Posted on feb-15-2010

Viaggio di Jenny e Fabiana

Il sogno australiano è diventato realtà!

Finalmente il sogno è diventato realtà! Noi e l’Australia, due mondi così lontani che finalmente si sono incontrati.

Jenny e Fabiana

Jenny e Fabiana

Sin da quando ero piccola sono rimasta affascinata da questa terra, così lontana, misteriosa, incontaminata… Da amante di tutte le meraviglie della natura, non aspettavo altro che un giorno arrivasse il momento di andarle a vedere con i miei occhi. Questo momento è arrivato! Con la mia compagna di avventure, Fabiana, anche lei amante dell’Australia, ho cominciato a cercare agenzie di viaggio che potessero aiutarmi nell’organizzarne uno come si deve… dopo varie consultazioni ho scelto Meraviglia Viaggi e ne sono stata più che soddisfatta. Walter si è subito mostrato una persona seria, disponibile e in grado di fornire tutte le spiegazioni e informazioni che gli venivano chieste. Nel giro di tre giorni abbiamo deciso le tappe fondamentali del viaggio e abbiamo prenotato!

Deserto dei Pinnacoli

Deserto dei Pinnacoli

Il nostro viaggio ha visto come prima tappa Perth, bella cittadina tranquilla e soleggiata del Western Australia. Abbiamo fatto un’escursione a Rottnest Island in cui abbiamo avuto la possibilità di girare per le strade affittando una bici (e abbiamo così iniziato anche ad abituarci all’idea di dover guidare a sinistra, invece che a destra!), di ammirare i famosi cigni neri e di goderci un po’ di sano relax nelle acque limpide dell’Oceano Indiano. Un’altra esperienza straordinaria è stata quella di Monkey Mia, il Dolphin Resort. Vedere famiglie intere di delfini avvicinarsi di loro spontanea volontà e giocare con noi immersi in acqua è stato a dir poco emozionante. Prima di tornare a Perth, da dove poi siamo partiti per il Deserto Rosso, abbiamo fatto sosta al deserto dei Pinnacoli, straordinarie formazioni calcaree di diverse misure e forme.

Cucciolo di canguro

Cucciolo di canguro

Successivamente, non essendo ancora totalmente consapevoli delle meraviglie che ci aspettavano, siamo salite sull’aereo che ci ha portate ad Alice Springs per poi iniziare il tour ad Ayers Rock, nel Deserto Rosso per l’appunto. Vedere i monti Olgas al tramonto seguito da una perfetta cena in stile BBQ sotto il cielo stellato dell’emisfero australe o assistere all’alba infuocata su Uluru sono spettacoli unici. Vale la pena anche alzarsi prima dell’alba pur di non perdersi una tale meraviglia.

Sydney

Sydney

Il viaggio prosegue ancora e ci porta a Sydney. Questa forse è la città che ci ha colpito di meno, forse perché molto trafficata, grande, piena di grattacieli e costruzioni di tutti gli stili possibili che si susseguono apparentemente senza un ordine preciso: sembra quasi che i proprietari siano stati anche gli architetti delle proprie abitazioni! Con una guida italiana abbiamo fatto il giro di tutta la città, abbiamo visto la conosciutissima Opera House e il Sydney Harbour Bridge. Da provare anche la crociera sulla baia di Sydney, della durata di due ore circa da cui ci si può rendere conto di quanto vasta sia la città. Di particolare bellezza anche il Sydney Aquarium con i suoi percorsi marini sott’acqua, che ci ha fatto conoscere dai più piccoli pesci che abitano l’Oceano Pacifico ai giganti del mare. Peccato che durante l’escursione alle Blue Mountains (120 km circa a ovest di Sydney), chiamate così per via di ettari ed ettari di piante di eucalipto che in particolari momenti dell’anno secernono alcune sostanze che fanno apparire l’aria del luogo blu, era brutto tempo per cui non abbiamo potuto vedere questo bizzarro effetto.

Koala

Koala

Come ultima tappa, e forse quella che ci è rimasta più impressa, senza nulla togliere alle altre escursioni che sono state incantevoli veramente, è stata Adelaide – Kangaroo Island. Adelaide è una città così piccolina e graziosa, che si sviluppa lungo il fiume Torrens, con le casette costruite tutte su un piano circondate ognuna dal proprio giardinetto. E’ qui che grazie alle indicazioni del gentilissimo portiere dell’hotel abbiamo avuto la possibilità di gustarci una deliziosa birra in un tipico pub australiano con musica dal vivo.
Adelaide è stata di fondamentale importanza per il successivo trasferimento in nave a Kangaroo Island. Questa isola è a dir poco incredibile. Intanto, Walter ha saputo scegliere per noi degli alloggi stupendi: in particolare, quello di Kangaroo Island si affacciava proprio sul mare. Inutile dire che abbiamo approfittato di tale vista per cenare al tramonto o per un dolce risveglio accompagnato da un’abbondante colazione!

Kangaroo Island

Kangaroo Island

Le cose che ci hanno più colpito qui sono state il Parndana Wildlife Park in particolare, dove abbiamo visto, tra gli altri, koala, emu, aquile e falchi di tutte le taglie, abbiamo dato da mangiare ai canguri e tenuto in braccio dei cuccioli! Per non parlare di Seal Bay e Admirals Arch in cui abbiamo potuto ammirare decine e decine di leoni marini e foche in libertà che si crogiolavano al sole o che giocavano a farsi i dispetti! Gli ultimi momenti della nostra straordinaria esperienza si sono consumati tra le Remarkable Rocks, le grotte di Kelly Hill per finire in bellezza assistendo al consueto “feeding” dei pellicani a Cape du Couedic.

I nostri complimenti al team di Meraviglia Viaggi per l’organizzazione. Non ci sono state complicazioni di alcun tipo, tutto è filato liscio come l’olio. La precisione e la puntualità delle compagnie è stata impeccabile. Se avete intenzione di fare un viaggio in Australia vi consiglio vivamente di rivolgervi a Walter. Per la nostra vacanza ho voluto scegliere il meglio, perché l’Australia merita di essere vista nel migliore dei modi. Così io invito voi a fare altrettanto!
Per qualsiasi informazione o curiosità non esitate a contattarmi, sarò felice di rispondervi!

jennybenemio@hotmail.com

Posted on dic-02-2009

Viaggio di Nozze di Roberta e Pietro

Luna di Miele in Australia, Hong Kong e Singapore

Roberta

Roberta

Ciao siamo Piero&Roberta, volevamo raccontarvi la nostra esperienza e darvi alcun consigli che spero vi siano utili. Noi siamo partiti per il nostro Viaggio di Nozze a fine luglio 2009, 4 settimane con sosta all’andata di due notti a Hong Kong e al ritorno sosta di due notti a Singapore. È una cosa che vivamente vi consiglio, non sentirete lo stress del viaggio e vedrete altri due mondi che meritano un paio di giorni. Dato che mia moglie è geologa, abbiamo inserito come tappa Perth (città bellissima, da trasferirvisi immediatamente) con escursione al Deserto dei Pinnacoli che vale la pena fare e altra escursione a Wave Rock che è bellissima ma bisogna essere appassionati, altrimenti risulta troppo lunga.

Pietro

Pietro

Poi abbiamo sostato ad Ayers Rock con un tour tendato di tre giorni, bellissimo, raccomandato, se amate l’avventura lasciate gli hotel australiani e buttatevi nello “spirito australiano”. Terza tappa Sidney con escursione alle Blue Mountains, e infine sosta a Cairns con escursione alla Foresta di Wooroonooran ed escursione di due giorni ed una notte in una lodge nella foresta pluviale di Cape Tribulation (raccomandato), e mini crociera di 3 giorni sulla Grande Barriera Corallina (raccomandato). In ogni città avevo sempre un tour della città con guida parlante in italiano e hotel 4 stelle in posizione sempre centrale con trattamento di prima colazione, e trasferimenti in shuttle bus dall’aeroporto all’hotel e viceversa. Più che annoiarvi con i miei racconti vi do solo alcune dritte.

Wave Rock

Wave Rock

La prima, affidatevi a Walter perchè lui avendo vissuto e lavorato li sa dove “mettere le mani” (alla fine l’ho scelto anche perchè lui era il più preparato) a differenza di tanti altri tour operator molto più blasonati ma che non hanno la sua esperienza. Per esempio, quando chiedevo l’escursione a Wave Rock gli altri scendevano dalle nuvole, lui no, e poi quando volevo una crociera sula Barriera Corallina per fare snorkeling tutti mi vendevano la Capitan Cook, molto più costosa e con soste inutili, invece lui mi ha mandato su un catamarano di 36m che soddisfava tutte le mie esigenze con tutti i confort.

Deserto dei Pinnacoli

Deserto dei Pinnacoli

In un viaggio di 28 giorni e con tutto prenotato già da qui, è stato perfetto, nessun disservizio, anzi quando per causa di forza maggiore abbiamo perso la coincidenza a Milano, lui si é adoperato con la compagnia e all’arrivo a Milano abbiamo trovato tutto già sistemato con cena pernottamento, colazione e coincidenza per il volo della mattina. Lui e stato con noi sempre molto disponibile a darci tutti i consigli giusti a volte andando anche contro i suoi interessi. Alla fine vi assicuro che ho trovato a parità di sevizi una differenza di circa 3000 euro rispetto agli altri tour operator, e prima di prenotare (per giunta via internet), fidatevi ne ho chiesti di preventivi e ne ho fatto di ricerche…

Altri consigli che mi sento di darvi, io in ogni città mi sono sempre lasciato un giorno libero, nel caso in cui per mal tempo saltava qualcosa o eventualmente per organizzarne qualche altra, ve lo consiglio, perchè il continente é cosi vasto che per vederlo tutto decentemente servirebbero 3 mesi. Scegliete secondo le vostre esigenze e interessi e non secondo quello che normalmente vi vendono, Walter è poi in grado di esaudirle tutte le richieste.

Roberta e Pietro

Roberta e Pietro

Cosa importantissima, se volate con Qantas prima di partire fatevi la tessera 1000 miglia perchè con un volo così lungo ne accumulate così tante che io ho già raggiunto con il solo viaggio di nozze miglia sufficienti per un volo gratis andata e ritorno in Europa. Non preoccupatevi se ai check-in Qantas non vi accumulano le miglia, voi conservate tutti i biglietti e al ritorno con un semplice fax tutto va a posto. Comunque al ritorno chiamate il numero Millemiglia Alitalia e loro vi diranno cosa scrivere e dove mandarlo. Tornando all’Australia, la cosa più bella é il popolo australiano, il suo spirito e il suo rispetto per la natura, un continente e una popolazione fantastica, magari evitate gli hotel e fate quanti più tour “Adventure”, per qualche giorno vi sentirete dei veri australiani.

Campo tendato

Campo tendato

Per i voli, nei trolley portatevi il necessario per “sopravvivere” 2-3 giorni, prevedendo il clima che andrete ad affrontare,anche se le compagnie sono affidabilissime, Qantas, Cathay Pacific… un imprevisto può sempre capitare. Per il clima, anche se sono andato nel loro inverno non ho mai sofferto il freddo anzi, solo nella crociera, dato che si è in mare aperto e c’è vento lo si soffre un pò ma con un leggero mutino si fa tranquillamente il bagno e si possono vedere tantissime meraviglie! Altro consiglio, se avete in mente Cairns come sosta va benissimo ma se dovessi tornare sosterei a Port Douglas, per una coppia e per il mare é molto meglio, considerate che a Cairns non si può fare il bagno ma bisogna spostarsi per un po’ di chilometri.

Ayers Rock

Ayers Rock

A Perth é molto carina la cittadina di Freemantle che si raggiunge anche con una bella gita in barca sul fiume. A Sydney andate a Manly, vedere centinai di surfisti in azione è molto bello. Se vi fermate a Singapore, non perdetevi il grande spettacolo dell’acqua, beeeellisssimo!!! Di consigli ne avrei ancora tanti ma forse mi dilungherei troppo, se volete chiedermi qualcosa, potete scrivermi, la mia mail é piero8872@hotmail.it, spero di esservi stato utile e buon viaggio a tutti. Appena possibile, noi ci ritornemo!!!

piero8872@hotmail.it

Posted on apr-08-2009

Viaggio di Gino, Ann Julie e Luisa

Questo Diario di Viaggio è stato tenuto da Ann Julie che, essendo inglese, ha preferito scriverlo nella sua lingua madre. Per non perdere il vero senso delle sue parole, preferiamo pubblicarlo senza tradurlo.

After being met at Perth Airport by Dundee’s mother who was very helpful and showed the good services given to tourists even at 2am. The week described before in letter was the one spent with my brother Ron and his Ladies (4) at Sorrento Resort north of Perth. Marisa could have spent the whole holiday here as in Italy she, Sara and Aaron have a great problem with the sun and the beach, suffer from a type of erythema more an allergy than sunburn, so to be able to stay in the sun and get a tan without suffering was out of this world for her. Daphne was horrified at this as in the southern hemisphere there is a lot of skin cancer. You see one can’t win but couldn’t spoil Marisa’s enjoyment lovely free beaches and no immediate skin problem. I told you about the changes we saw on Rottnest Island from our visit in’93 and this one; we took the ferry from Hillary Boat Harbour (Sorrento) Last att. pic sent.

On the 21/12/08, Ron and Family dropped us at the car rental office and we were off on our discovery of South/western Australia. Even with the Tom-Tom that we had brought with us from Italy it took us sometime to get out of Perth due to the new motorway they are building as the roads are not registered on the machine. Our first stop was at Preston, the start of the Geographe Region, there are big inlets which are a mark of the Australian coastline, Pine trees which I didn’t think very Australian at this stage but had to change my mind later on as they are full of them, so much so that they could go into competition with the Black Forests of Germany in some areas. There were also the Black Swans the emblem of WA, at Australind, we walked around then off to Bunbury where Ron and Daph lived for a few years where we saw a campsite ‘Liguria’, there are a lot of Italian names.

Little Beach

Little Beach

Every zone in Australia is a Shire, at Busselton we had lunch and I realized that this was going to be a flash Gordon tour so I would not be able to amble as I like too but had to be like Gino mark out A-B and so on. Next stop Cowanamup Bay a small bay with a placard that described the big biodiversity, limestone/granite coastal cliffs, Jarrah Marri forest, and Karri lined brook. Sheltered Bays with sea grass beds and reef ecosystems, giant humpback, south right whales. Home to the Wardandi people or Noongar hunter/gathers this was the start of Leeuwin Park which covers from the north to south cape. (It reminded me of the Indian Ocean cape zone of SA) My camera got over heated, thought that the batteries had run out but when I changed them still didn’t work, will tell you the out come of this later on, but it meant that I have no photos from a lizard at the bay until we got to Pemberton.

We spent our first night at Margaret River and don’t think that the famous chocolate factory is there, it is miles north so we didn’t have the chocolate fondue that we had planned. Next morning went to Prevelly Park were there were a lot of old surfers, to think that it was Xmas week there weren’t many people about. The Caves on the way down to the Cape Leeuwin Lighthouse are fantastic; we went to the Lake Cave. It is a drop to walk down, don’t know how many stairs but well worth it as they have formations that you don’t see in the Grotto (Caves) of Italy as the earthquakes break them. We also learnt about the Bussell’s and the Brockman Families who owned all this land between the two Capes & Fanny Brockman nee Bussell discovered this cave. The lady wasn’t impressed with me as I pointed out that there was no sign with regard to the level of difficulty. As here in Italy they cover themselves with regard to visitors having problems, only the Mammoth Cave seems able to take people with physical problems. There was a Japanese Lady who was worried that she wouldn’t make it back up…she did.

We had a picnic lunch near the lighthouse with a breathtaking view and watched the whales while eating. Went off the track a bit to Molloy island, we didn’t go onto it as it is a private one with a ferry to take you there, and our first introduction to this dog and cat’s not allowed or only those of the residents. Back to Margaret River by the same road that we would use the next day to leave that zone. The whole area of the Capes besides the coastal/beach area is taken up with wineries, golf courses, Spa Retreats but it still has a beautiful wildness which I hope it keeps as it is a big attraction. Now there is no need to exploit the land for tourism which was late coming to the zone, there are a lot of farms for sale which could be converted and the ‘Greens’ seemed to have protected it more than in other areas of Australia. At Alexandra Bridge they still have protest banners up.

On our way up to Nannup there was a kangaroo on the side of the road who gave the impression of passing the morning watching the cars travelling by. Nannup seems to be a great logging area with a big factory and miles and miles of pine trees but seems that they are also do eucalyptus plantation which seem more natural to the environment but don’t know if they can chips them as they do with the pine to export all around the world. Then down to Manjimup, the countryside changes and reminds one of the Marché and Toscana in Italy and as I said before parts of Germany. The names on the map don’t give the true impression of the size of the towns. Some are mentioned and even looking out for them they aren’t there, not a house. There again you have small name printed and a town is to be seen rather than a village. We were told to keep the petrol above the half tank mark and it is a good rule. At this stage I had to replace the camera, Kodak are for people like me very easy to use and I found out also the most costly in their range, asked for the girl to do it so that it was ready for use and it didn’t work. I said lets try mine again and low and behold it worked, bought a memory card, as I had to buy something seeing that they had opened the box. It is something to do with the connect with the battery, it happened again as it had happened in London, so after a nights rest and playing with the batteries it starts to work normally.

Walk to Glocester Tree

Walk to Glocester Tree

Arrived at Pemberton and thought to do some sight seeing before going to the hotel/motel but the golf link road was closed. When we got to the hotel they told us about the big storm that they had had on the 20th the swimming pool had just been reopened as the tree had fallen over it and rubble into it. Walked to the Gloucester Tree, the bush is lovely. We slept very well, rather cool so that we wonder about this Australian Summer. 24/12 went down to Point D’Entrecasteaux on the way we saw the damage that had been done, thankfully it had happened days before we arrived so that the roads were now open after the huge Karri tree had fallen and blocked them. At Salmon Beach, breathtaking is an understatement, the rock formations, the mile long white beaches and the two or three people that you meet up with. Going to the Point noticed that the entire bush was burnt, as far as the eye could see. (I thought that maybe this was like in Italy before where they used to burn everything hoping that they could then build.)

I met two ladies who they explained the reason for this burning, which was later proved in Victoria when the fires get out of hand. There is a seal colony at the Point and we were also very luck to see more than one school of whales. On the way back to Pemberton we stopped by to see the bicentennial tree. Walked around the town the tourist tram was just leaving for Northcliffe, we had passed there that morning. Went to The swimming pool which is nested in the river, we were unable to go on any of the bush paths around it as they still had to be remade. The midnight mass was at Manjimup needless to say we didn’t go as there is no driving at night in a rented car but as a fish dish Marisa had marron which we all had again on Kangaroo Island will explain then.

We went to Christmas Mass at the Anglican Church – Walpole, it seems that all Churches have open tables for communion, as they go in turn as there aren’t enough people for each church to do a morning mass. Marisa found all this bewildering as in Italy all/most churches are RC. and with the last Pope it went back to none RC are unable to take communion anymore. With it being Xmas needless to say everything was closed so we were unable to do the famous Valley of the Giants tree top walk. But we went down to Ocean Beach south of Denmark and saw the first of the tan rivers going into the sea. They coloured tan from the trees. Then on to Albany, was one of the first settlements of Australia, It has lovely old buildings but at the moment it is without a beachfront so I am unsure how that will turn out. There is a lovely drive to the Vancouver Peninsula needless to say how the area got its name.

Australian Road

Australian Road

26th Just outside Albany is the main sandalwood factory, even though it wasn’t fully open we were able to have a good look round and buy a few things. I hadn’t realized that it was such a silly little tree and a parasite at that. Said nicely they need hosting trees and the oil comes from its root. Anyway now they have very large plantations far away from Albany but seeing that it was the first factory when bought out, the contract states that, the factory has to remain in Albany. Now on too the beach of every child’s dream housed in the Two Peoples Bay Nature Reserve ‘Little beach’ where we had our picnic as still everything was closed (marron farm) except for the information centre run by voluntary workers. The rock formation here reminds me of the matopos (Byo). Walking from the car park to Two Peoples Bay through the bush there was a beehive that was in a tree trunk for everyone to see fascinating showing that they had no natural predator.

Coming up to the beach it was full of people, the most that we had seen up until then, having their picnic, playing cricket, relaxing and then on the beach boats and people waterskiing and then further along miles of white beach with just one fisherman and a pelican. This was our last day in the south so tried to take everything in. Here to I was able to read the sign regarding the poisoning area, remember the thing about cats and dogs as it seems that they have to cull foxes and wild cats hence domestic animals are not allowed to run free or to go in certain areas. If there is anyone interested there is a walking track from Perth to Albany, they put groups together so you don’t get lost.

5.30am wakeup as we really had miles to do so that we got back to Perth in time, 1pm, to give the car back in town instead of the airport. No need to ask where the grain basket in WA is, we kept passing trucks taking the grain down to Albany, as in one part they harvested the fields and emptied straight into the trucks, otherwise you had these huge deposits and sometimes just stack on the ground and covered. This drive reminded me of Rhodesia, open spaces and rather boring different to the drive down along the coast. We spent the rest of the day riding the free buses around Perth so we were able to have a good relaxing look around, as Kings Park we had done with Ron. Then the normal walk round of the city centre and dinner.

Our last day in Western Australia we went back to Fremantle where we had also been with Ron to the market but this time had a good walk all around the town, found their small beach left of the round house and then had lunch at the beer garden. Did think to ride the buses there as well but decided not too and spent an hour chatting to a lady from Bunbury, everyone has their family problems. We went back to the hotel in Perth then I took the washing to one of the back packer’s laundry so that we had all clean clothing to arrive in Adelaide. The people that we met and came across in our travels were very pleasant and helpful even though a few thought they may have been on candid camera as certain things I don’t know anymore with not living in Anglo-Saxon country.

Kangaroo Island

Kangaroo Island

New Year was seen in on Kangaroo Island. We were up early to drive down to Cape Jervis from Adelaide to catch the ferry to the island. The motorway was being worked on, so we had to take a secondary road and were able to see all the countryside on the way down. It is lovely, very like the Howick zone of Natal SA. While waiting to board the ferry, Marisa and I were very lucky, to see the small penguins it seemed that they had swam over from the Penneshaw reserve as they weren’t there on our return, so Gino didn’t see them as he drove the car onto the ferry. We sat at a table with an Italian originally from Sulmona in the Abruzzi. He left when he was 7, went back when 20 & returned at the age of 27. A builder by trade he is now building his own house at Penneshaw.

Sea Lions

Sea Lions

When we arrived on the island we went to Cape Willoughby first, it brought back childhood memories of a trip to Nyasaland with the corrugated roads. We didn’t go to visit the penguin colony there, On the return trip took the Wilson River Road which passes by the vineyard which originally was started by the lighthouse keeper and his aboriginal wife, obviously they aren’t still around, but their estate is one of the best kept that I’ve seen and we drank the wine, it too was very good. At this stage Gino had had enough of the unseal roads. Drove to American River which is on the mouth of the lagoon where we saw black swans and pelicans and had a picnic with pies which we had got at the local shop, they were very tasty. We then went to Kingscote thinking that the hotel was there but it was on the other side of the Island, thankfully we did that before going to Seal Bay. All the reserves you pay to go to and they are worth they money as besides having the view, it helps for the up keep of the centres. At Seal Bay you go onto the beach where there are colonies of sea lions. The males fatten themselves up for 3mths before they have the weight to go after the female and my goodness can they move at a speed, that is why you go in small groups and with a guide. We then drove on to Kangaroo Island retreat where we were to spend the two nights.

The place was new, lovely and well lay out. The owner is a bushman so the walks are fantastic and well marked, they also had night tours but his lady friend was new to running a resort but I am sure that they will get it right. Most of their staff were overseas students. There were family’s that worked in Singapore that were spending their holidays on the Island so I caught up with the American expat. Situation, now with the economic problems, it wasn’t good for the families.

Remarkable Rock

Remarkable Rock

31st we went down to the Remarkable Rocks and they are! After having a good look at them we went on to the Admirals Arch where there are other seal colonies. On Kangaroo Island all the fertile land has been farmed but the western part which forms the Flinders Chase National Park is out of this world, even got Gino to go on the unseal road again to go to Snake Lagoon. To get to the lagoon there is a 3km, walk first through the bush then along the river which has a rock bed hence it forms rock pools.

Remarkable Rock

Remarkable Rock

This day I also gave in to taking pictures of the flowers, as I had started to try and limit myself with regard to photo’s as there are just so many things that cry out to be photographed. This day we had also seen an Echidna and a goanna or could it have been a Perentie (wishful thinking), at dinner our waiter, who was an Israeli chap, said it just wasn’t fair as he had been there longer and hadn’t seen them…yet.
The first day of 2009 we took the north main road to fetch the ferry, with the lunch stop at Andermel Marron Farm; even with an unsealed road Gino was not going to miss out on these fresh water crayfish. They are very delicate, so if not handled correctly in their transfer from one pool to the next they die.

The lunch and wine (remember watch the alcohol level for driving) was well worth the road. With the horrible situation of not enough time unless you watch the minute hand, we decided to see if we could catch the earlier ferry which would get us back to Adelaide before nightfall so we were able to have another look around before we had to leave to carry on our trip. One could spend a holiday of a week on the Island without getting bored, we were unable to see it all but enough to taste the flavour, that remained in our memory.

Ann Julie
ginven@tin.it

Tagged :

Posted on apr-03-2009

Viaggio di Nozze Alessandra e Paolo

Luna di Miele in Australia

Alessandra

Alessandra

Da quando io e Paolo abbiamo iniziato la nostra storia abbiamo sempre parlato di quanto ci sarebbe piaciuto andare in Australia, cosi quando abbiamo deciso di sposarci ci siamo detti che non c’era occasione migliore per fare questo viaggio. Una volta deciso che saremmo voluti andare in Australia per la nostra Luna di Miele mi sono prima documentata sulle cose che potevamo vedere, poi ho incominciato a cercare (su internet) un’agenzia specializzata sull’Oceania ed alla fine ho trovato Meraviglia Viaggi ovvero Walter. Lui ci ha messo a punto un programma proprio per noi, ci ha consigliato cosa vedere e cosa, volendo, si poteva anche evitare dato che avevamo “solo” 3 settimane e l’Australia si sa che è enorme.

Paolo

Paolo

Alla fine abbiamo bloccato il nostro bel viaggio, partenza il 31/12/2008 rientro il 21/01/2009. Il nostro viaggio di nozze è iniziato il 31/12/08 con la partenza da Roma Fiumicino per Francoforte (durata del volo 2 ore) e poi da li alle 00:00 siamo decollati per Singapore (durata del volo ben 11:45 ore). Come avrete potuto capire abbiamo festeggiato l’arrivo del nuovo anno sull’aereo ed è stata davvero un’esperienza del tutto particolare (da provare) abbiamo visto i fuochi d’artificio dall’alto sorseggiando champagne e urlando “Happy New Year”. Abbiamo poi proseguito il viaggio da Singapore ad Adelaide (durata del volo “solo” 6:50 ore). (Ahm piccolo appunto l’aeroporto di Singapore è spettacolare ed iper tecnologico). Dopo venti ore di aereo e circa ventisette di viaggio abbiamo finalmente messo piede in Australia e precisamente ad Adelaide. Non ci credevamo, finalmente eravamo in Australia!!!

Kangaroo Island

Kangaroo Island

Appena arrivati ad Adelaide, alle 7:30, siamo andati in albergo ci siamo fatti una bella doccia e siamo subito andati in giro alla scoperta della città. Insomma, a differenza di tante altre persone, siamo riusciti a sostenere bene il fuso orario, merito soprattutto del consiglio di prendere due giorni prima della partenza la melatonina… (grande bazza!!!) Torniamo al nostro viaggio, dicevo abbiamo fatto un giro ad Adelaide una città tranquillissima e molto, molto ricca di parchi. La sosta, di un giorno, in questa città ci serviva solo per andare il giorno seguente a Kangaroo Island, un’isola troppo carina. Pensate quest’isola è enorme ed è popolata da pochissime persone ma da tantissimi animali, tutti si conoscono e tutti sono sorridenti e felici… un’immagine davvero surreale. Abbiamo visto tante fattorie, dato da mangiare ai canguri, visto ed accarezzato i koala (troppo belli), abbiamo visto i pellicani ed infine pernottato in un fantastico albergo fronte oceano.

Dopo siamo tornati ad Adelaide ed il giorno seguente siamo partiti per un tour sulla Great Ocean Road, tour che sinceramente non volevamo fare ma che Walter ci aveva consigliato di fare assolutamente. Effettivamente abbiamo visto delle cose spettacolari, come i Dodici Apostoli e fatto cose entusiasmanti, come scalare i Grampians, ma, purtroppo, a causa di un imprevisto non siamo riusciti a goderci questo tour, nonostante tutta la buona volontà di Walter di risolvere il problema. Il viaggio è continuato con Melbourne, una città molto bella piena di immigrati italiani; qui siamo stati benissimo, abbiamo visitato la città muniti della mitica Lonely Planet.

Monti Olags (Kata Tjuta)

Monti Olags (Kata Tjuta)

Dopo Melbourne siamo partiti per il posto che, sinceramente, ci ha colpiti di più, il Deserto Rosso… Alice Spring. Quest’ultima è una città davvero suggestiva, sembra una città fantasma e francamente mette anche un po’ di paura. Per la città si incontrano gli aborigeni “più civilizzati, sembrano degli zombi che vagano senza una meta, loro stanno tutto il giorno senza far nulla girovagano per la città e si siedono sotto gli alberi dove cercano di vendere le loro tele (stupende) ai turisti. E’ stato in questa città che abbiamo assaggiato la carne di canguro (lo so, cosi potrebbe fare un po’ impressione, ma dato che eravamo lì non volevamo perderci niente) e devo dire che è buonissima.

Dopo aver visto Alice Springs siamo partiti per un tour verso Ayers Rock… in una parola, SPETTACOLARE! Abbiamo ammirato il tramonto sui Monti Olgas (Kata Tjuta) sorseggiando champagne e mangiando noccioline, poi abbiamo fatto una cena barbeque sotto le stelle, in mezzo al deserto, dove ad un certo punto hanno spento le poche luci che c’erano e ci hanno dato spiegazioni sulla spettacolare volta stellata che si gode da qui, l’assenza di umidità rende questo cielo pieno di stelle e… credetemi, mi vengono i brividi anche solo a scriverlo ed a ricordarlo. Il giorno seguente siamo andati a Kings Canyon ma sinceramente, dopo aver fatto la Great Ocean Road da Adelaide A Melbourne, non ci è sembrato cosi bello. L’indomani ci siamo “svegliati” (in realtà non siamo proprio andati a dormire) alle 03:15 perché siamo andati ad ammirare l’alba su Uluru. Anche qui l’emozione non si può descrivere, uno spettacolo stupendo che era reso ancora più bello dalla professionalità della nostra guida. Questo tour è stato davvero bellissimo ed anche l’albergo in cui alloggiavamo era in pieno stile deserto.

Sydney

Sydney

Dopo il deserto c’è stata la meravigliosa Sydney. Tutti i miei amici che ci erano stati mi avevano raccontato di quanto fosse magica questa città ma finché non ci sei stato non ne hai la vera percezione. Sydney è una metropoli troppo particolare perché è molto strano vedere una città cosi grande estendersi sull’oceano. Noi abbiamo fatto il primo giorno una gita guidata, grazie alla quale abbiamo potuto vedere la famosissima Bondi Beach, la spiaggia dei surfisti. La città offre tantissimi divertimenti e poi ci sono dei ristoranti che fanno del pesce buonissimo e che noi abbiamo naturalmente provato seguendo delle dritte che Walter ci aveva dato. Abbiamo visto le Blue Montains, bellissime ma niente in confronto ai Grampians, ed il Wildlife Park dove abbiamo potuto ammirare tutti i tipici animali australiani: koala, canguri, dingo, diavoli della Tasmania e tanti altri. In tutta l’Australia, ed in particolare a Sydney, ci sono un sacco di parchi dove le famiglie fanno pic-nic e dove ci sono dei barbeque pubblici che tutti possono utilizzare a condizione che venga pulito proprio come lo si trova… fantastico!

Tartarughine a Heron Island

Tartarughine a Heron Island

Dopo Sydney sentivamo già un’aria di tristezza perché il nostro viaggio stava volgendo al termine però non potevamo non goderci al massimo l’ultima tappa: Heron Island. Si tratta di un’isola della Grande Barriera Corallina australiana, una meraviglia della natura, un’isola dove l’unica cosa che puoi fare è goderti il mare, il sole e tantissimo relax. Heron è sede di una stazione di ricerca dell’Università del Queensland, difatti molti erano gli studenti che erano sull’isola a fare delle ricerche. Abbiamo anche visto nascere le tartarughe marine, perché le mamme vengono a depositare le uova all’alba e poi praticamente ogni sera, verso le 19, le uova si schiudono. Si tratta di uno spettacolo incredibile, perché è davvero strano vedere che non appena nate queste tartarughe vanno subito verso il mare… ahhh… la natura è davvero incredibile; purtroppo soltanto pochissime raggiungono il largo, la maggior parte viene mangiata dai gabbiani (li abbiamo visti che si appostavano verso le 19 per poter fare il loro spuntino).

Heron Island dall'elicottero

Heron Island dall'elicottero

Sull’isola abbiamo fatto molto snorkeling, era come nuotare in una piscina naturale in mezzo a pesci colorati e piante bellissime. Ci siamo rilassati molto anche perché venivamo da 2 settimane di tour molto intenso. Nelle camere non c’era né tv né telefono perché lo scopo dell’isola è quello di farti staccare completamente dalla vita stressante di ogni giorno e devo dire che lo scopo per noi è stato pienamente raggiunto. Per concludere questa stupenda vacanza Walter aveva organizzato il rientro sulla terraferma (dove dovevamo prendere tutti i vari aerei) in elicottero per ammirare la barriera corallina dall’alto. Wouuu… ragazzi, altra grandissima esperienza aver potuto provare l’ebbrezza dell’elicottero e vedere dall’alto in quale posto INCANTEVOLE eravamo.

Dopo siamo rientrati in Italia con tanta tristezza perché è difficile lasciare un posto dove si è stati benissimo ma con la convinzione che è giusto che le cose belle finiscano altrimenti non si apprezzerebbero come tali. Abbiamo fatto proprio il viaggio che sognavamo, senza farci mancare nulla dai trasferimenti organizzati agli hotel a 4 stelle; proprio in relazione agli hotel volevo fare un’ultima e breve considerazione, sono stati scelti da Meraviglia Viaggi tutti hotel centralissimi che ci consentivano di girare la città benissimo ed a piedi.

Alessandra e Paolo
lexale81@yahoo.it

Tagged : , ,

Posted on mar-05-2009

Viaggio di Nozze Stefania e Andrea

L’Australia… il sogno!

La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio che non è una semplice visita o una vacanza, ma un sogno… e va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura.

Un viaggio quindi ha sempre un inizio e una fine, che quasi mai coincidono con la sua data effettiva.

Il mio viaggio in Australia cominciò in adolescenza, probabilmente influenzato dalla visione del cartone animato di Giorgie.

Stefania

Stefania

L’Australia… perché la natura, il colore della terra e la cultura aborigena mi hanno sempre affascinato.

L’Australia… perché l’idea di una terra lontana e lo spirito di avventura caratterizzano la mia personalità.

L’Australia… il Viaggio di Nozze… Il sogno di quando ero ragazzina stava per realizzarsi…

Già un anno prima della data delle nozze io e Andrea cominciamo a cercare su internet un’agenzia o un itinerario di viaggio che facesse al caso nostro.

Le classiche agenzie turistiche offrivano pacchetti o tour da “catalogo” troppo strutturati e costosi, quindi eravamo indecisi se acquistare solo il volo che garantiva maggiore libertà o organizzare dall’Italia un itinerario alternativo con le mete che già avevamo studiato approfonditamente, come l’Outback, il Queensland ed il Northern Territory.

L’unico problema era la lingua, infatti sia io che Andrea, nonostante un breve corso di inglese base, non ce la cavavamo proprio bene nelle conversazioni!

Inoltre l’Australia è talmente vasta che gli spostamenti richiedevano tempo e in tre settimane e per ciò che avevamo intenzione di vedere era meglio organizzare in modo preciso tutto l’itinerario.

Andrea

Andrea

Solitamente viaggiamo in modo spartano, zaino in spalla, in tenda, senza tour organizzati o gruppi di italiani, per poter visitare al meglio le mete più selvagge ed incontaminate.

Il vero viaggio è quello studiato da mesi e programmato da soli, a contatto con la gente del posto, con i luoghi, un vero viaggio dona emozioni forti ed esperienze che si portano dentro tutta la vita, nel ricordare e nel rivivere attraverso l’immaginazione ciò che si è visto, sentito e provato.

Dopo svariate ricerche in rete troviamo un’agenzia, MERAVIGLIA viaggi, tra l’altro in zona, che organizzava itinerari in Australia “su misura”… era proprio la soluzione che faceva al caso nostro!

Prendiamo i primi contatti telefonici per un’iniziale programmazione della nostra Luna di Miele… il viaggio si stava materializzando pian piano e la curiosità di vedere finalmente ciò che avevo per anni immaginato, sicura di non rimanere delusa, cresceva a ritmo esponenziale.

L’adrenalina per le nozze e per la partenza era talmente alta che non vedevamo l’ora di salire sull’aereo, anche se avevamo il timore che la partenza rappresentasse già la fine di questa meravigliosa esperienza…

La terza parte del viaggio, cioè il viaggio vero e proprio comincia all’alba del 29 settembre 2008, giorno successivo al matrimonio… sarà la prima di tante albe…

Zaino in spalla al Marconi di Bologna, cominciano le procedure per il check-in: deposito dei bagagli, controllo dei biglietti e dei bagagli a mano… finalmente eccoci al terminal pronti per l’imbarco sul volo che ci porterà prima a Roma poi a Hong Kong e successivamente a Sydney, dopo uno scalo di quasi 16 ore nella metropoli orientale.

Già a Roma ci comunicano un ritardo della coincidenza del volo Chatay Pacific diretto ad Hong Kong, di ben 4 ore!

Pazienza… con la felicità per la partenza non ci demoralizziamo di certo, quindi ci armiamo di libri e parole crociate per sopportare meglio l’attesa.

Saliti sul comodissimo volo della Chatay cominciamo ad organizzare il giro ad Hong Kong visto che avevamo a disposizione una giornata intera per visitare anche questa città.

Arrivati ad Hong Kong ci colpisce subito l’afa e lo smog cittadino, senza parlare degli odori che si respirano tra le vie.

Questa metropoli è simile a New York, ma la presenza di grattacieli dalle svariate forme è superiore, soprattutto dal Peck (il punto più alto della città raggiungibile con un trenino) si ha una visuale mozzafiato!

Anche la skyline che si può ammirare dalla parte opposta della baia è caratteristica, specialmente al tramonto quando il calare del sole crea un’atmosfera molto suggestiva.

Sydney

Sydney

Quando dall’oblò del volo Quantas, si vede avvicinarsi la città di Sydney, l’adrenalina è alle stelle…

Pensare di volare sopra la terra sognata da anni mi dava un’emozione incredibile…

Eccoci finalmente atterrati, dopo ben 20 ore di volo!

Il primo giorno dall’altra parte del mondo, in una metropoli attiva e frizzante è molto emozionante, la zona del porto denominata Circular Quay è molto bella anche se un po’ “turistica”, infatti è alquanto popolata da gente in vacanza.

Tanti grattacieli, negozi, gente di ogni etnia… facciamo in giro introduttivo per cominciare a respirare aria nuova.

L’elemento che accomuna tutti gli australiani è la diversità, al punto che è praticamente impossibile definire l’australiano tipico.

Quando si arriva a Bondi Beach, la celebre spiaggia, conosciuta soprattutto dai surfisti, si nota subito lo spirito sportivo degli abitanti e la loro predilezione per le attività all’aperto.

Anche nei parchi o per le vie delle città si vedono molte persone impegnate in attività sportive, e mio marito le invidiava assai!

Qui con i fusi orari si fa una gran confusione… siamo otto ore avanti e praticamente non dormiamo da due giorni, tra lo scalo ad Hong Kong, il suo fuso orario, giorno-notte, notte-giorno… l’orologio quasi impazzito… si perde la cognizione del tempo: “Qui sono le 14.00 del pomeriggio, ad Hong Kong erano le 18.00… e in Italia?!!”

Il secondo giorno partenza al mattino per un giro della città di Sydney in minibus, per assaporare la sua atmosfera cosmopolita ed elettrizzante.

Visitiamo i quartieri più famosi come The Rock, il più antico quartiere della città che un tempo non era altro che un rumoroso e squallido borgo, dove oggi invece è molto piacevole fare una passeggiata o fermarsi in uno dei numerosi e caratteristici bar.

L’Opera House, il simbolo della baia, dalle caratteristiche cupole somiglianti a vele gonfiate dal vento ma che in realtà vogliono rappresentare foglie di palma, l’Harbour Bridge, le zone di Chinatown e King Cross dove alloggiavamo in un comodo ed elegante albergo.

Nel pomeriggio giro in barca, sulla baia di Sydney per ammirare le ville e le fantastiche spiagge… la guida locale (tra l’altro l’unica parlante italiano) ci spiega che chi si può permettere una villa vicino al mare gode di molto prestigio, infatti si vedono anche le case di molti attori famosi.

Dopo tre giorni trascorsi in questa bella città si parte in volo alla volta dell’entroterra australiano, il cosidetto “Red Center” per la caratteristica sabbia di un colore rosso intenso ed un deserto apparentemente tutto uguale ma sempre diverso.

Da Sydney ad Alice Springs non solo ci sono tre ore e mezza di volo, ma anche una lunga storia di dura sopravvivenza per le popolazioni aborigene dopo l’arrivo dell’uomo bianco sulle loro terre.

Kings Canyon

Kings Canyon

Sopravvissuti agli abusi e alle durissime condizioni di vita imposte dalla rigida politica di controllo del governo, negli anni ‘20 e ‘30 gli aborigeni riuscirono a riunirsi in gruppi politici indigeni in grado di dare voce ai loro diritti, e per rivendicarne la parità con il popolo bianco.

Alice Springs è una piccola cittadina all’interno del deserto, molto semplice ed abitata prevalentemente da aborigeni al limbo, senza più la loro vera identità o appartenenza tribale e con gravi difficoltà ad integrarsi con il popolo bianco.

Queste persone purtroppo passano la maggior parte del loro tempo a zonzo per le vie di Alice, urlando ed ubriacandosi, in preda alla disperazione.

Spesso alla sera la polizia locale è costretta ad allontanarli, e passeggiando può capitare di assistere a queste tristi scene.

Le credenze tradizionali degli aborigeni si basano sull’esistenza di spiriti che vivevano sulla terra all’epoca della creazione (definita con il termine “Dreamtime” o “Epoca del sogno”), prima della comparsa degli uomini.

Questi esseri avrebbero creato ogni elemento del mondo naturale e sono considerati gli antenati di tutte le creature viventi.

Gli aborigeni credono che ogni persona, animale o pianta abbia due anime, una mortale e una immortale.

Ogni individuo ha quindi un legame spirituale con i siti sacri presenti in questa terra, perché vengono associati al proprio antenato e deve avere cura di questi luoghi, eseguendo determinati rituali e intonando i canti che narrano le azioni compiute dal progenitore.

Ogni individuo possiede anche un proprio totem o Dreaming (sogno) che rappresentano il legame con i propri spiriti; questi possono assumere svariate forme come alberi, serpenti, pesci o uccelli, le “vie dei canti” spiegano come il paesaggio australiano sia impregnato di questi potenti antenati creatori.

Immaginando e ripensando ai canti e alla tradizione aborigena il giorno seguente, all’alba iniziamo il tour di tre giorni, in tenda nel deserto, alla scoperta delle splendide aree di King Canyon, Ayers Rock e i monti Olgas, siti sacri per eccellenza.

Questa zona desertica è soggetta a forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, infatti se nel pomeriggio fa molto caldo ed è afoso di notte in tenda sono necessarie coperte e sacco a pelo!

Il cielo stellato del deserto regala uno spettacolo indescrivibile a parole, è così luminoso e pieno di stelle che quasi si può toccare… si osserva anche la costellazione dello scorpione.

La sera dopo cena, con il gruppo, è consuetudine riunirsi attorno al fuoco a chiacchierare o a cantare, come i primi pionieri… un’esperienza unica e irripetibile…

Durante questo tour conosciamo i nostri compagni di viaggio, per la maggior parte di nazionalità inglese o tedesca, noi siamo gli unici italiani.

Il campo tendato permanente è dotato di molte tende con due posti letto e una zona predisposta per mangiare.

Vi è anche la possibilità di portare le proprie brandine fuori dalla tenda per dormire sotto le stelle!

Sarebbe sicuramente stato bellissimo provare questa esperienza se non fosse stato per il freddo notturno ed il forte vento…

All’alba la nostra guida fa da sveglia e dopo la colazione si sale sul nostro camion 4×4, per percorrere ore e ore in compagnia di un panorama desertico che cambia con l’avvicinarsi alla meta… cambiano gli arbusti, cambiano i colori, si arricchisce il terreno con cespugli di spinifex caratteristici del luogo.

Si può viaggiare molto tempo senza avvistare né case né persone, ma solo natura incontaminata e animali nascosti…

Ayers Rock (Uluru)

Ayers Rock (Uluru)

L’Urulu (Ayers Rock) è alto 348 m. ma quando si intravede da lontano in mezzo alla pianura desertica, regala una grande emozione e man mano che ci si avvicina alla sua base si ammirano le sue venature e le sue insenature ricche di pitture rupestri antichissime.

Il trekking intorno al monolito sacro inizia alle 6.00 del mattino con un freddo e un vento tremendi, solo dopo circa due ore di cammino riusciamo un po’ a scaldarci, ma la meraviglia di quei luoghi ci fa sopportare il freddo e la fatica.

Evitiamo di scalarlo per rispetto della popolazione aborigena, visto che è un sito sacro!

La cosa più sorprendente del monolito è il suo cambiamento di colore, all’alba e al tramonto, si possono ammirare infatti varie gradazioni di colore, dall’ocra all’arancione intenso e luminoso.

E’uno spettacolo unico poterlo contemplare avvolti nel silenzio del deserto…

Dal finestrino del nostro pick-up ammiriamo le bellezze dell’Outback, qualche animale qua e là, wallaby, cavalli selvatici, cammelli importati dagli arabi e tantissimi uccelli di ogni colore e dimensione.

Il giorno successivo, sempre alzandoci con il buio (alle 4.00 del mattino, per l’infelicità di Andrea!), ci rechiamo con il gruppo al Kings Canyon, stupefacente gola incastonata nella catena montuosa di George Gill, gioiello geologico risalente alla stessa epoca geologica dei Canyon americani.

Camminiamo per 3 ore attraversando tutto il crostone del Canyon, ammirando un panorama bellissimo e delle gole impetuoso. Il trekking non è complesso, a parte i primi 10 minuti di ripida salita, ma ne vale veramente la pena.

Arrivati a circa metà percorso si può ammirare il “giardino dell’Eden”, una gola tra le rocce ricca di rigogliosa vegetazione, alberi di palma e un piccolo lago che si riempie a seconda delle piogge.

Thorny Devil

Thorny Devil

Durante il viaggio di ritorno in direzione Alice Springs, la nostra guida si ferma con il pick-up per mostrarci un piccolo rettile australiano molto spinoso con striature arancioni, denominato Thorny Devil (diavolo spinoso), intendo ad attraverase la strada.

L’incontro con questo curioso rettile è stato molto interessante!

Dopo il tour nel deserto ritorniamo nella cittadina di Alice Springs e in serata decidiamo di cenare in un locale tipico dell’Outback dove si può gustare ottima carne di canguro, coccodrillo, emu e cammello.

Il giorno successivo eccoci in volo verso Darwin, città nel Northern Territory, dove ci aspetta un fantastico tour di 2 giorni all’interno del Kakadu National Park e dove si visiteranno le riserve naturali di Fogg Dam, Ubbir Rock con le sue pitture rupestri risalenti a 15.000 anni fa, il fiume Mary River e le cascate Twin Falls e Jim Jim Falls.

Con entusiasmo ci uniamo al nuovo gruppo, composto ancora una volta da soli stranieri, e dopo ore di viaggio in fuori strada arriviamo al nostro campo base.

La temperatura è abbastanza elevata (35°C) e di giorno c’è afa, ma sul Mary River c’è un’atmosfera veramente suggestiva, siamo sul battello e avvistano i primi coccodrilli in acqua e sui bordi del fiume che immobili si scaldano al sole… gli uccelli sono numerosissimi e di tanti colori, la nostra guida ci fa notare che sul ramo di un albero c’è un grosso serpente e tutti ci precipitiamo con le macchine fotografiche per immortalare lo spettacolo… è veramente straordinario potere vedere con i propri occhi una fauna e una flora così selvaggia.

Darwin è una città vitale e accogliente meta privilegiata per i giovani e gli studenti stranieri, è ricca di locali e pub molto popolati e tra le vie si passeggia sicuri.

Wallaby

Wallaby

La spiaggia di Lameroo Beach a Darwin è di una caratteristica unica, ci sono infatti dei sassi veramente particolarissimi di ogni colore, dal giallo al viola, al rosso intenso uno spettacolo unico…

L’ultima tappa del nostro viaggio è Cairns nel Queesland, una città immersa in una vegetazione a dir poco lussureggiante ed è indiscutibilmente un centro turistico di fama mondiale, lungo l’Esplanade (lungomare) gli amanti del Birdwatching scrutano l’orizzonte in cerca di uccelli, intere famiglie si dedicano ai pic-nic sui prati e gli amanti del fitness fanno jogging con i pellicani che saltellano sul fondo fangoso prodotto dalla bassa marea.

L’itinerario prevede una crociera sulla Grande Barriera corallina di 2 giorni.

La Great Barrier Reef è una delle meraviglie della natura più importanti del mondo, con la sua lunghezza di 2500 km è visibile persino dallo spazio.

Ci accingiamo a salire sulla barca che ci porterà al largo per nuotare, fare snorkeling o immersioni tra i fondali ricchi di fauna e flora marina.

Peccato che il mare mosso crea scompiglio, nausea e malessere e non riusciamo a goderci molto l’esperienza.

Inoltre il cielo grigio e il brutto tempo non ci fa gustare gli splendidi colori del mare.

Tornati sulla terra ferma, ancora con l’instabilità e il disorientamento causato dal mal di mare, ci facciamo delle belle passeggiate tra i negozi e i locali del lungomare.

Cape Tribulation, così chiamata per le disavventure che occorsero a capitan Cook, famoso esploratore inglese, che incagliò su queste spiagge la sua nave, è un luogo poco distante da Cairns, dove la foresta pluviale fa da sovrana.

Il nostro Resort immerso tra le palme, è caratterizzato da bungalow in legno dove il silenzio e il rumore della natura sono i principali protagonisti.

Le temperature sono molto elevate e c’è un’umidità tremenda, inoltre piove spessissimo in queste zone.

Le televisioni non esistono e il grande balcone è l’attrazione più suggestiva.

Nel pomeriggio, approfittando del sole, decidiamo di fare una lunga camminata sulla spiaggia, dove ci colpiscono subito i numerosi cartelli di “pericolo meduse” in mare.

Nonostante le belle spiagge incontaminate e poco popolate e il mare blu, non è consigliabile immergersi dato che da ottobre a gennaio le cubo meduse sono presenti vicino alla riva.

Koala

Koala

Prima dell’arrivo in città facciamo un sosta al santuario degli animali di Port Douglas, dove possibile vedere da vicino la fauna australiana, canguri, wallaby, uccelli di ogni specie, coccodrilli e altri rettili. Abbiamo persino dato da mangiare a un canguro e preso in braccio un tenerissimo e morbido koala!

Tornati in città partiamo per due giornate intere sulle spiagge di Green Island e Fitzroy Island, visto che il mare di Cairns non è accessibile a causa della costante bassa marea e delle meduse.

Dal molo partono giornalmente numerose barche dirette alle isole vicine, quindi ci imbarchiamo con la speranza di trovare il mare calmo e il sole.

Arrivati a Green Island dopo 30 minuti di viaggio, troviamo un’isola bellissima con un mare favoloso.

Il sole è forte, ci armiamo di crema acquistata in Australia (protezione 30+ equivalente alle nostre a schermo totale), e ci prepariamo a fare snorkeling.

Appena immersi vediamo bellissimi pesci colorati e di ogni dimensione, ma la sorpresa più grande è stata quella di vedere le tartarughe marine, ci avviciniamo e gli tocchiamo la corazza… che meraviglia!

Green Island

Green Island

Anche Fitzroy è una bella isola, meno turistica di Green Island e con una natura più rigogliosa, ci sono perfino i varani sugli scogli e invece della sabbia ci sono i coralli bianchi!

L’ultimo giorno a Cairns lo dedichiamo agli acquisti di artigianato locale come boomerang decorati a mano, didgeridoo e tele con le pitture pitumi aborigene.

“L’Australia è un posto assolutamente inospitale, cosa ci fate qui? Il sole è insopportabile, così rovente che sembra sospeso a mezzo miglio dalla testa. Ne ho viste di tutti i colori, insetti che camminano con le ginocchiere, gente che si butta in mare schiantata da un calore che arrostisce la pelle, un mare pieno di meduse, squali, coccodrilli in ogni luogo, ma niente da fare… vi siete incaponiti a venire qui… In realtà lo sapete, quella in cui vivete è una prigione, dite che è adorabile e che fate cose meravigliose e continuate a negare l’evidenza…”

Dylan Moran, attore irlandese,
Melbourne International Comedy Festival

E sì… l’Australia è una terra a volte inospitale ma la sua straordinaria bellezza, la singolarità dei suoi luoghi, la sua natura unica, i suoi profumi e i suoi intensi colori regalano al viaggiatore un dipinto di emozioni indimenticabili…

Stefania e Andrea
stefydom@hotmail.com

Tagged : ,

Posted on feb-27-2009

Lo Sport in Australia

Sport e attività spettacolari in Australia

Gli Australiani vanno matti per lo sport al quale attribuiscono forti connotazioni nazionalistiche. E non solo amano lo sport, ma amano anche vincere, come lo dimostrano le numerose medaglie che la squadra australiana è riuscita ad aggiudicarsi nelle ultime edizioni olimpiche. Nonostante questi ottimi risultati in campo internazionale, lo sport più seguito ed apprezzato è il “footoball australiano”, facilmente paragonabile ad una specie di combattimento tribale con confini prettamente nazionali. Caratteri salienti di questa attività agonistica, decisamente poco sicura, sono i calci lunghi, le marcature e i brutali placcaggi che animano le tifoserie avverse e incollano milioni di telespettatori alla tv.

Australian Football

Australian Football

Una piccola minoranza ritiene, invece, che sia il “rugby a tredici” lo sport nazionale. Quest’ultimo, viene praticato soprattutto nel Northern Territory. Requisiti necessari per poter approcciarsi a tale attività, è senza ombra di dubbio una buona, se non addirittura massiccia, costituzione fisica per riuscire ad opporsi alla forza dell’avversario. Fratello del “rugby a tredici” è il “rugby a quindici” dove l’Australia ha un solo temibile rivale da battere ogni anno: la Nuova Zelanda.

Altro sport, molto amato e praticato, è il nuoto, disciplina dove l’Australia primeggia egregiamente in campo internazionale e che la maggior parte della popolazione pratica abitualmente. Addirittura, gli australiani sostengono di essere in grado di schivare, qualora lo incontrino, anche lo squalo! Sport, invece, decisamente ereditato dall’amata corona britannica, è il cricket che ancora vanta adepti, nonostante sia uno sport alquanto noioso e che, una volta, una partita può durare anche cinque, ripetiamo cinque giorni!!!

Cricket

Cricket

Torneo di fama internazionale che ogni anno richiama un nutrito pubblico di spettatori, sono gli Open di Tennis che si disputano a Melbourne. Nota sicuramente dolente per noi italiani, il calcio è ancora allo stato “primordiale” nonostante la squadra nazionale sia riuscita a qualificarsi agli ultimi mondiali disputatisi in Germania e, per essere sinceri, ha dato, a sorpresa, non poco filo da torcere anche agli Azzurri!

Particolarità tutta australiana è il netball. Trattasi di uno sport a metà tra il basket e la pallamano che è molto praticato dalle donne. Altro evento spettacolare che si disputa nel circuito cittadino di Melbourne nel mese di marzo, è il Gran Premio di Formula Uno e, a distanza di circa 200 km e di qualche mese, gli amanti delle due ruote possono assistere alla Moto GP nel circuito di Philip Island e vedere il campione di casa Stoner duellare contro il nostro mitico Valentino!

Casey Stoner

Casey Stoner

Gli elenchi degli sport, amati e praticati in Australia, è davvero infinito, dai più tradizionali a quelli più strani e bizzarri, come la tradizionale “corsa con la moglie in spalla” dove, però, l’Australia non è ancora riuscita a strappare il primo posto alla squadre estone e finlandese! Ed ancora, per non annoiarsi, un evento sportivo molto seguito e che assume dei connotati anche folcloristici, è la Melbourne Cup in occasione della quale gli abitanti si recano all’ippodromo vestiti in modo a dir poco carnevalesco: con cilindro, frac, mutande o pantaloncini corti!!! Come potete facilmente constatare voi stessi, in Australia ce n’è per tutti i gusti e fisici sia per chi pratica lo sport sia per chi preferisce solo seguirlo comodamente seguito in tribuna o davanti alla TV. A voi la scelta…

Tagged : ,

Posted on feb-27-2009

Le Ricorrenze in Australia

Australia, un paese dove è sempre festa!

Gli australiani sono un popolo che ama divertirsi, mangiare e bere in compagnia, il tutto allietato da musica e quant’altro. Non c’è evento di qualsiasi rilevanza, all’interno di un nucleo familiare, che non meriti di essere omaggiato mediante l’organizzazione di un allegro barbecue in giardino, in spiaggia o nel parco in compagnia degli amici di sempre. Dai simpatici convivi del vicino della portata accanto, si passa alle grandi celebrazioni in occasione di feste nazionali o alle manifestazioni enogastronomiche o, ancora, ai festival culturali. Non è, quindi, difficile avere la fortuna di trovarsi in Australia proprio in occasione di una festa, di una ricorrenza o addirittura essere invitati ad un succulento “barbie” solamente perché in quel momento vi ritrovate a passeggiare in quel giardino pubblico o siete sdraiati in spiaggia dove è in corso un’allegra festicciola.

Capodanno sulla Baia di Sydney

Capodanno a Sydney

Avendo già deciso il proprio itinerario ed il periodo, è possibile fare una interessante carrellata dei numerosi eventi che hanno luogo in Australia durante tutto l’anno. Appena smaltita la sbornia e i festeggiamenti del veglione di fine anno che, soprattutto nella scintillante Sydney, è uno degli eventi coreograficamente più entusiasmanti al mondo grazie al magnifico spettacolo pirotecnico al Porto di Sydney allo scoccare della mezza notte, ha inizio il Capodanno Cinese che coinvolge centinaia di migliaia di persone ogni anno. Anche in questo caso, la Chinatown di Sydney, la più longeva e numerosa, organizza uno tra i più fastosi Capodanni Lunari fuori dall’Asia, con un nutrito calendario di eventi che si sviluppano durante ben tre settimane. Da non perdere la suggestiva e colorata Parata.

Australia Day

Australia Day

Siamo sempre in gennaio quando hanno inizio le celebrazioni dell’ “Australian Day”. Il giorno 26 gennaio, infatti, è la festa nazionale ufficiale australiana in ricordo dello sbarco del Capitano Arthur Phillip a Sydney Cove, quando issò la bandiera Britannica per celebrare l’arrivo degli insediamenti europei in Australia nel lontano 26 gennaio 1788. E’, in assoluto, il momento per gli australiani di qualsiasi estrazione sociale di celebrare l’unità della loro nazione, per apprezzare il proprio patrimonio culturale e la storia del paese, per avere una parte attiva all’interno della comunità e per ricordare i pionieri coloniali. E, anche in questo caso, il viaggiatore che si trova in Australia in occasione di tale ricorrenza, potrà prendere parte ai numerosi concerti musicali all’aperto che vengono organizzati durante tutto il giorno, visitare interessanti mostre ed esibizioni culturali il cui ingresso è omaggiato in occasione di questa ricorrenza, ammirare fantastici fuochi d’artificio alla stregua del veglione di San Silvestro.

Sempre a gennaio, per gli amanti della musica country, assolutamente da non perdere, è il Country Music Festival che ha luogo a Tamworth, nel New South Wales. Per un’intera settimana, infatti, più di 800 artisti si esibiscono in circa 2000 spettacoli, per lo più gratuiti, fino a che non si arriva a decretare il vincitore delle “golden guitars”, il più ambito premio per la musica country australiana. Restando ancora in estate, naturalmente l’estate australe, davvero pittoresco e unico da vivere, è l’ormai famoso oltre confini “Sydney Gay and Lesbian Mardi Gras” che è uno dei più grandi festival della comunità gay nel mondo (secondo solo al gay pride di San Paolo, in Brasile). Ha luogo ogni anno a febbraio e, nonostante il nome che può trarre in inganno, non si svolge durante la giornata del martedì grasso del nostro Carnevale, per intenderci, né di martedì. Il nome deriva infatti dal nome francese “mardi gras” del carnevale di New Orleans, retaggio del periodo in cui la città era governata dai francesi, passato, poi, nell’inglese d’America a indicare un festeggiamento di tipo carnevalesco in senso ampio.

La locandina del Mardi Gras 2008

Locandina del Mardi Gras 2008

Attualmente il Sydney Gay and Lesbian Mardi Gras è un festival che dura circa tre settimane, tra febbraio e marzo, comprende eventi culturali, artistici e sociali e prevede un party pomeridiano, chiamato Fair Day, la parata che percorre per un chilometro e mezzo il cuore di Sydney nonché l’arteria principale del quartiere gay, Oxford Street ed un party finale. Anche trovarsi a Sydney in occasione del colorato Sydney Mardi Gras è davvero un’occasione da prendere al volo per ammirare come semplice spettatore e, perché no, per prendere parte alla chiassosa e scalmanata parata, con musica e balli coinvolgenti, come solo la musica e l’arte in genere può fare, superando ogni pregiudizio e discriminazione di qualsiasi natura. A migliaia di chilometri di distanza dalla cosmopolita Sydney, dietro la parvenza di una tranquilla città australiana, Adelaide vince la palma d’oro quale egregia organizzatrice di eventi artistici e musicali, a livello sia internazionale che locale.

Decisamente una “manna dal cielo” trovarsi, a marzo di un anno pari, nella capitale del South Australia in occasione dell’Adelaide Festival of Arts, durante il quale, sono presentati spettacoli di danza, prosa e lirica e altro ancora, di compagnie australiane ed internazionali. E sempre restando ad Adelaide, importante è il Glenelg Jazz Festival e il Fringe Festival dove si possono applaudire comici e cabarettisti australiani, europei ed americani. E chissà, se siete fortunati, avrete modo di veder calcare la scena alcuni dei comici di casa nostra che, solitamente, applaudiamo a Zelig. E l’elenco dei festival, manifestazioni culturali ed enogastronomiche, competizioni sportive a dir poco strane, basti pensare alla “Beer Can Regatta” che si disputa ogni mese di luglio a Darwin e vede in gara imbarcazioni completamente costruite con lattine di birra, si susseguono tutto l’anno e per tutta l’Australia a tal punto, da poter meritatamente asserire, che in Australia è sempre festa!

Tagged : , , , ,

Posted on feb-27-2009

Mangiare e bere in Australia

Ma com’è il cibo in Australia?

Non c’è italiano che, in previsione di un viaggio in Australia, non si sia fatta la fatidica domanda da un milione di dollari: “ma cosa si mangia in Australia?” o addirittura “ma come si mangia là?”.

Abituati alle delizie della cucina di casa nostra, è naturale essere un po’ titubanti rispetto alle abitudine gastronomiche altrui, soprattutto quando si parla di paesi cresciuti sotto l’egida dei sudditi della corona britannica che sicuramente non brilla ai fornelli!!!

Anche in Australia si può bere dell'ottimo vino

Anche in Australia si può bere dell'ottimo vino

L’Australia dei giorni d’oggi è ancora una volta in grado di stupirci, anche a tavola. Vuoi per l’influenza delle diverse comunità di immigrati provenienti dall’Europa, dall’Asia e dalle isole vicine, vuoi per la curiosità ed entusiasmo degli stessi australiani che subiscono il fascino delle cucine straniere, l’Australia può ora contare su una vasta scelta di piatti e di prodotti alimentari che anche solo 30 anni fa era impensabile.

Certo, la cucina australiana ha i suoi natali nelle tradizioni gastronomiche dei primi europei, per lo più galeotti che qui giunsero nel 18° secolo, origine facilmente riscontrabile nella semplicità e frugalità dei pasti, solitamente a base di un piatto unico (carne o pesce) ed accompagnato dalle immancabili patate e verdure bollite. La fantasia, i colori, i sapori e l’estro culinario si sono sviluppati col tempo, grazie al fiorire di ristoranti, bar, chioschi, take-away di proprietà di stranieri trasferitisi in terra australiana alla ricerca del benessere economico.

Victoria Bitter

Victoria Bitter

Come spesso accade, anche in Australia la cucina si è dimostrata essere un importante vettore d’integrazione e di sviluppo che ha consentito agli australiani di aprirsi a realtà culturali fino a poco tempo fa lontane e sconosciute e, alle comunità straniere, di adattare gli usi e costumi dei Paesi di provenienza in modo brillante e più consono alla nuova patria. Quest’interazione di razze, usi, abitudini e lingue trova nella tavola una valida alleata permettendo, in modo gioviale e leggero, di sperimentare nuovi piatti, di ricercare nuovi prodotti e soprattutto di rivisitare quelli più “gettonati” alla moda australiana.

Da qui, nasce la nuova e fortunata espressione “Modern Australia” coniata per indicare, tutti quei piatti di ispirazione italiana, francese o asiatica e che non sono autenticamente italiani, francesi o asiatici. È un raffinato modo tutto “made in Australia” che sta a segnalare una nitida svolta, dal punto di vista culinario, di questo grande Paese che molto può offrire in termini di prodotti agricoli, vinicoli, ittici e che sta affinando un palato degno di uno chef a 5 stelle.

Tutto ciò non ci deve, però, far pensare all’Australia come ad una seconda Italia, ma sicuramente durante il vostro soggiorno troverete “pane per i vostri denti” e avrete modo di assaggiare non solo piatti tipici italiani, egregiamente preparati, soprattutto a Melbourne e Sydney, ma anche pietanze delle cucine esotiche come la cinese, l’indiana, la fijana, la nipponica, la caraibica ecc… e senz’altro avrete di che divertirvi.

vegemite1

Vegemite

Un caratteristico prodotto che gli australiani hanno eletto a loro icona nazionale è senz’altro il “Vegemite”, una crema salata ricavata da estratto di lievito molto simile alla “Marmite” inglese. Si mangia spalmata sul pane a colazione e gli australiani ne vanno davvero pazzi. Se vi dovesse capitare di trovarla sul buffet di qualche colazione in australia, sappiate che noi italiani la confondiamo facilmente con una crema a base di cioccolata ma vi posso garantire che il sapore è del tutto diverso e non particolarmente gradevole ad un primo assaggio, per cui provatela con attenzione.

Da non dimenticare, inoltre, che l’Australia non è solo un Paese dove vige uno spiccato rispetto per la natura ma anche è particolarmente sensibile alle esigenze di chi ha rinunciato al consumo di carne. Troverete menu vegetariani un po’ in tutti i locali, dai più costosi ai più economici e addirittura nei bar e nei supermercati. Anche gli amanti della carne o del pesce sono capitati nel posto giusto: in Australia, infatti, si può mangiare dell’ottima carne di agnello, manzo, emù fino ad arrivare a sperimentare la carne di coccodrillo, di serpente o di canguro. Il pesce poi, è in assoluto il cibo migliore: gamberoni, ostriche, aragoste, capesante sono davvero una prelibatezza.

E, a stomaco pieno, non dimenticatevi di assaggiare il “pav”, tradizionale dessert a base di meringa con panna e frutto della passione o di ordinare una gigantesca fetta di torta completamente immersa nel cioccolata e cosparsa di cocco grattugiato. Se poi alla buona tavola volete unire un buon bicchiere di vino o una pinta di birra, non rimarrete davvero delusi. Come numerose e prestigiose sono le case vinicole, soprattutto nel South Australia, che producono ed esportano in tutto il mondo favolosi Cabernet Chauvignon, Riesling, ed altri ancora, così non vi è pub che non sia in grado di offrire dell’ottima birra locale, di diverse gradazioni alcoliche e un po’ per tutti i gusti. Unica raccomandazione per chi deciderà di guidare durante il suo viaggio in Australia, prestate attenzione e, soprattutto, rispettate le regolamentazioni alcolimetriche perché in Australia non scherzano!

Tagged : , , , ,

Posted on feb-24-2009

Australia, un po’ di storia…

Gli Aborigeni e le origini del continente Australia

Erroneamente si crede che l’Australia sia un continente giovane la cui storia inizi solamente nel XVIII secolo quando il leggendario Capitano Cook, per primo, scoprì questo immenso paese che non compariva in alcuna carta nautica. Il fatto, però, che tale immenso continente non era conosciuto agli europei, non vuol dire che prima del fatidico 1770, questa terra non fosse abitata e che, di conseguenza, non ci fosse una civiltà preesistente.

La bandiera del popolo Aborigeno

Bandiera aborigena

Gli aborigeni, di origine asiatica, arrivarono in Australia circa 50.000 anni fa a seguito di un abbassamento del livello del mare che permise loro di compiere la traversata. Successivamente si stabilirono su tutto il continente, adattandosi brillantemente alle condizioni climatiche-naturali del territorio. Tutto si può dire sugli aborigeni, tranne che fosse un popolo poco intelligente, privo d’iniziativa e soprattutto senza cultura. Piuttosto, come spesso accade, basti pensare agli indiani d’America, risulta sempre più facile ghettizzare ed isolare colui che è diverso piuttosto che cercare di conoscerlo e soprattutto di carpire ciò che di buono può insegnare.

E poi, quando ci sono di mezzo gli interessi economici, la situazione si complica ulteriormente. Il “dio denaro”, purtroppo, rende cieco, sordo ed egoista chiunque o quasi. E così è accaduto anche in Australia, quando a seguito del primo sbarco inglese, subito intuito l’enorme potenziale economico di questo gigantesco paese l’infausta opera di “civilizzazione” ebbe inizio.

Arte aborigena

Arte aborigena

Lo stile di vita selvaggio; l’esistenza di più di 250 lingue; la suddivisione del gruppo sociale in clan; le continue migrazioni imposte dai mutamenti stagionali, dalla necessità di cercare il cibo, dall’esigenza di compiere pellegrinaggi per scopi rituali; la trasmissione orale delle tradizioni culturali “sine scripta” hanno facilitato il rafforzarsi dell’opinione diffusa che gli aborigeni erano gente priva di cultura, cattiva e soprattutto adoratori di divinità naturali.

Gli ultimi tre secoli di storia australiana sono testimoni, da un lato, della nascita e del crescente sviluppo di una comunità bianca di origine europea che ivi si è insediata e col tempo ha costruito città, imperi economici e quant’altro, dall’altro, della progressiva e triste moria della popolazione autoctona. Quest’ultima infatti, ha cercato per quel che ha potuto, di resistere, ma ha dovuto alla fine accettare l’integrazione con la comunità di origine europea. I pochi irriducibili che si rifiutavano di sottomettersi alla volontà e alle leggi dell’uomo bianco sono stati costretti a rifugiarsi nelle aree più interne ed impervie dell’Australia alla ricerca di un po’ di libertà.

Danza aborigena

Danza aborigena

Al giorno d’oggi, questo popolo che ha subito per secoli la nefasta civilizzazione dell’uomo bianco che, lentamente, si è appropriato di tutte le sue terre e ricchezze, pare che incominci ad essere rivalutato. Grazie anche l’attività politica di numerosi australiani di origine aborigena e alla nascita di tante associazioni a difesa della loro cultura, questo popolo si sta riscattando. E’ rientrato in possesso di intere aree e la cultura, l’arte e la religione aborigena è divenuta interessante materia di studi.

Il grande boom del turismo ha facilitato sicuramente questa riabilitazione morale: gli straordinari esempi di arte rupestre, il senso di appartenenza al clan, l’incredibile rispetto per la natura, la spiccata abilità ed intelligenza di saper vivere in terre così impervie ed isolate, sono raccontati e spiegati da esperte guide ad ogni tour-escursione, permettendo a chiunque di sapere e soprattutto di capire chi erano in realtà gli aborigeni e chi sono oggi i loro discendenti nonostante la pelle, il colore dei capelli e il loro inglese, a volte, ancora molto stentato.

Tagged : , ,

Posted on feb-24-2009

Australia stile Crocodile Dundee

Per chi cerca le emozioni ed il contatto con la natura australiana

l’Australia è senza ombra di dubbio una destinazione perfetta in grado di offrire alternative di viaggio un po’ per tutti i gusti. Se volete fare un po’ di adrenalinico rafting circondati dalla maestosa foresta pluviale, se vi sentite abbastanza in forma per cimentarvi in fantastici trekking nei favolosi e numerosi Parchi Nazionali, oppure amate le profondità marine e vi piacerebbe, almeno una volta nella vita, fare il bagno con gli squali, l’Australia fa senz’altro al caso vostro!

Rafting

Rafting

E, le ipotesi sopra prospettate, sono solo un timido esempio del gigantesco panorama di avventurose emozioni che questo continente è in grado di offrire. Il fattore geografico, unitamente allo spirito pratico e sportivo degli australiani, fanno di questo Paese una vera fucina di emozionanti avventure, permettendo a chiunque ami una vacanza easy, a contatto con la natura, lontana dai soliti percorsi turistici alla portata di tutti, di realizzare il sogno della propria vita.

Le grande distanze che separano una città dall’altra, i tanti e così diversi paesaggi da attraversare, il pittoresco e variegato mondo animale che si può incontrare ed ammirare, la grande capacità, affinata col tempo, degli stessi australiani di adattarsi alle condizioni climatiche e naturali della zona in cui vivono, sono decisamente una buon inizio per chi sia alla ricerca di una vacanza all’insegna dell’avventura. Da sottolineare che, avventura, non vuol dire fai da te e che bisogna conoscere il territorio per poter cimentarsi in una vacanza di questo genere.

Surf

Surf

In poche parole,va bene la ricerca dell’avventura, ma sicuramente in compagnia di una esperta guida locale. E l’ Australia vanta un nutrito numero di esperte guide certificate in grado di accompagnarvi in qualsiasi angolo di questo continente vogliate andare. E, qualora siete degli esperti sub o semplicemente degli intrepidi snorkelisti, avrete a vostra disposizione eccellenti compagnie che organizzano emozionanti e indimenticabili crociere per tutti i gusti e livelli. E, anche in questo caso, al posto della guida in bermuda mimetica e cappello a tesa larga, troverete a bordo dei bravi e simpatici marinai ed esperti istruttori subacquei.

Insomma, è sufficiente dire quello che vi piacerebbe fare e/o provare, e l’Australia ha una risposta ad ogni vostra richiesta…. E, per coloro che non hanno ancora le idee chiare, l’itinerario immaginario di una vacanza all’insegna dell’avventura è presto fatto. Da premettere, sempre e comunque, che anche in questo caso il fattore clima e stagioni influisce in quanto, come non si può pretendere di fare rafting nel periodo di maggiore secca, così non si può pensare di fare il bagno con i mastodontici Squali Balena nei mesi in cui questi sono soggetti a migrare, lo stesso dicasi per le Balene.

Diving

Diving

Dovendo dare delle indicazioni di massima su cui, poi, costruire un viaggio, il ventaglio delle alternative più “gustose” da proporre deve assolutamente prevedere qualche giorno nella tropicale Foresta Pluviale per fare del rigenerante rafting e restando sempre in acqua, vi sono bellissime spedizioni sub alla ricerca di Balene, Squali Balena, Squali Bianchi che vi permetteranno di fare addirittura il bagno insieme a queste stupefacenti creature.

Se invece vi piace camminare circondati da una natura maestosa senza uguali, i numerosi Parchi Nazionali di cui è costellata l’Australia a tutte le longitudini e latitudini, offrono fantastici percorsi a piedi, di differente lunghezza e difficoltà. Avrete così modo di attraversare sentieri nel “bush” che poi finiscono in baie di bianca sabbia finissima, dovrete attendere la bassa marea (ricordatevi i cartelli: bisogna sempre prestare attenzione ai cartelli che indicano gli orari in cui durante il giorno il mare scende o sale!) per raggiungere lembi di costa vergini raggiungibili, in determinate ore del giorno, unicamente a nuoto e in barca.

Vedrete animali nel loro habitat naturale rimanere quasi indisturbati al vostro passaggio, vi divertirete a scovare le famose tane dei Wombat, i più ingegnosi ed abili scavatori erbivori esistenti, in grado di costruire rifugi sotterranei dotati di un efficiente sistema di ventilazione che permette loro di ridurre l’attività metabolica al punto da sembrare morti. Apprenderete nozioni interessanti su questo territorio immenso, sul sapiente utilizzo della cortaccia degli alberi e/o di determinate foglie per curare ferite, allergie e addirittura morsi di serpenti. Sì, i rettili abbondano in Australia, ma state tranquilli perché quelli velenosi sono davvero davvero tranquilli ed i casi di attacco all’uomo estremamente rari.

Sand-boarding

Sand-boarding

A cornice di questo già meraviglioso “adventure tour”, potrete trascorrere questi giorni indimenticabili in compagnia di un piccolo gruppo di simpatici compagni di viaggio, cucinando tutti insieme e, da buoni italiani, sicuramente verrete a gran voce eletti all’unanimità “chef” dal resto della comitiva. Inoltre, per allietare le vostre serate davanti al fuoco, se avete un po’ di fortuna, qualcuno del gruppo avrà con sé la chitarra oppure la vostra guida suonerà il didgeridù, l’ipnotico strumento aborigeno, rendendo ancora più magiche queste favolose notti australiane.

Tagged : , ,

australia l  nuova zelanda l  isole fiji l  polinesia l  altre destinazioni l  informazioni l  itinerari l  crea itinerario l  liste nozze l  contatti l  chi siamo l  dove siamo l  newsletter l  blog l  reception on line l  viaggi individuali l  viaggi di nozze l  viaggi di gruppo l  viaggi avventura l  termini e condizioni l  mappa del sito
realizzato da pensareweb - copyright 2008