Posted on mar-26-2010
Storia della Nuova Zelanda
Un po’ di storia neozelandese
![]() Antico Maori I primi abitanti della Nuova Zelanda sono stati i Polinesiani che circa 1000 anni fa, iniziano in diverse ondate ad occupare questa terra e gradualmente finiscono per sviluppare usi e costumi che, pur presentando analogie con quelli della madrepatria, rispecchiano in toto la necessità contingente di adeguarsi alla realtà del nuovo territorio. Da qui, trae appunto origine, l’identità del popolo Maori. I primi europei, invece, “a mettere piede” in Nuova Zelanda, sono gli olandesi della spedizione guidata da Abel Tasman nel 1642. Essendo, però, stati molti membri dell’equipaggio uccisi dai maori, si decide di non rivelare l’esito nefasto della spedizione per evitare eventuali insediamenti della rivale Compagnia Inglese delle Indie Orientali. Il segreto, però, è presto scoperto! A distanza di poco più di un secolo, infatti, il mitico esploratore britannico James Cook visita queste terre durante il suo viaggio del 1768-71 e mappa gran parte delle coste. Dopo la spedizione di Cook, molte altre navi europee e americane sbarcano sulle isole. Inizialmente, gli europei instaurano unicamente relazioni commerciali con i nativi, cedendo cibo europeo, armi e utensili in metallo in cambio di acqua fresca e cibo locale. Successivamente il governo britannico, temendo che queste terre possano essere rivendicate da altre potenze, reclamano la sovranità britannica su tutto il territorio e stipulano un trattato con i nativi col il quale la Nuova Zelanda diviene formalmente parte del Nuovo Galles del Sud. ![]() Trattato di Waitangi Data cruciale della storia neozelandese è il 1840, anno in cui viene stipulato, tra la Corona britannica ed i Maori, il Trattato di Waitangi, considerato l’atto costitutivo della Nazione neozelandese. A partire da questa data, sempre più massicce sono le ondate di coloni europei che arrivano in Nuova Zelanda e, in un primo momento, le fiorenti relazioni commerciali determinano un positivo impatto sulla società Maori. Tuttavia, la continua crescita degli insediamenti dei bianchi soprattutto dopo la scoperta dell’oro, insinua gradualmente nei Maori la paura di perdere le proprie terre, determinando lo scoppio delle cosiddette “guerre Maori” e la conseguente vittoria degli inglesi. Da questa data in avanti, la Nuova Zelanda diventa a tutti gli effetti membro fedele dell’Impero britannico e deve attendere il 1947 per acclamare la sua indipendenza. Nel 1893 la Nuova Zelanda si distinse quale primo paese al mondo a riconoscere il diritto di voto alle donne. Sempre in quel periodo, si ebbero diverse nazionalizzazioni e l’istituzione della pensione di vecchiaia: provvedimenti, questi, che diedero alla Nuova Zelanda una delle più avanzate legislazioni sociali del tempo.
![]() Arte Maori Tutta la storia della Nuova Zelanda cammina parallelamente su due binari: da un lato il particolare e suggestivo popolo Maori, i primi e legittimi abitanti delle due isole, dall’altro la Corona britannica che, in poco tempo, riesce più o meno lecitamente a strappare il dominio di queste terre agli indigeni ed a diffondere la propria cultura, lingua, religione e quant’altro. Nonostante i Maori subiscono, ed anche in questo caso la storia scrive un’altra pagina poco illustre delle gesta del mondo bianco colonizzatore, un lungo periodo di soggiogazione ed isolamento, dove la diversità è facilmente additata come blasfema e senza cultura, il forte sentimento di identità e di appartenenza al gruppo è sopravvissuto ai giorni nostri, generando un piacevole risveglio della cultura Maori. L’artificiosa integrazione coatta del passato, fonte di ingiuste discriminazioni sociali ed economiche, sta ora gradualmente cedendo il passo ad una più saggia e democratica ricerca di uno stabile equilibro nel tentativo di far coesistere in armonia le due differenti realtà storiche, entrambe meritevoli di essere considerate le culture che hanno creato la Nuova Zelanda dei nostri giorni. |









