d’uomo. E’ stato bello passeggiare lungo le vie del centro ad ammirare i vari negozi, entrare nei suoi splendidi centri commerciali come il Victoria Building; andare nella sua Chinatown, mangiare nel Fish Market, e nei vari ristoranti giapponesi, si perchè adoro quel tipo di cucina. Passeggiare per The Rocks, la parte più storica della città, con vista sulla splendida baia dell’Opera House da un lato e dall’altro del famoso Harbour Bridge. Sydney è bella anche nei suoi sobborghi, con le sue case tutte circondate da giardini, con porticati chiusi e decorazioni.

Che dire infine dell’Australia? Ci sarebbe tanto ma tanto ancora da dire, ma non posso esagerare dico solo che l’Australia è decisamente grande e che mi ci vorranno ancora tanti viaggi per vederla tutta, quindi concludo rivolgendomi a Walter: “preparati, dovrai sopportarmi ancora per molto, dovrai studiare per me altre mete, ma con tappa obbligatoria in arrivo e partenza a Sydney, e comunque avevi ragione, questo è un viaggio che ricorderò tutta la vita.â€

GRAZIE MASSIMO GRAZIE MEG per avermi dato anche questa gioia.

Silvana Paci
(pslissy@yahoo.it)

Posted on mar-29-2010

Viaggio di Nozze di Chiara e Roberto

Il viaggio in aereo è stato faticoso, ma alla fine ti rendi conto che ne vale veramente la pena.

Chiara e Roberto

Chiara e Roberto

La nostra permanenza in Australia è iniziata con il soggiorno a Melbourne, città che ci ha affascinato per un contrasto che è difficile da spiegare se non la si visita. E’ sicuramente una metropoli con tutti suoi vantaggi, ma con la serenità, l’ordine e l’eleganza di una cittadina. Non si può non restare affascinati dai meravigliosi parchi disseminati in tutta la città, soprattutto dal Botanic Royal Garden. All’interno di esso si possono fare magnifiche e salutari passeggiate che danno un senso di pace e serenità, e spiegarlo a parole è quasi riduttivo. Ma la vera avventura è iniziata il 19 dicembre 2006, quando ci siamo uniti ad altre 14 persone per partire per la GREAT OCEAN ROAD.

I 12 Apostoli

I 12 Apostoli

Il nostro autista che è stato davvero simpatico, disponibile e molto cortese. L’unico neo è stato l’alloggio a ROBE, in quanto non era molto pulito e non aveva per niente l’aria di un posto sicuro. Sicuramente i paesaggi che ci hanno colpito di più sono quelli che ci hanno permesso di ammirare i 12 Apostoli, Loch Ard Gorge e il London Bridge. Per mesi avevo visto le immagini di questi posti, su depliant, libri e riviste varie, ma essere li, è tutta un’altra storia. Sono luoghi ventosi, con quell’odore tipico di mare, e un atmosfera che davvero non so esprimere. Questi 3 giorni, inoltre, ci hanno dato la possibilità di migliorare il nostro inglese, visto lo stretto contatto con i nostri compagni di viaggio. Un esperienza che ci ha arricchiti anche umanamente, perché vivere per 4 giorni con le stesse persone dal mattino alla sera, non è spesso semplice, ma può essere stimolante ed educativo. Comunque un esperienza che consiglierei sicuramente. Ritornando al nostro viaggio, siamo arrivati ad Adelaide dopo questi 4gg sulla Great Ocean Road. Devo dirti che non mi aspettavo che fosse una città così allegra e piena di giovani, e forse sarebbe valsa la pena di fermarsi almeno un giorno. E’ una città strana, piena di giovani di ogni genere e tipo, punk, artisti da strada, gente da ogni parte del mondo che convive nelle stesse piazze senza il minimo problema. (Almeno questa era l’impressione che si aveva camminando in mezzo a loro). Pub e locali di ogni tipo; insomma una città nella quale puoi passare una bella giornata di pura allegria.

Opera House

Opera House

E finalmente eccoci a Sydney. Tra tutte forse è la città che mi è piaciuta meno, per il caos e forse per la poca pulizia rispetto agli altri posti che avevamo visitato fino ad allora. Al contrario delle altre, Sydney è una città puramente turistica, non riesci a cogliere la vera essenza della vita Australiana. Ma sicuramente questo piccolo neo, scompare non appena davanti ai nostri occhi compare la spettacolare vista del CIRCULAR QUAY con l’ OPERA HOUSE sulla destra e l’ HARBOUR BRIDGE sulla sinistra. E chi si stancava di stare li a guardare?!! Abbiamo cenato ogni sera li, sul lungo mare con quella magnifica cornice. Anche Sydney ci ha offerto una natura spettacolare, quando abbiamo visitato le BLUE MOUNTAINS. Quel giorno purtroppo ha piovuto quasi tutto il tempo e quindi la spettacolare vista delle THREE SISTERS è stata un po’ rovinata, ma in compenso abbiamo trascorso più di un ora tra koala, canguri, wallaby, uccelli di ogni genere e tipo, dingo, coccodrilli, diavoli della Tasmania e tantissimi altri animali.

Wallaby

Wallaby

E’ stato davvero emozionante poter dare da mangiare ai canguri (io, che sono sempre distratta, mi sono fatta mordere anche un dito). Anche questa esperienza l’abbiamo condivisa con altre persone, con le quali abbiamo viaggiato nel corso della giornata a bordo di un mini bus, ma purtroppo non siamo riusciti a legare ed abbiamo viaggiato quasi sempre in silenzio ed anche la guida in questo caso non era molto coinvolgente Al rientro da questa magnifica giornata, abbiamo fatto la nostra ultima cena a Sydney, e proprio riguardo al cibo, voglio smentire quanto mi era stato detto riguardo alla cattiva cucina australiana.

Portata di pesce...

Portata di pesce...

E’ ovvio che se vuoi mangiare come sei abituato solitamente a casa tua, non riuscirai mai ad essere soddisfatto, ma se sei capace di adattarti e di provare cibi nuovi e a volte anche qualcosa di insolito, riesci a fare sicuramente un esperienza nuova anche a tavola e sicuramente non muori di fame. E comunque questo viaggio mi ha insegnato ad ascoltare soltanto i consigli strettamente tecnici di chi comunque ha avuto precedenti esperienze, e di cercare di godere di ogni novità e di ogni sorpresa che un viaggio come questo ti può riservare. Finito il soggiorno a Sydney, siamo arrivati nel RED CENTRE, e abbiamo compreso il significato della frase “… è un posto che ti entra dentro!â€. Non credo che esista altra frase per poter spiegare l’effetto che ti fa questa terra: il contrasto di colori è impressionante. Ho sempre pensato che non esistesse in tutto il mondo un cielo più bello di quello della mia terra, la Sicilia, ma dopo aver visto quello di AYERS ROCK, mi sono dovuta ricredere. Un blu così intenso da togliere il fiato, spezzato soltanto da un rosso vivo e deciso di questa magnifica terra. Subito siamo andati a visitare i MONTI OLGAS, e abbiamo fatto una passeggiata/scalata nella valle dei venti. Sia io che Roberto siamo concordi nel dire che, per quello che ci riguarda, ci hanno affascinato ed emozionato di più i monti Olgas che l’ULURU.

Monti Olgas

Monti Olgas

L’imponenza e lo spettacolo scenico di questo monolite è innegabile, e anche l’esperienza di svegliarci alle 3 e 30 del mattino per vedere l’alba ad Uluru e il suo conseguente cambio di colore, ci ha molto colpiti, ma i monti Olgas ci hanno trasmesso più emozioni. E così il nostro viaggio stava per volgere al termine. Abbiamo trascorso gli ultimi giorni tra Cairns, la crociera sulla Barriera Corallina e la visita alla foresta pluviale di Wooroonooran. A quel punto del viaggio pensavamo che fosse quasi impossibile provare ancora delle forti emozioni, ma ovviamente ci sbagliavamo. Ci siamo resi conto che questo viaggio è stato una continua scoperta, per nulla stancante ed estremamente divertente. Mi sento di consigliare a chiunque voglia fare un viaggio del genere, di provare ad imitarci nel tipo di bagaglio che noi abbiamo deciso di avere. Avevamo solamente un trolley ciascuno, con il minimo indispensabile, e in questo modo abbiamo potuto spostarci facilmente senza nessuno stress. Arrivati a Cairns abbiamo trascorso il giorno prima della partenza della crociera, in giro per la città, dove abbiamo fatto semplicemente shopping. Cairns è piena di fast food, negozi di ogni genere, centri commerciali, casinò e quant’altro per potersi semplicemente divertire, rilassarsi e spendere un po’ di soldi. (L’Australia non ci è sembrata particolarmente cara). L’aria che si respirava in città era piuttosto informale, la gente andava in giro con costume e pareo, pantaloncini e infradito, atmosfera tipica delle città di mare, a noi molto vicina. I tre giorni successivi ci hanno visti coinvolti nella crociera sulla barriera corallina, che ci ha permesso di visitare FITZORY ISLAND e DUNK ISLAND. Entrambi affascinanti e con acque calde, ma sia io che Roberto non siamo rimasti particolarmente colpiti dalle acque, quantomeno quelle in prossimità delle spiagge.

Amici "australiani"

Amici "australiani"

Forse le condizioni atmosferiche non favorevoli (a FITZORY ISLAND pioveva), hanno reso le acque un po’ torbide e comunque il fondo era viscido e melmoso, cosa che non ci ha permesso di fare il bagno con la massima spontaneità. Invece lo snorkeling nell’oceano a contatto con i coralli è stata una cosa fuori dal comune. Avevo visto quei fondali nei documentari di Piero Angela e Licia Colò, e adesso erano proprio i miei occhi a vedere e le mie mani a toccare. Un’infinità di pesci nuotava accanto a noi, ci sfiorava e paradossalmente, eravamo noi ad essere un po’ intimoriti. Squaletti, pesci pagliaccio, stelle marine blu, pesci pappagallo e migliaia di altri pesci bellissimi e coloratissimi. L’immensità di quei fondali incuteva un po’ di paura, ma sicuramente un rispetto per una natura pura magnifica, che tutti dovremmo contribuire a mantenere. E’ un tesoro di tutti, e dovremmo proteggerla e custodirla come facciamo con le nostre cose. Così mi sento di dire a chiunque pensa di visitare questi posti, di fare si delle immersioni, ricordando però di avere la massima attenzione e delicatezza nell’entrare in contatto con le specie di pesci e corallo che popolano quei mari. Adesso il viaggio stava proprio per finire: l’ultimo giorno abbiamo visitato la foresta pluviale del Wooroonooran, dove abbiamo potuto fare il bagno in delle bellissime lagune alimentate da splendide cascate, acque fresche, limpide e tonificanti, tanto da farci avere l’impressione di essere in uno di quei film avventurosi. Abbiamo potuto fare dei tuffi meravigliosi con le liane naturali e giocare come dei bambini che scoprono per la prima volta il mare. La giornata e quindi tutto il nostro meraviglioso viaggio si è concluso con la visita della fattoria Johnstone, dove abbiamo potuto ammirare canguri, casuari, emu, pappagalli coloratissimi e meravigliosi serpenti.

Coccodrillo

Coccodrillo

Ma lo spettacolo più “spettacolare†sono stati i coccodrilli. Meravigliosi, enormi e spaventosi. Abbiamo potuto ammirarli e fotografarli a pochissima distanza, appena qualche metro ci separava. Abbiamo così dato il nostro saluto a questo meraviglioso continente, con la promessa di ritornare a scoprire altri luoghi sicuramente altrettanto affascinanti.

A MERAVIGLIA VIAGGI, GRAZIE DI TUTTO, PER LA PERFETTA ORGANIZZAZIONE DI QUESTO VIAGGIO. SIETE STATI SEMPLICEMENTE DELIZIOSI CON NOI, NEL SEGURCI PASSO PASSO NELLA REALIZZAZIONE DI QUESTO SOGNO. SPERO DI POTER AVERE ANCORA BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO IN FUTURO, NON DUBITEREI NEANCHE UN ATTIMO AD AFFIDARVI L’ITINERARIO DI UN MIO FUTUTO VIAGGIO.

CON AFFETTO CHIARA BOSA E ROBERTO CIPRIANO

Chiara e Roberto
chiarabosa@msn.com
syosset14@hotmail.com

Posted on feb-15-2010

Viaggio di Jenny e Fabiana

Il sogno australiano è diventato realtà!

Finalmente il sogno è diventato realtà! Noi e l’Australia, due mondi così lontani che finalmente si sono incontrati.

Jenny e Fabiana

Jenny e Fabiana

Sin da quando ero piccola sono rimasta affascinata da questa terra, così lontana, misteriosa, incontaminata… Da amante di tutte le meraviglie della natura, non aspettavo altro che un giorno arrivasse il momento di andarle a vedere con i miei occhi. Questo momento è arrivato! Con la mia compagna di avventure, Fabiana, anche lei amante dell’Australia, ho cominciato a cercare agenzie di viaggio che potessero aiutarmi nell’organizzarne uno come si deve… dopo varie consultazioni ho scelto Meraviglia Viaggi e ne sono stata più che soddisfatta. Walter si è subito mostrato una persona seria, disponibile e in grado di fornire tutte le spiegazioni e informazioni che gli venivano chieste. Nel giro di tre giorni abbiamo deciso le tappe fondamentali del viaggio e abbiamo prenotato!

Deserto dei Pinnacoli

Deserto dei Pinnacoli

Il nostro viaggio ha visto come prima tappa Perth, bella cittadina tranquilla e soleggiata del Western Australia. Abbiamo fatto un’escursione a Rottnest Island in cui abbiamo avuto la possibilità di girare per le strade affittando una bici (e abbiamo così iniziato anche ad abituarci all’idea di dover guidare a sinistra, invece che a destra!), di ammirare i famosi cigni neri e di goderci un po’ di sano relax nelle acque limpide dell’Oceano Indiano. Un’altra esperienza straordinaria è stata quella di Monkey Mia, il Dolphin Resort. Vedere famiglie intere di delfini avvicinarsi di loro spontanea volontà e giocare con noi immersi in acqua è stato a dir poco emozionante. Prima di tornare a Perth, da dove poi siamo partiti per il Deserto Rosso, abbiamo fatto sosta al deserto dei Pinnacoli, straordinarie formazioni calcaree di diverse misure e forme.

Cucciolo di canguro

Cucciolo di canguro

Successivamente, non essendo ancora totalmente consapevoli delle meraviglie che ci aspettavano, siamo salite sull’aereo che ci ha portate ad Alice Springs per poi iniziare il tour ad Ayers Rock, nel Deserto Rosso per l’appunto. Vedere i monti Olgas al tramonto seguito da una perfetta cena in stile BBQ sotto il cielo stellato dell’emisfero australe o assistere all’alba infuocata su Uluru sono spettacoli unici. Vale la pena anche alzarsi prima dell’alba pur di non perdersi una tale meraviglia.

Sydney

Sydney

Il viaggio prosegue ancora e ci porta a Sydney. Questa forse è la città che ci ha colpito di meno, forse perché molto trafficata, grande, piena di grattacieli e costruzioni di tutti gli stili possibili che si susseguono apparentemente senza un ordine preciso: sembra quasi che i proprietari siano stati anche gli architetti delle proprie abitazioni! Con una guida italiana abbiamo fatto il giro di tutta la città, abbiamo visto la conosciutissima Opera House e il Sydney Harbour Bridge. Da provare anche la crociera sulla baia di Sydney, della durata di due ore circa da cui ci si può rendere conto di quanto vasta sia la città. Di particolare bellezza anche il Sydney Aquarium con i suoi percorsi marini sott’acqua, che ci ha fatto conoscere dai più piccoli pesci che abitano l’Oceano Pacifico ai giganti del mare. Peccato che durante l’escursione alle Blue Mountains (120 km circa a ovest di Sydney), chiamate così per via di ettari ed ettari di piante di eucalipto che in particolari momenti dell’anno secernono alcune sostanze che fanno apparire l’aria del luogo blu, era brutto tempo per cui non abbiamo potuto vedere questo bizzarro effetto.

Koala

Koala

Come ultima tappa, e forse quella che ci è rimasta più impressa, senza nulla togliere alle altre escursioni che sono state incantevoli veramente, è stata Adelaide – Kangaroo Island. Adelaide è una città così piccolina e graziosa, che si sviluppa lungo il fiume Torrens, con le casette costruite tutte su un piano circondate ognuna dal proprio giardinetto. E’ qui che grazie alle indicazioni del gentilissimo portiere dell’hotel abbiamo avuto la possibilità di gustarci una deliziosa birra in un tipico pub australiano con musica dal vivo.
Adelaide è stata di fondamentale importanza per il successivo trasferimento in nave a Kangaroo Island. Questa isola è a dir poco incredibile. Intanto, Walter ha saputo scegliere per noi degli alloggi stupendi: in particolare, quello di Kangaroo Island si affacciava proprio sul mare. Inutile dire che abbiamo approfittato di tale vista per cenare al tramonto o per un dolce risveglio accompagnato da un’abbondante colazione!

Kangaroo Island

Kangaroo Island

Le cose che ci hanno più colpito qui sono state il Parndana Wildlife Park in particolare, dove abbiamo visto, tra gli altri, koala, emu, aquile e falchi di tutte le taglie, abbiamo dato da mangiare ai canguri e tenuto in braccio dei cuccioli! Per non parlare di Seal Bay e Admirals Arch in cui abbiamo potuto ammirare decine e decine di leoni marini e foche in libertà che si crogiolavano al sole o che giocavano a farsi i dispetti! Gli ultimi momenti della nostra straordinaria esperienza si sono consumati tra le Remarkable Rocks, le grotte di Kelly Hill per finire in bellezza assistendo al consueto “feeding†dei pellicani a Cape du Couedic.

I nostri complimenti al team di Meraviglia Viaggi per l’organizzazione. Non ci sono state complicazioni di alcun tipo, tutto è filato liscio come l’olio. La precisione e la puntualità delle compagnie è stata impeccabile. Se avete intenzione di fare un viaggio in Australia vi consiglio vivamente di rivolgervi a Walter. Per la nostra vacanza ho voluto scegliere il meglio, perché l’Australia merita di essere vista nel migliore dei modi. Così io invito voi a fare altrettanto!
Per qualsiasi informazione o curiosità non esitate a contattarmi, sarò felice di rispondervi!

Jenny e Fabiana
jennybenemio@hotmail.com

Posted on apr-08-2009

Viaggio di Gino, Ann Julie e Luisa

Questo Diario di Viaggio è stato tenuto da Ann Julie che, essendo inglese, ha preferito scriverlo nella sua lingua madre. Per non perdere il vero senso delle sue parole, preferiamo pubblicarlo senza tradurlo.

After being met at Perth Airport by Dundee’s mother who was very helpful and showed the good services given to tourists even at 2am. The week described before in letter was the one spent with my brother Ron and his Ladies (4) at Sorrento Resort north of Perth. Marisa could have spent the whole holiday here as in Italy she, Sara and Aaron have a great problem with the sun and the beach, suffer from a type of erythema more an allergy than sunburn, so to be able to stay in the sun and get a tan without suffering was out of this world for her. Daphne was horrified at this as in the southern hemisphere there is a lot of skin cancer. You see one can’t win but couldn’t spoil Marisa’s enjoyment lovely free beaches and no immediate skin problem. I told you about the changes we saw on Rottnest Island from our visit in’93 and this one; we took the ferry from Hillary Boat Harbour (Sorrento) Last att. pic sent.

On the 21/12/08, Ron and Family dropped us at the car rental office and we were off on our discovery of South/western Australia. Even with the Tom-Tom that we had brought with us from Italy it took us sometime to get out of Perth due to the new motorway they are building as the roads are not registered on the machine. Our first stop was at Preston, the start of the Geographe Region, there are big inlets which are a mark of the Australian coastline, Pine trees which I didn’t think very Australian at this stage but had to change my mind later on as they are full of them, so much so that they could go into competition with the Black Forests of Germany in some areas. There were also the Black Swans the emblem of WA, at Australind, we walked around then off to Bunbury where Ron and Daph lived for a few years where we saw a campsite ‘Liguria’, there are a lot of Italian names.

Little Beach

Little Beach

Every zone in Australia is a Shire, at Busselton we had lunch and I realized that this was going to be a flash Gordon tour so I would not be able to amble as I like too but had to be like Gino mark out A-B and so on. Next stop Cowanamup Bay a small bay with a placard that described the big biodiversity, limestone/granite coastal cliffs, Jarrah Marri forest, and Karri lined brook. Sheltered Bays with sea grass beds and reef ecosystems, giant humpback, south right whales. Home to the Wardandi people or Noongar hunter/gathers this was the start of Leeuwin Park which covers from the north to south cape. (It reminded me of the Indian Ocean cape zone of SA) My camera got over heated, thought that the batteries had run out but when I changed them still didn’t work, will tell you the out come of this later on, but it meant that I have no photos from a lizard at the bay until we got to Pemberton.

We spent our first night at Margaret River and don’t think that the famous chocolate factory is there, it is miles north so we didn’t have the chocolate fondue that we had planned. Next morning went to Prevelly Park were there were a lot of old surfers, to think that it was Xmas week there weren’t many people about. The Caves on the way down to the Cape Leeuwin Lighthouse are fantastic; we went to the Lake Cave. It is a drop to walk down, don’t know how many stairs but well worth it as they have formations that you don’t see in the Grotto (Caves) of Italy as the earthquakes break them. We also learnt about the Bussell’s and the Brockman Families who owned all this land between the two Capes & Fanny Brockman nee Bussell discovered this cave. The lady wasn’t impressed with me as I pointed out that there was no sign with regard to the level of difficulty. As here in Italy they cover themselves with regard to visitors having problems, only the Mammoth Cave seems able to take people with physical problems. There was a Japanese Lady who was worried that she wouldn’t make it back up…she did.

We had a picnic lunch near the lighthouse with a breathtaking view and watched the whales while eating. Went off the track a bit to Molloy island, we didn’t go onto it as it is a private one with a ferry to take you there, and our first introduction to this dog and cat’s not allowed or only those of the residents. Back to Margaret River by the same road that we would use the next day to leave that zone. The whole area of the Capes besides the coastal/beach area is taken up with wineries, golf courses, Spa Retreats but it still has a beautiful wildness which I hope it keeps as it is a big attraction. Now there is no need to exploit the land for tourism which was late coming to the zone, there are a lot of farms for sale which could be converted and the ‘Greens’ seemed to have protected it more than in other areas of Australia. At Alexandra Bridge they still have protest banners up.

On our way up to Nannup there was a kangaroo on the side of the road who gave the impression of passing the morning watching the cars travelling by. Nannup seems to be a great logging area with a big factory and miles and miles of pine trees but seems that they are also do eucalyptus plantation which seem more natural to the environment but don’t know if they can chips them as they do with the pine to export all around the world. Then down to Manjimup, the countryside changes and reminds one of the Marché and Toscana in Italy and as I said before parts of Germany. The names on the map don’t give the true impression of the size of the towns. Some are mentioned and even looking out for them they aren’t there, not a house. There again you have small name printed and a town is to be seen rather than a village. We were told to keep the petrol above the half tank mark and it is a good rule. At this stage I had to replace the camera, Kodak are for people like me very easy to use and I found out also the most costly in their range, asked for the girl to do it so that it was ready for use and it didn’t work. I said lets try mine again and low and behold it worked, bought a memory card, as I had to buy something seeing that they had opened the box. It is something to do with the connect with the battery, it happened again as it had happened in London, so after a nights rest and playing with the batteries it starts to work normally.

Walk to Glocester Tree

Walk to Glocester Tree

Arrived at Pemberton and thought to do some sight seeing before going to the hotel/motel but the golf link road was closed. When we got to the hotel they told us about the big storm that they had had on the 20th the swimming pool had just been reopened as the tree had fallen over it and rubble into it. Walked to the Gloucester Tree, the bush is lovely. We slept very well, rather cool so that we wonder about this Australian Summer. 24/12 went down to Point D’Entrecasteaux on the way we saw the damage that had been done, thankfully it had happened days before we arrived so that the roads were now open after the huge Karri tree had fallen and blocked them. At Salmon Beach, breathtaking is an understatement, the rock formations, the mile long white beaches and the two or three people that you meet up with. Going to the Point noticed that the entire bush was burnt, as far as the eye could see. (I thought that maybe this was like in Italy before where they used to burn everything hoping that they could then build.)

I met two ladies who they explained the reason for this burning, which was later proved in Victoria when the fires get out of hand. There is a seal colony at the Point and we were also very luck to see more than one school of whales. On the way back to Pemberton we stopped by to see the bicentennial tree. Walked around the town the tourist tram was just leaving for Northcliffe, we had passed there that morning. Went to The swimming pool which is nested in the river, we were unable to go on any of the bush paths around it as they still had to be remade. The midnight mass was at Manjimup needless to say we didn’t go as there is no driving at night in a rented car but as a fish dish Marisa had marron which we all had again on Kangaroo Island will explain then.

We went to Christmas Mass at the Anglican Church – Walpole, it seems that all Churches have open tables for communion, as they go in turn as there aren’t enough people for each church to do a morning mass. Marisa found all this bewildering as in Italy all/most churches are RC. and with the last Pope it went back to none RC are unable to take communion anymore. With it being Xmas needless to say everything was closed so we were unable to do the famous Valley of the Giants tree top walk. But we went down to Ocean Beach south of Denmark and saw the first of the tan rivers going into the sea. They coloured tan from the trees. Then on to Albany, was one of the first settlements of Australia, It has lovely old buildings but at the moment it is without a beachfront so I am unsure how that will turn out. There is a lovely drive to the Vancouver Peninsula needless to say how the area got its name.

Australian Road

Australian Road

26th Just outside Albany is the main sandalwood factory, even though it wasn’t fully open we were able to have a good look round and buy a few things. I hadn’t realized that it was such a silly little tree and a parasite at that. Said nicely they need hosting trees and the oil comes from its root. Anyway now they have very large plantations far away from Albany but seeing that it was the first factory when bought out, the contract states that, the factory has to remain in Albany. Now on too the beach of every child’s dream housed in the Two Peoples Bay Nature Reserve ‘Little beach’ where we had our picnic as still everything was closed (marron farm) except for the information centre run by voluntary workers. The rock formation here reminds me of the matopos (Byo). Walking from the car park to Two Peoples Bay through the bush there was a beehive that was in a tree trunk for everyone to see fascinating showing that they had no natural predator.

Coming up to the beach it was full of people, the most that we had seen up until then, having their picnic, playing cricket, relaxing and then on the beach boats and people waterskiing and then further along miles of white beach with just one fisherman and a pelican. This was our last day in the south so tried to take everything in. Here to I was able to read the sign regarding the poisoning area, remember the thing about cats and dogs as it seems that they have to cull foxes and wild cats hence domestic animals are not allowed to run free or to go in certain areas. If there is anyone interested there is a walking track from Perth to Albany, they put groups together so you don’t get lost.

5.30am wakeup as we really had miles to do so that we got back to Perth in time, 1pm, to give the car back in town instead of the airport. No need to ask where the grain basket in WA is, we kept passing trucks taking the grain down to Albany, as in one part they harvested the fields and emptied straight into the trucks, otherwise you had these huge deposits and sometimes just stack on the ground and covered. This drive reminded me of Rhodesia, open spaces and rather boring different to the drive down along the coast. We spent the rest of the day riding the free buses around Perth so we were able to have a good relaxing look around, as Kings Park we had done with Ron. Then the normal walk round of the city centre and dinner.

Our last day in Western Australia we went back to Fremantle where we had also been with Ron to the market but this time had a good walk all around the town, found their small beach left of the round house and then had lunch at the beer garden. Did think to ride the buses there as well but decided not too and spent an hour chatting to a lady from Bunbury, everyone has their family problems. We went back to the hotel in Perth then I took the washing to one of the back packer’s laundry so that we had all clean clothing to arrive in Adelaide. The people that we met and came across in our travels were very pleasant and helpful even though a few thought they may have been on candid camera as certain things I don’t know anymore with not living in Anglo-Saxon country.

Kangaroo Island

Kangaroo Island

New Year was seen in on Kangaroo Island. We were up early to drive down to Cape Jervis from Adelaide to catch the ferry to the island. The motorway was being worked on, so we had to take a secondary road and were able to see all the countryside on the way down. It is lovely, very like the Howick zone of Natal SA. While waiting to board the ferry, Marisa and I were very lucky, to see the small penguins it seemed that they had swam over from the Penneshaw reserve as they weren’t there on our return, so Gino didn’t see them as he drove the car onto the ferry. We sat at a table with an Italian originally from Sulmona in the Abruzzi. He left when he was 7, went back when 20 & returned at the age of 27. A builder by trade he is now building his own house at Penneshaw.

Sea Lions

Sea Lions

When we arrived on the island we went to Cape Willoughby first, it brought back childhood memories of a trip to Nyasaland with the corrugated roads. We didn’t go to visit the penguin colony there, On the return trip took the Wilson River Road which passes by the vineyard which originally was started by the lighthouse keeper and his aboriginal wife, obviously they aren’t still around, but their estate is one of the best kept that I’ve seen and we drank the wine, it too was very good. At this stage Gino had had enough of the unseal roads. Drove to American River which is on the mouth of the lagoon where we saw black swans and pelicans and had a picnic with pies which we had got at the local shop, they were very tasty. We then went to Kingscote thinking that the hotel was there but it was on the other side of the Island, thankfully we did that before going to Seal Bay. All the reserves you pay to go to and they are worth they money as besides having the view, it helps for the up keep of the centres. At Seal Bay you go onto the beach where there are colonies of sea lions. The males fatten themselves up for 3mths before they have the weight to go after the female and my goodness can they move at a speed, that is why you go in small groups and with a guide. We then drove on to Kangaroo Island retreat where we were to spend the two nights.

The place was new, lovely and well lay out. The owner is a bushman so the walks are fantastic and well marked, they also had night tours but his lady friend was new to running a resort but I am sure that they will get it right. Most of their staff were overseas students. There were family’s that worked in Singapore that were spending their holidays on the Island so I caught up with the American expat. Situation, now with the economic problems, it wasn’t good for the families.

Remarkable Rock

Remarkable Rock

31st we went down to the Remarkable Rocks and they are! After having a good look at them we went on to the Admirals Arch where there are other seal colonies. On Kangaroo Island all the fertile land has been farmed but the western part which forms the Flinders Chase National Park is out of this world, even got Gino to go on the unseal road again to go to Snake Lagoon. To get to the lagoon there is a 3km, walk first through the bush then along the river which has a rock bed hence it forms rock pools.

Remarkable Rock

Remarkable Rock

This day I also gave in to taking pictures of the flowers, as I had started to try and limit myself with regard to photo’s as there are just so many things that cry out to be photographed. This day we had also seen an Echidna and a goanna or could it have been a Perentie (wishful thinking), at dinner our waiter, who was an Israeli chap, said it just wasn’t fair as he had been there longer and hadn’t seen them…yet.
The first day of 2009 we took the north main road to fetch the ferry, with the lunch stop at Andermel Marron Farm; even with an unsealed road Gino was not going to miss out on these fresh water crayfish. They are very delicate, so if not handled correctly in their transfer from one pool to the next they die.

The lunch and wine (remember watch the alcohol level for driving) was well worth the road. With the horrible situation of not enough time unless you watch the minute hand, we decided to see if we could catch the earlier ferry which would get us back to Adelaide before nightfall so we were able to have another look around before we had to leave to carry on our trip. One could spend a holiday of a week on the Island without getting bored, we were unable to see it all but enough to taste the flavour, that remained in our memory.

Gino, Ann Julie e Luisa
ginven@tin.it

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Posted on mar-05-2009

Viaggio di Nozze Stefania e Andrea

L’Australia… il sogno!

La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio che non è una semplice visita o una vacanza, ma un sogno… e va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura.

Un viaggio quindi ha sempre un inizio e una fine, che quasi mai coincidono con la sua data effettiva.

Il mio viaggio in Australia cominciò in adolescenza, probabilmente influenzato dalla visione del cartone animato di Giorgie.

Stefania

Stefania

L’Australia… perché la natura, il colore della terra e la cultura aborigena mi hanno sempre affascinato.

L’Australia… perché l’idea di una terra lontana e lo spirito di avventura caratterizzano la mia personalità.

L’Australia… il Viaggio di Nozze… Il sogno di quando ero ragazzina stava per realizzarsi…

Già un anno prima della data delle nozze io e Andrea cominciamo a cercare su internet un’agenzia o un itinerario di viaggio che facesse al caso nostro.

Le classiche agenzie turistiche offrivano pacchetti o tour da “catalogo” troppo strutturati e costosi, quindi eravamo indecisi se acquistare solo il volo che garantiva maggiore libertà o organizzare dall’Italia un itinerario alternativo con le mete che già avevamo studiato approfonditamente, come l’Outback, il Queensland ed il Northern Territory.

L’unico problema era la lingua, infatti sia io che Andrea, nonostante un breve corso di inglese base, non ce la cavavamo proprio bene nelle conversazioni!

Inoltre l’Australia è talmente vasta che gli spostamenti richiedevano tempo e in tre settimane e per ciò che avevamo intenzione di vedere era meglio organizzare in modo preciso tutto l’itinerario.

Andrea

Andrea

Solitamente viaggiamo in modo spartano, zaino in spalla, in tenda, senza tour organizzati o gruppi di italiani, per poter visitare al meglio le mete più selvagge ed incontaminate.

Il vero viaggio è quello studiato da mesi e programmato da soli, a contatto con la gente del posto, con i luoghi, un vero viaggio dona emozioni forti ed esperienze che si portano dentro tutta la vita, nel ricordare e nel rivivere attraverso l’immaginazione ciò che si è visto, sentito e provato.

Dopo svariate ricerche in rete troviamo un’agenzia, MERAVIGLIA viaggi, tra l’altro in zona, che organizzava itinerari in Australia “su misura”… era proprio la soluzione che faceva al caso nostro!

Prendiamo i primi contatti telefonici per un’iniziale programmazione della nostra Luna di Miele… il viaggio si stava materializzando pian piano e la curiosità di vedere finalmente ciò che avevo per anni immaginato, sicura di non rimanere delusa, cresceva a ritmo esponenziale.

L’adrenalina per le nozze e per la partenza era talmente alta che non vedevamo l’ora di salire sull’aereo, anche se avevamo il timore che la partenza rappresentasse già la fine di questa meravigliosa esperienza…

La terza parte del viaggio, cioè il viaggio vero e proprio comincia all’alba del 29 settembre 2008, giorno successivo al matrimonio… sarà la prima di tante albe…

Zaino in spalla al Marconi di Bologna, cominciano le procedure per il check-in: deposito dei bagagli, controllo dei biglietti e dei bagagli a mano… finalmente eccoci al terminal pronti per l’imbarco sul volo che ci porterà prima a Roma poi a Hong Kong e successivamente a Sydney, dopo uno scalo di quasi 16 ore nella metropoli orientale.

Già a Roma ci comunicano un ritardo della coincidenza del volo Chatay Pacific diretto ad Hong Kong, di ben 4 ore!

Pazienza… con la felicità per la partenza non ci demoralizziamo di certo, quindi ci armiamo di libri e parole crociate per sopportare meglio l’attesa.

Saliti sul comodissimo volo della Chatay cominciamo ad organizzare il giro ad Hong Kong visto che avevamo a disposizione una giornata intera per visitare anche questa città.

Arrivati ad Hong Kong ci colpisce subito l’afa e lo smog cittadino, senza parlare degli odori che si respirano tra le vie.

Questa metropoli è simile a New York, ma la presenza di grattacieli dalle svariate forme è superiore, soprattutto dal Peck (il punto più alto della città raggiungibile con un trenino) si ha una visuale mozzafiato!

Anche la skyline che si può ammirare dalla parte opposta della baia è caratteristica, specialmente al tramonto quando il calare del sole crea un’atmosfera molto suggestiva.

Sydney

Sydney

Quando dall’oblò del volo Quantas, si vede avvicinarsi la città di Sydney, l’adrenalina è alle stelle…

Pensare di volare sopra la terra sognata da anni mi dava un’emozione incredibile…

Eccoci finalmente atterrati, dopo ben 20 ore di volo!

Il primo giorno dall’altra parte del mondo, in una metropoli attiva e frizzante è molto emozionante, la zona del porto denominata Circular Quay è molto bella anche se un po’ “turistica”, infatti è alquanto popolata da gente in vacanza.

Tanti grattacieli, negozi, gente di ogni etnia… facciamo in giro introduttivo per cominciare a respirare aria nuova.

L’elemento che accomuna tutti gli australiani è la diversità, al punto che è praticamente impossibile definire l’australiano tipico.

Quando si arriva a Bondi Beach, la celebre spiaggia, conosciuta soprattutto dai surfisti, si nota subito lo spirito sportivo degli abitanti e la loro predilezione per le attività all’aperto.

Anche nei parchi o per le vie delle città si vedono molte persone impegnate in attività sportive, e mio marito le invidiava assai!

Qui con i fusi orari si fa una gran confusione… siamo otto ore avanti e praticamente non dormiamo da due giorni, tra lo scalo ad Hong Kong, il suo fuso orario, giorno-notte, notte-giorno… l’orologio quasi impazzito… si perde la cognizione del tempo: “Qui sono le 14.00 del pomeriggio, ad Hong Kong erano le 18.00… e in Italia?!!”

Il secondo giorno partenza al mattino per un giro della città di Sydney in minibus, per assaporare la sua atmosfera cosmopolita ed elettrizzante.

Visitiamo i quartieri più famosi come The Rock, il più antico quartiere della città che un tempo non era altro che un rumoroso e squallido borgo, dove oggi invece è molto piacevole fare una passeggiata o fermarsi in uno dei numerosi e caratteristici bar.

L’Opera House, il simbolo della baia, dalle caratteristiche cupole somiglianti a vele gonfiate dal vento ma che in realtà vogliono rappresentare foglie di palma, l’Harbour Bridge, le zone di Chinatown e King Cross dove alloggiavamo in un comodo ed elegante albergo.

Nel pomeriggio giro in barca, sulla baia di Sydney per ammirare le ville e le fantastiche spiagge… la guida locale (tra l’altro l’unica parlante italiano) ci spiega che chi si può permettere una villa vicino al mare gode di molto prestigio, infatti si vedono anche le case di molti attori famosi.

Dopo tre giorni trascorsi in questa bella città si parte in volo alla volta dell’entroterra australiano, il cosidetto “Red Center” per la caratteristica sabbia di un colore rosso intenso ed un deserto apparentemente tutto uguale ma sempre diverso.

Da Sydney ad Alice Springs non solo ci sono tre ore e mezza di volo, ma anche una lunga storia di dura sopravvivenza per le popolazioni aborigene dopo l’arrivo dell’uomo bianco sulle loro terre.

Kings Canyon

Kings Canyon

Sopravvissuti agli abusi e alle durissime condizioni di vita imposte dalla rigida politica di controllo del governo, negli anni ’20 e ’30 gli aborigeni riuscirono a riunirsi in gruppi politici indigeni in grado di dare voce ai loro diritti, e per rivendicarne la parità con il popolo bianco.

Alice Springs è una piccola cittadina all’interno del deserto, molto semplice ed abitata prevalentemente da aborigeni al limbo, senza più la loro vera identità o appartenenza tribale e con gravi difficoltà ad integrarsi con il popolo bianco.

Queste persone purtroppo passano la maggior parte del loro tempo a zonzo per le vie di Alice, urlando ed ubriacandosi, in preda alla disperazione.

Spesso alla sera la polizia locale è costretta ad allontanarli, e passeggiando può capitare di assistere a queste tristi scene.

Le credenze tradizionali degli aborigeni si basano sull’esistenza di spiriti che vivevano sulla terra all’epoca della creazione (definita con il termine “Dreamtime” o “Epoca del sogno”), prima della comparsa degli uomini.

Questi esseri avrebbero creato ogni elemento del mondo naturale e sono considerati gli antenati di tutte le creature viventi.

Gli aborigeni credono che ogni persona, animale o pianta abbia due anime, una mortale e una immortale.

Ogni individuo ha quindi un legame spirituale con i siti sacri presenti in questa terra, perché vengono associati al proprio antenato e deve avere cura di questi luoghi, eseguendo determinati rituali e intonando i canti che narrano le azioni compiute dal progenitore.

Ogni individuo possiede anche un proprio totem o Dreaming (sogno) che rappresentano il legame con i propri spiriti; questi possono assumere svariate forme come alberi, serpenti, pesci o uccelli, le “vie dei canti” spiegano come il paesaggio australiano sia impregnato di questi potenti antenati creatori.

Immaginando e ripensando ai canti e alla tradizione aborigena il giorno seguente, all’alba iniziamo il tour di tre giorni, in tenda nel deserto, alla scoperta delle splendide aree di King Canyon, Ayers Rock e i monti Olgas, siti sacri per eccellenza.

Questa zona desertica è soggetta a forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, infatti se nel pomeriggio fa molto caldo ed è afoso di notte in tenda sono necessarie coperte e sacco a pelo!

Il cielo stellato del deserto regala uno spettacolo indescrivibile a parole, è così luminoso e pieno di stelle che quasi si può toccare… si osserva anche la costellazione dello scorpione.

La sera dopo cena, con il gruppo, è consuetudine riunirsi attorno al fuoco a chiacchierare o a cantare, come i primi pionieri… un’esperienza unica e irripetibile…

Durante questo tour conosciamo i nostri compagni di viaggio, per la maggior parte di nazionalità inglese o tedesca, noi siamo gli unici italiani.

Il campo tendato permanente è dotato di molte tende con due posti letto e una zona predisposta per mangiare.

Vi è anche la possibilità di portare le proprie brandine fuori dalla tenda per dormire sotto le stelle!

Sarebbe sicuramente stato bellissimo provare questa esperienza se non fosse stato per il freddo notturno ed il forte vento…

All’alba la nostra guida fa da sveglia e dopo la colazione si sale sul nostro camion 4×4, per percorrere ore e ore in compagnia di un panorama desertico che cambia con l’avvicinarsi alla meta… cambiano gli arbusti, cambiano i colori, si arricchisce il terreno con cespugli di spinifex caratteristici del luogo.

Si può viaggiare molto tempo senza avvistare né case né persone, ma solo natura incontaminata e animali nascosti…

Ayers Rock (Uluru)

Ayers Rock (Uluru)

L’Urulu (Ayers Rock) è alto 348 m. ma quando si intravede da lontano in mezzo alla pianura desertica, regala una grande emozione e man mano che ci si avvicina alla sua base si ammirano le sue venature e le sue insenature ricche di pitture rupestri antichissime.

Il trekking intorno al monolito sacro inizia alle 6.00 del mattino con un freddo e un vento tremendi, solo dopo circa due ore di cammino riusciamo un po’ a scaldarci, ma la meraviglia di quei luoghi ci fa sopportare il freddo e la fatica.

Evitiamo di scalarlo per rispetto della popolazione aborigena, visto che è un sito sacro!

La cosa più sorprendente del monolito è il suo cambiamento di colore, all’alba e al tramonto, si possono ammirare infatti varie gradazioni di colore, dall’ocra all’arancione intenso e luminoso.

E’uno spettacolo unico poterlo contemplare avvolti nel silenzio del deserto…

Dal finestrino del nostro pick-up ammiriamo le bellezze dell’Outback, qualche animale qua e là, wallaby, cavalli selvatici, cammelli importati dagli arabi e tantissimi uccelli di ogni colore e dimensione.

Il giorno successivo, sempre alzandoci con il buio (alle 4.00 del mattino, per l’infelicità di Andrea!), ci rechiamo con il gruppo al Kings Canyon, stupefacente gola incastonata nella catena montuosa di George Gill, gioiello geologico risalente alla stessa epoca geologica dei Canyon americani.

Camminiamo per 3 ore attraversando tutto il crostone del Canyon, ammirando un panorama bellissimo e delle gole impetuoso. Il trekking non è complesso, a parte i primi 10 minuti di ripida salita, ma ne vale veramente la pena.

Arrivati a circa metà percorso si può ammirare il “giardino dell’Eden”, una gola tra le rocce ricca di rigogliosa vegetazione, alberi di palma e un piccolo lago che si riempie a seconda delle piogge.

Thorny Devil

Thorny Devil

Durante il viaggio di ritorno in direzione Alice Springs, la nostra guida si ferma con il pick-up per mostrarci un piccolo rettile australiano molto spinoso con striature arancioni, denominato Thorny Devil (diavolo spinoso), intendo ad attraverase la strada.

L’incontro con questo curioso rettile è stato molto interessante!

Dopo il tour nel deserto ritorniamo nella cittadina di Alice Springs e in serata decidiamo di cenare in un locale tipico dell’Outback dove si può gustare ottima carne di canguro, coccodrillo, emu e cammello.

Il giorno successivo eccoci in volo verso Darwin, città nel Northern Territory, dove ci aspetta un fantastico tour di 2 giorni all’interno del Kakadu National Park e dove si visiteranno le riserve naturali di Fogg Dam, Ubbir Rock con le sue pitture rupestri risalenti a 15.000 anni fa, il fiume Mary River e le cascate Twin Falls e Jim Jim Falls.

Con entusiasmo ci uniamo al nuovo gruppo, composto ancora una volta da soli stranieri, e dopo ore di viaggio in fuori strada arriviamo al nostro campo base.

La temperatura è abbastanza elevata (35°C) e di giorno c’è afa, ma sul Mary River c’è un’atmosfera veramente suggestiva, siamo sul battello e avvistano i primi coccodrilli in acqua e sui bordi del fiume che immobili si scaldano al sole… gli uccelli sono numerosissimi e di tanti colori, la nostra guida ci fa notare che sul ramo di un albero c’è un grosso serpente e tutti ci precipitiamo con le macchine fotografiche per immortalare lo spettacolo… è veramente straordinario potere vedere con i propri occhi una fauna e una flora così selvaggia.

Darwin è una città vitale e accogliente meta privilegiata per i giovani e gli studenti stranieri, è ricca di locali e pub molto popolati e tra le vie si passeggia sicuri.

Wallaby

Wallaby

La spiaggia di Lameroo Beach a Darwin è di una caratteristica unica, ci sono infatti dei sassi veramente particolarissimi di ogni colore, dal giallo al viola, al rosso intenso uno spettacolo unico…

L’ultima tappa del nostro viaggio è Cairns nel Queesland, una città immersa in una vegetazione a dir poco lussureggiante ed è indiscutibilmente un centro turistico di fama mondiale, lungo l’Esplanade (lungomare) gli amanti del Birdwatching scrutano l’orizzonte in cerca di uccelli, intere famiglie si dedicano ai pic-nic sui prati e gli amanti del fitness fanno jogging con i pellicani che saltellano sul fondo fangoso prodotto dalla bassa marea.

L’itinerario prevede una crociera sulla Grande Barriera corallina di 2 giorni.

La Great Barrier Reef è una delle meraviglie della natura più importanti del mondo, con la sua lunghezza di 2500 km è visibile persino dallo spazio.

Ci accingiamo a salire sulla barca che ci porterà al largo per nuotare, fare snorkeling o immersioni tra i fondali ricchi di fauna e flora marina.

Peccato che il mare mosso crea scompiglio, nausea e malessere e non riusciamo a goderci molto l’esperienza.

Inoltre il cielo grigio e il brutto tempo non ci fa gustare gli splendidi colori del mare.

Tornati sulla terra ferma, ancora con l’instabilità e il disorientamento causato dal mal di mare, ci facciamo delle belle passeggiate tra i negozi e i locali del lungomare.

Cape Tribulation, così chiamata per le disavventure che occorsero a capitan Cook, famoso esploratore inglese, che incagliò su queste spiagge la sua nave, è un luogo poco distante da Cairns, dove la foresta pluviale fa da sovrana.

Il nostro Resort immerso tra le palme, è caratterizzato da bungalow in legno dove il silenzio e il rumore della natura sono i principali protagonisti.

Le temperature sono molto elevate e c’è un’umidità tremenda, inoltre piove spessissimo in queste zone.

Le televisioni non esistono e il grande balcone è l’attrazione più suggestiva.

Nel pomeriggio, approfittando del sole, decidiamo di fare una lunga camminata sulla spiaggia, dove ci colpiscono subito i numerosi cartelli di “pericolo meduse” in mare.

Nonostante le belle spiagge incontaminate e poco popolate e il mare blu, non è consigliabile immergersi dato che da ottobre a gennaio le cubo meduse sono presenti vicino alla riva.

Koala

Koala

Prima dell’arrivo in città facciamo un sosta al santuario degli animali di Port Douglas, dove possibile vedere da vicino la fauna australiana, canguri, wallaby, uccelli di ogni specie, coccodrilli e altri rettili. Abbiamo persino dato da mangiare a un canguro e preso in braccio un tenerissimo e morbido koala!

Tornati in città partiamo per due giornate intere sulle spiagge di Green Island e Fitzroy Island, visto che il mare di Cairns non è accessibile a causa della costante bassa marea e delle meduse.

Dal molo partono giornalmente numerose barche dirette alle isole vicine, quindi ci imbarchiamo con la speranza di trovare il mare calmo e il sole.

Arrivati a Green Island dopo 30 minuti di viaggio, troviamo un’isola bellissima con un mare favoloso.

Il sole è forte, ci armiamo di crema acquistata in Australia (protezione 30+ equivalente alle nostre a schermo totale), e ci prepariamo a fare snorkeling.

Appena immersi vediamo bellissimi pesci colorati e di ogni dimensione, ma la sorpresa più grande è stata quella di vedere le tartarughe marine, ci avviciniamo e gli tocchiamo la corazza… che meraviglia!

Green Island

Green Island

Anche Fitzroy è una bella isola, meno turistica di Green Island e con una natura più rigogliosa, ci sono perfino i varani sugli scogli e invece della sabbia ci sono i coralli bianchi!

L’ultimo giorno a Cairns lo dedichiamo agli acquisti di artigianato locale come boomerang decorati a mano, didgeridoo e tele con le pitture pitumi aborigene.

“L’Australia è un posto assolutamente inospitale, cosa ci fate qui? Il sole è insopportabile, così rovente che sembra sospeso a mezzo miglio dalla testa. Ne ho viste di tutti i colori, insetti che camminano con le ginocchiere, gente che si butta in mare schiantata da un calore che arrostisce la pelle, un mare pieno di meduse, squali, coccodrilli in ogni luogo, ma niente da fare… vi siete incaponiti a venire qui… In realtà lo sapete, quella in cui vivete è una prigione, dite che è adorabile e che fate cose meravigliose e continuate a negare l’evidenza…”

Dylan Moran, attore irlandese,
Melbourne International Comedy Festival

E sì… l’Australia è una terra a volte inospitale ma la sua straordinaria bellezza, la singolarità dei suoi luoghi, la sua natura unica, i suoi profumi e i suoi intensi colori regalano al viaggiatore un dipinto di emozioni indimenticabili…

Stefania e Andrea
stefydom@hotmail.com

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