Posted on giu-08-2010

Le cittĂ  della Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda non è soltanto “Natura”, ma anche le sue splendide cittĂ  hanno sempre qualcosa da regalare al suo visitatore

Auckland

I centri urbani della Nuova Zelanda hanno peculiarità tutte particolari in grado di offrire interessanti e diverse attrattive capaci di accontentare un po’ tutti i gusti. A partire dalla famosa città delle vele, la bella Auckland, principale crocevia del paese e, come succede per la cugina Sydney in Australia, spesso arbitrariamente ritenuta la capitale!. Adagiata su una stretta striscia di terra tra due bellissimi porti panoramici, questa città è il cuore finanziario di tutto il Paese. Inoltre, dall’indimenticabile America’s Cup dell’edizione Prada, durante la quale tutti noi italiani siamo quasi impazziti ed esauriti nel trascorrere notti insonni per vedere la diretta delle gare, questa città è davvero entrata nei nostri cuori. La prima impressione di chi visita Auckland, è quella di trovarsi in un centro urbano ancora relativamente tranquillo, nonostante il suo milione e mezzo di abitanti, magistralmente costruito a misura d’uomo. La stessa gente che ci vive sembra non subire ancora lo stress caotico delle nostre città europee e, risulterà senz’altro strano, per chi viene da una Milano o Roma, constatare che la gente è molta disponibile e cordiale. Se vi capita di fermarvi ad un incrocio, indecisi sulla strada da prendere, non è raro che qualcuno si fermi e vi chieda se avete bisogno di aiuto. Questo accade un po’ ovunque in Nuova Zelanda, sia nelle città che nei piccoli paesi, dove non è raro che possa capitare di essere invitati a casa per firmare il guest book di famiglia e, davanti ad’immancabile tazza di tè con biscotti, dover rispondere a tante curiose domande sull’Italia.

Rotorua

Altro centro urbano importante dell’Isola del Nord, è Rotorua, capitale della cultura maori nonché la più prestigiosa stazione termale di tutto il paese. Ciò che più cattura di questa città, è la massiccia presenza di pozze di fango ribollenti, sorgenti termali e geyser che zampillano dal suolo. Sembra quasi la brillante riproduzione di un fantastico paesaggio lunare e ci vuole un po’ di tempo per realizzare che non è finzione, ma realtà pura. Il camminare lungo la strada e vedere nuvole di zolfo salire in cielo dal terreno ed ancora, l’essere, tutto ad un tratto, disturbati dal roboante sgorgare di un geyser, è qualcosa di straordinariamente suggestivo e inusuale. Ciliegina sulla torta, pressoché ogni abitazione a Rotorua, ha una propria sorgente solfurea che fuoriesce naturalmente dal terreno e che viene utilizzata per riscaldare e per ricavarci una piccola spa. Che dire??? Noi, se fortunati, abbiamo il pozzo artesiano nel giardino, gli abitanti di Rotorua una mini stazione terminale in casa! Oltre che per le ricchezze naturali del suo sottosuolo, questa città è famosa per essere il fulcro della cultura maori ed è davvero emozionante, poter prendere parte ad un tipico concerto, essere trascinati sul palco per sperimentare un vero “hangi”, contatto rituale dei nasi o essere coinvolti in un canto di gruppo.

Wellington

Tanto si potrebbe dire e scrivere su questi emozionati appuntamenti con la storia maori, che si finirebbe per trascurare le altre città neozelandesi, prima fra tutte, Wellington, la capitale. Se Auckland è la città delle vele, Wellington è la città del vento che soffia spesso e volentieri. Ricorda, per capirci, la nostra Trieste sia per il suo suggestivo porto e i meravigliosi scorci che si possono immortalare dall’alto delle sue colline, sia per il pittoresco avanzare degli abitanti quando Eolo, decide di non dar proprio tregua. Nonostante il fattore vento che a volte può disturbare, questa città è molto allegra, energica, vitale con una gran passione per le arti, basti pensare all’imponente e prestigioso Museo Te Papa assolutamente da non perdere, e per il divertimento in genere con ristoranti, locali e caffè alla moda che diventano ogni tardo pomeriggio, il ritrovo di tutti gli artisti locali. Con un’ora circa di traghetto dalla vivace capitale, si raggiunge l’altra isola della Nuova Zelanda, da molti ritenuta essere una seconda Inghilterra, proprio per la forte impronta british delle sue più importanti città.

Christchurch

Prima fra tutte, Christchurch, famosa per la sua prestigiosa cattedrale anglicana, per i suoi pittoreschi tram rossi che attraversano la città e per i suoi giardini, davvero curati, curatissimi dove non c’è un fiore, una pianta o addirittura un filo d’erba fuori posto. Altra città, degna di essere citata, è la “modaiola” Queenstown, costruita sulla sponda settentrionale del lago Wakatipu.

Queenstown

Importante centro di villeggiatura sciistico nel periodo invernale, è la capitale per antonomasia di tutti gli sport all’aria aperta, dove è richiesta anche un po’ di sana adrenalina. Rafting, jet-boat, bungee jumping, parapendio, sono solo alcune dell’emozionati attività che nei suoi dintorni, dove la natura ha dato decisamente il meglio di sé, si possono compiere. Altra città, per dimensioni seconda solo a Christchurch, è Dunedin, il cui nome celtico rivela la sua origine scozzese.

Dunedin

Sviluppatasi nei meravigliosi anni della corsa all’oro, è una città dall’impronta marcatamente vittoriana, abitata da numerosi studenti che qui si trasferiscono per frequentare la più antica università di tutta la Nuova Zelanda. Questo è solo una breve panoramica dei più grandi centri urbani del paese, ciascuno merita di essere visitato e sicuramente nessuno di loro può deludere. Lo stesso dicasi per quelli minori, per i tanti paesini che si affacciano sull’oceano, sulle sponde di un lago nella spettacolare terra dei fiordi o per i meravigliosi villaggi di montagna. L’aspetto singolare che accomuna un po’ tutti i centri urbani dai più grandi ai più piccoli, è questa singolare armonia tra la natura e l’uomo e, nonostante il progresso, nonostante i palazzi a tanti piani, i giganteschi mercantili in procinto di lasciare il porto, si ha sempre la sensazione di respirare aria pura e di poter trovare, girato l’angolo, un meravigliose monto innevato, un fantastico parco nazionale, un lago così grande da scambiarlo per il mare.

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Posted on apr-16-2010

Lavinia in Nuova Zelanda

Prime sensazioni in Nuova Zelanda

Alpi Neozelandesi

Ho sempre vissuto la nuova Zelanda come un Paese talmente lontano e diverso da sembrarmi irraggiungibile. Quando, poi, capitava di guardare alla tv un documentario sulla geografia o sulla storia dei suoi primi abitanti, il pensiero di una terra dove ci sono ancora vulcani attivi e d’incontrare uomini tutti tatuati che emettono così strane urla e si muovono così goffamente, da un lato mi metteva ansia e dall’altro mi incuriosiva. Sì, oggi a distanza di qualche anno, posso tranquillamente asserire che il mio viaggio in Nuova Zelanda fu da me realizzato non tanto perché nutrivo delle gran aspettative, quanto piuttosto perché ero piena di dubbi.

Moeraki Boulders

E devo ammettere che, sebbene conoscessi poco o nulla di questo Paese a parte il fatto che ci volevano 24 ore o giù di lì per raggiungerlo, che la gente parlava inglese e che ci vivevano i Maori, non mi sono preoccupata più di tanto di studiare qualcosa in più per arrivare pronta al fatidico giorno dello “sbarco”. A ripensarci, è stato strano questo mio atteggiamento: solitamente sono scrupolosa, mi piace sapere dove vado, avere qualche informazione in più e quant’altro mi possa aiutare durante il mio soggiorno. Per la Nuova Zelanda, invece, non ho fatto nulla se non comprare l’ultima edizione della Lonely Planet, rigorosamente in inglese, e richiedere ad una cara amica inglese, l’indirizzo di una famiglia neozelandese che aveva conosciuto durante un suo recente viaggio, “just in case”.

All Blacks

Ogni tanto mi viene da pensare a quella mattina di dicembre quando arrivai all’aeroporto di Auckland, dopo qualche giorno trascorso in Thailandia nel tentativo di rendere meno pesante il viaggio, e mi fa strano che riesca ancora ad avere un vivido ricordo del viso gentile e dai bei lineamenti regolari del doganiere che vistava il mio passaporto e soprattutto delle domande alcune di rito, altre un po’ più colloquiali che mi pose. Non riuscivo a capire il perché di questo strano interrogatorio. Non ritenevo di essere così particolarmente attraente: ero stravolta dal viaggio, senza un filo di trucco, coi capelli raccolti in un bandana ed i vestiti pressoché incollati addosso dopo le tante ore trascorse seduta in aereo. Inoltre, il modo ermetico e, lo ammetto un tantino scocciato con cui rispondevo, frutto di lunghi anni vissuti in terra di “vitelloni” come è la mia amata Romagna, non poteva categoricamente essere interpretato come un ulteriore invito a continuare.

Tramonto su Auckland

A ciò si aggiungeva la lunga fila dietro a me che premeva per avanzare. Ci sono voluti una manciata di minuti per inquadrare la situazione e attribuire il giusto significato come, fin dall’inizio, intuivo che ci dovesse essere a questa inusuale chiacchierata. Avevo di fronte a me una persona di pelle bianca, occhi chiari e capelli brizzolati, nato e cresciuto in Nuova Zelanda, i cui antenati erano sicuramente inglesi, le cui vacanze lo avevano portato al massimo “dalla sorella Australia e dalla cugina America”, terribilmente curioso di sapere qualcosa di più dell’Italia e degli italiani in genere. E, l’incontrare una ragazza italiana, in viaggio da sola, cosa che mi confessò non era abituato a vedere frequentemente, con la pelle cotta dal sole della Thailandia,  gli aveva fatto involontariamente “scattare la molla” di fare domande supplementari sul tempo, sul cibo, sul Papa, su Pavarotti, il mitico Fellini, Armani per poi passare al Premier in carica.

Whale Watching

Ebbi quasi la sensazione di aver, in qualche batter di ciglia, delineato una rocambolesca Italia a misura di chi, come il mio interlocutore, viveva dall’altra parte del mondo, conosceva lo “stivale” solo per sentito dire e allo stesso tempo ne era molto attratto. Questa prima impressione mi ha seguito e, a volte, perseguitato durante tutto il mio soggiorno in Nuova Zelanda ed è, in un certo qual modo, il filo conduttore del mio viaggio. Da una parte, io desiderosa di visitare questo meraviglioso paese e di conoscere chi in realtà fossero i neozelandesi, dall’altra, questa terra fantastica, che spesso mi ricordava l’Europa, ed i suoi abitanti che mi sembravano quasi dei bambini quando mi dicevano che adoravano il mio Paese o che ci erano stati già anni indietro o che il sogno della loro vita, prima o poi, era di visitare Venezia, Firenze e Roma. Quando, poi, dalle chiacchiere si passava direttamente in cucina, mi sentivo come un Vissani in vacanza perché, anche un semplice piatto di pasta al pomodoro fresco, risultava un trionfo. E’ stata proprio la strana sensazione di sentirmi costantemente in terra amica con gente amica, ad accompagnarmi fin dall’inizio durante tutto il mio viaggio in Nuova Zelanda e, ancora oggi, quando mi viene da  pensare a questo meraviglioso piccolo Paese, mi auguro di poter ritrovare questo magico feeling al mio prossimo, lo spero davvero, sbarco in terra Kiwi.

Lavinia
lavytontini@yahoo.com

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