Posted on giu-29-2010

Viaggio in Australia di Silvana

 

Tutto è iniziato come al solito per me: una sfida, volere potere, innanzitutto e nonostante tutto!

Ed è così che ho intrapreso questo meraviglioso viaggio che mi ha portato in giro per l’Australia, alla ricerca della sua straordinaria fauna, della lussureggiante ed abbagliante flora, con la splendida cornice di coste frastagliate, spiagge bianchissime e un mare di smeraldo. Un continente straordinario per i suoi colori: dalla terra rosso fuoco dei deserti e dei canyon, ai cangianti toni del verde della vegetazione. Un paese con un cuore rosso: Uluru il monolito più grande del mondo. Cosa si può volere di più da un viaggio?

Silvana

Grandi città e metropoli che coniugano perfettamente lo stile vittoriano dei palazzi alle modernissime opere d’arte ed ai grattacieli delle city. Città dove impera l’ordine e la cura di tutto nonostante la movimentata vita dei suoi abitanti. Per chi si oppone alle mie riflessioni io dico: “provare per credere”.

Quando ho contattato “MERAVIGLIA viaggi” ed ho chiesto di programmarmi un viaggio economico per l’Australia: niente alberghi ma ostelli, niente lusso ma tanta natura e un percorso più lungo possibile perché, ho precisato fin da subito, sono una che “si adatta… che ama vedere, esplorare, camminare…”

Walter non si è fatto problemi, proponendomi subito delle splendide proposte di viaggio.

Naturalmente sono stata costretta a fargli presente che:

1) non parlo inglese, nonostante i miei otto anni in istituti scolastici ove l’inglese costituiva oggetto di studio…

2) non ho mai viaggiato sola per aeroporti, soprattutto in quelli internazionali

3) che viaggerò da sola

4) … e che a Sidney vive mio figlio al quale potrei ricorrere negli eventuali momenti di difficoltà

Nei giorni successivi quando sono tornata in agenzia, Walter, mostrandomi il programma che aveva preparato per me, ha aggiunto questa frase: “vedrai, questo sarà un viaggio che ricorderai per tutta la vita!” Ora penso che sarà proprio così, sicuramente!

Ora, veniamo a noi. A ragion del vero il motivo che mi ha spinto ad intraprendere un simile viaggio è stato:

Il matrimonio di mio figlio!!!!!!!!!!!!!!

Massimo e Meg

Italiano lui, giapponese lei, oltre i confini: l’AUSTRALIA – e chi li sposa? Una donna… indiana! “Più internazionale di così si muore, non è vero?”

Tralascio tutti i particolari del viaggio di andata e mi limito a dirvi che è stato cancellato il volo Bologna Francoforte. Sarei dovuta arrivare a Sydney il giorno 12, invece il mio arrivo è slittato al giorno 13 febbraio, lo stesso giorno del matrimonio, niente male…

Primo scalo a Francoforte in un aeroporto di tutto rispetto viste le dimensioni, il secondo a Singapore niente male pure questo. Di italiani neppure l’ombra, di inesperienza di chi non si è mai trovata sola in simili situazioni invece TANTA. Al tutto andiamo ad aggiungere il ritardo e l’imminente matrimonio, un “mix” di combinazioni che fanno invidia al mitico Fantozzi.

Mica male, vero?

Arrivo a Sidney, il giorno 13 febbraio ore 6.50 circa, atterraggio con vista panoramica sulla splendida città costellata da baie circondata dal verde: NOTEVOLE! come inizio. Di corsa, si va a casa, il matrimonio si celebrerà nel pomeriggio, una doccia e via. Anche qui tralascio nuovamente tutti i particolari di questa irripetibile cerimonia, organizzata nei minimi dettagli dove si sono combinate tre diverse tradizioni: quella italiana, quella giapponese e, naturalmente, quella australiana, nel luogo più antico di Sidney: The Rocks e con vista sulla splendida baia dell’Opera House con alle spalle il famoso Harbour Bridge.

Opera House

Il mio soggiorno a Sidney con vitto e alloggio garantiti, è stato all’insegna del “fai da te”. Zaino in spalla, guida della Australia e mappa della città in mano. In giro per Sidney scopro una città perfetta e decisamente affascinante, per me, la più bella città australiana che ho visitato. Il primo giorno dopo il matrimonio, in compagnia di suoceri e parenti giapponesi visito la baia di Sidney dove impera l’Opera House, i traghetti sono assai frequenti pertanto decidiamo di intraprendere la “transoceanica”… che navigando tra le baie della città di Sidney ci porta nella famosa Bondi, una magnifica e ampia spiaggia dorata con i frastagliati promontori di arenaria e le sue onde perfettamente in sintonia con gli amanti del surf e le sue piscine a confine con il mare.

Davvero divertente girare la città in compagnia degli acquisiti e simpatici parenti giapponesi, peccato non si riesca a comunicare se non con gesti sorrisi, inchini ed esclamazioni. Il giro procede girovagando per negozi e mega centri commerciali per finire in un delizioso ristorante cinese della China Town di Sidney nella ricorrenza del capodanno cinese davanti a piatti deliziosi, che nulla hanno a che vedere con ciò che si mangia nei nostri ristoranti cinesi.

Sydney - Fish Market

Durante le mie “pause pranzo” al fish market di Sidney, debbo ammettere che ho mangiato pesce a non finire di ottima qualità, gustato frutta e yogurt eccezionali il tutto in un ambiente decisamente folkloristico, dove nelle vetrine vengono messe in mostra innumerevoli specie di pesce, come “Armani, Prada e Valentino” allestiscono le loro boutique, dove colore, odore e sapore si mescolano ad una folla animata di frequentatori nonché consumatori provenienti da ogni dove. Il fish market è stato la causa della perdita della mia perfetta linea, quella che avevo prima di intraprendere questo magnifico viaggio.

A soli 65 chilometri da Sidney si innalzano le Blu Mountain, un altopiano di arenaria che raggiunge una altezza di 1100 metri, con ripide pareti di arenaria ed una immensa e splendida foresta di eucalipti che assume, in determinate ore della giornata, un magnifico colore blu. Il passaggio a Leura è d’obbligo, un classico borgo delle Blu Mountain, una linda e pittoresca cittadina ferroviaria ideale per una sosta e uno spuntino.

Ora arriva “l’hard” la mia prova del “fuoco” il mio battesimo con l’Australia. 17 febbraio, aeroporto di Sidney, Max mi accompagna, non gli dico nulla ma penso che capisca con quanta ansia io intraprenda questo viaggio. Ad attendermi tutto il programma che Walter di MERAVIGLIA viaggi ha organizzato per me.

Federation Square

MELBOURNE alle ore 11.00 arrivo all’ostello situato in una posizione centrale della città. Prendo possesso della mia camera (che poi ho condiviso con due asiatiche e una peruviana) deposito la valigia, e dopo poco tempo sono già in strada, armata di guida, mappa della città, macchina fotografica e “bag” tutte cose che mi hanno costantemente accompagnato lungo il mio viaggio. Innanzitutto debbo premettere che questa è una delle mie giornate libere, quindi niente guida e niente compagni di viaggio.

Pertanto:

regola n. 1 non perdersi d’animo

regola n. 2 avere spirito di iniziativa

regola n. 3 avere voglia di vedere e curiosare

regola n.4 fotografare ostello e nome della via… casomai dovessi perdermi.

Flinders Street Station

Armata di tutto ciò me ne vado in giro per le strade di Melbourne, capitale dello Stato del Victoria, dicono che sia la città più europea dell’Australia, con il senno del poi, Europa si Italia no, per nulla ha a che vedere con noi. Ha la cura, la cultura, l’ordine, il verde e la bellezza delle migliori capitali del nord Europa. Bella, veramente bella, dicono che sia una delle città più vivibili ed io condivido, con i suoi parchi, i suoi giardini ed il fiume Yarra, popolare tra i vogatori e rifornisce il vicino giardino botanico. Gli edifici che si affacciano sul fiume, Southgate e Federation Square sono una perfetta combinazione tra lo stile vittoriano e il rinnovatissimo volto di Melbourne. Percorro le vie del centro, faccio tappa per un panino, quindi arrivo alla Flinders Street Station in perfetto stile vittoriano, uno dei luoghi pubblici più frequentati della città fino a qualche anno fa, perchè ora, a farla da “padrona” c’è Federation Square, sicuramente lo spazio pubblico più frequentato della città. Vengo “colpita” dalla presenza di tanti giovani, dalla bellezza dei suoi palazzi la cui architettura moderna e armoniosa rende il tutto un gradevolissimo punto di ritrovo.

The Ian Potter Center

Costruita su metri di brutti binari del tram unisce il Central Bussines District con il fiume Yarra, al centro della piazza c’è uno spazio smerigliato rivestito di arenaria variegata gialla e rossa pendente verso una pedana ed uno schermo gigante. Gli edifici che circondano Federation Square sono disegnati come frammenti che sorgono dal suolo e appaiono come una stravagante tappezzeria di vetro pietra e zinco. All’interno c’è una sezione della National Gallery of Victoria, “the Ian Potter Centre”, uno degli edifici più fantastici che abbia mai visto, quando sono dentro ho come la sensazione che i muri mi vengano addosso da tutte le parti e girando scopro degli angoli fantastici, dei punti prospettici di grande interesse. Di foto ne avrò fatte a decine e decine, avevo paura di perdere ogni punto, ogni colore e ogni forma. Mi fermo anche nello spazio Edge per bermi un caffé. Qui i punti di relax e ristoro non mancano di certo.

Relax a Federation Square

Mi siedo poi su una delle comode sedie a sdraio al centro della piazza e a ridosso di un piccolo “fazzoletto” di verde. Assaporo un po’ di relax prima di tornare a gironzorellare per la città. Saint Paul Cathedral, di fronte a Federation Square rende certamente l’idea di come si combinino perfettamente i due stili, quello vittoriano con quello più moderno e all’avanguardia di questa splendida città. Poi via di nuovo a passeggiare lungo il fiume Yarra, fino al futuristico centro olimpionico, quindi nuovamente per le strade della city, Collins Street, tra bei negozi e gente che, come me, ha scelto Melbourne come tappa australiana. Lungo le strade, pittori, ritrattisti, suonatori e venditori, si perchè è sera, ed a negozi chiusi appaiono loro. Raggiungo la locale China Town…, naturalmente come in tutte le China Town del mondo, anche qui tanti negozi e ristoranti cinesi ma soprattutto tanti tanti cinesi, decido di cenare lì, ma debbo dire che non è stato un granchè…

La mia serata la passo di nuovo a Federation Square seduta sul pavimento di arenaria, davanti allo schermo gigante che proietta le immagini delle olimpiadi invernali del Canada, scrivo cartoline, fotografo e mi faccio fotografare. Poi siccome si è fatto tardi davvero, mi incammino verso l’ostello, non ho bisogno di chiedere nulla, è molto semplice girare per Melbourne, anche se debbo dire che gli australiani sono semplicemente straordinari e se ti vedono con una mappa in mano, si avvicinano per chiederti se hai bisogno di aiuto.

Arrivo abbastanza stanca in ostello, entro piano, è tardi e le altre compagne già dormono.

Dal 18 al 20 febbraio MELBOURNE / ADELAIDE – TOUR DELLA GREAT OCEAN ROAD

Sono le 6.00 e mi debbo alzare, alle 6.30, puntualissima, arriva davanti al mio ostello la guida che mi accompagnerà in questo tour, ci sono altri viaggiatori con me. Inizia il fantastico tour della Great Ocean Road, 700 Km di litoranea con i più bei paesaggi dello Stato del VictoriOtway Fly.

Otway Fly

Tappa a Torquai capitale della industria del surf australiano, quindi alla volta di uno dei tratti costieri più spettacolari dell’Australia passando per le cittadine costiere di Lorne, Apollo Bay, esplorando spiagge meravigliose e foreste pluviali come quella dell’ Otway National Park, ed è proprio qui che ci attende una lunga passeggiata sulla Otway Fly un camminamento sospeso tra meravigliosi alberi di eucalipto a venticinque metri di altezza dal suolo, ammirando le incredibili felci la cui altezza lascia di stucco (ne ho viste di altissime penso anche oltre i 4 o 5 metri). Non ho alcun dubbio, questo tipo di vacanza mi si addice, amo vedere, esplorare, camminare e provare nuove esperienze. Confermo questa vacanza fa proprio al caso mio e sicuramente di tutti quelli che come me amano il bush walking (camminare nella natura). Anche se debbo dire, per me che ci sono abituata, molte delle loro escursioni sono “passeggiate di salute”. Ma la giornata non è ancora finita, va sfruttata fino in fondo, e cosa c’è di meglio di un magnifico tramonto con vista su “Twelve Apostles”? Siamo di nuovo in movimento, ed è così che raggiungiamo la famosa costa dei “Dodici Apostoli”. Il sole sta iniziando a tramontare dobbiamo arrivarci prima che abbandoni il cielo.

I 12 Apostoli al tramonto

Ci riusciamo, siamo sul lungo camminamento panoramico con vista sugli splendidi faraglioni che si innalzano dalle acque dell’oceano, il camminamento offre scorci spettacolari con grotte e gole nelle falesie calcaree create dalle onde del mare. Scendiamo sulla splendida spiaggia che oramai ha assunto il colore rosso del tramonto, aspettiamo che il sole scompaia definitivamente dall’orizzonte, immortaliamo il tutto con foto e riprendiamo la strada per l’ostello dove ad attenderci abbiamo la cena in comune con altri gruppi e la camera che ho condiviso con due ragazze tedesche e una canadese.

Naturalmente “The Twelve Apostles” vanno visti anche all’alba, quindi anche il mattino dopo sveglia alle 5.30, colazione e via verso la costa.

I 12 Apostoli all'alba

Se il tramonto è stato spettacolare, l’alba non ha nulla da invidiare ad esso. Anzi, i colori sono decisamente più vivi, gli azzurri e i verdi accesi fanno da perfetta cornice ai faraglioni bianchi. Ammiriamo lo splendido panorama quindi proseguiamo la nostra escursione scendendo fino alla spiaggia, la percorriamo ed entriamo in una grotta naturale scavata nella splendida roccia bianca. Il percorso ci porta fino all’arco spezzato del “London Bridge” una magnifica conformazione rocciosa immersa nell’oceano, quindi proseguiamo fino alla spettacolare “Bay of Island”, poi lungo la costa fino a raggiungere la località turistica di Warrnambool.

Il pernottamento in ostello prevede anche la preparazione della cena da parte del gruppo. Debbo dire che di fantasia non né hanno mai avuta tanta,ma questa sera mi stupiscono . La preparazione della pasta mi lascia di stucco. Spaghetti con verdure bollite, carne macinata e pomodoro, veramente da “brivido”, ma andiamo oltre, anche perchè le nazioni che vi hanno contribuito, Germania, Inghilterra, Canada, Francia e Repubblica Ceca non hanno la benchè minima idea di cosa significhi cucinare un buon piatto di spaghetti!

Canguri albini

Il Mattino dopo ancora sveglia all’alba, nuova escursione, prima Sulle Hollow Mountain dove godiamo di una vista mozzafiato, poi una passeggiata fino a raggiungere le cascate MacKenzie Falls. Quindi di nuovo in viaggio con tappa a Bordertown, la prima cittadina del South Australia dove vivono diverse specie di fauna australiana tra cui alcuni esemplari di canguro bianco. Bhe!!! dimenticavo di dirvi che oltre ai magnifici paesaggi, fino ad ora ho ammirato anche una splendida fauna: tanti canguri, koala e splendidi pappagalli che volano liberi nei cieli australiani. Attraversiamo il Murray River, superiamo la pittoresca Adelaide Hills e raggiungiamo Adelaide nel pomeriggio.

La guida mi porta direttamente davanti al mio ostello, ove lascerò il gruppo con il quale ho viaggiato fino ad ora e trascorrerò un’altra giornata libera. Saluto a modo mio tutti e con due di loro (le due tedesche) raggiungo l’ostello, dove ad attendermi c’è una deliziosa e disponibile ragazza che si sforza di parlare con me il francese. Comunque ci capiamo, prendo possesso della camera, la stessa delle due tedesche, quindi lascio la valigia, lo zaino e, mappa e guida alla mano, parto per l’ escursione di Adelaide.

Sono a due passi dal centro, il pomeriggio è oramai inoltrato, raggiungo la meta e ammiro questa pittoresca città. Sono fortunata, in questo periodo ad Adelaide c’è un famoso Festival of Art, “l’Adelaide Festival Fringe”, riservato agli artisti e ai performer meno conosciuti. Passeggio tra la gente, ammiro gli innumerevoli spettacoli che riempiono le strade della città ed entro nel parco allestito per l’occasione. Carino il tutto, bella gente, belli gli spettacoli, ceno e a tarda ora rientro in ostello, anche perchè pure la mattina successiva sveglia all’alba.

Sono le 5.30 del 21 febbraio, mi alzo, appuntamento alle 6.10 con la guida davanti all’ostello e poi partenza per raggiungere la famosa “KANGAROO ISLAND”.

Tosatura

Viaggio di andata con pullman e nave. Arrivo all’isola dove ad attendermi trovo, tra le tante, la mia guida e nuovi compagni di viaggio, ritrovo le due donne di nazionalità “ceca”, una vietnamita con i suoi genitori adottivi di nazionalità francese,una americana Patty Mc Donald, tedeschi e inglesi. Anche questa volta mi è andata male, neppure un italiano, o perlomeno qualcuno che conosca la mia lingua. L’esplorazione di Kagaroo Island inizia con alcune visite in fattorie, la prima dove possiamo tra l’altro ammirare la rapida tosatura di una bellissima “pecora”, l’altra uno splendido allevamento di Emu e relativa produzione di derivati, quindi l’ultima fattoria con relativo allevamento di api.

Canguro

Di nuovo in partenza per le strade di Kangaroo Island, pranzo compartecipato in riva al mare, una passeggiata in costume lungo la bianca spiaggia, quindi di nuovo per le rosse strade dell’isola, costeggiate da una lussureggiante flora e con qualche attraversamento di splendidi uccelli, emu e, tanto per cambiare… canguri. Poi di nuovo lungo la Pennington Bay con vista sulle splendide spiagge paradiso dei surfisti.

Leone marino

Prossima fermata Seal Bay, per una fantastica passeggiata tra superbi leoni marini. Ci fermiamo a poca distanza da loro ed in silenzio rimaniamo ad ammirarli; naturalmente loro continuano nella vita di tutti i giorni ignorandoci completamente e come se non esistessimo si avvicinano molto a noi, che seduti restiamo ad ammirarli. Nel frattempo uno stormo di gabbiani se ne va in lungo e in largo per la spiaggia. Che dire, mai visto dal vivo e nel loro stato di libertà, simili spettacolari mammiferi, imponenti e dolci allo stesso tempo, trasmettono una grande sensazione di tranquillità.

Little Sahara

Ma la giornata non è ancora finita per noi. E cosa c’è di meglio che lanciarsi giù per le bianche dune del Little Shara? Ebbene si, pure lì andiamo e armati di “tavola”, dopo aver affrontato una estenuante salita sulla duna di sabbia, aver sprofondato in essa fino ad arrivare alla cima, ci lanciamo giù, con il sedere incollato alla tavoletta e le mani che tentano di guidarne il percorso, e giù fino in fondo, più giù possibile, per poi tornare di nuovo su e incominciare di nuovo. Anche questa bella esperienza va indubbiamente ricordata. Le devo provare tutte, quelle che mi si presentano.

Tardo pomeriggio arrivo alla bellissima farmstay dove è prevista la cena e il pernottamento. Veramente bello questo luogo, la farmstay è nel bel mezzo del parco, e che parcooooo!!!!!!!!!!!!, prendiamo possesso della camera, e che cameraaaaa, per non parlare del bagno, che dire di un bagno che ha pure il giardino dentro? Tutto è in legno, bellissimo. Poi tutti nel grande edificio in legno dedicato alla cucina e alla sala da pranzo, mentre la guida sotto i nostri occhi sta cucinando della deliziosa carne e tenere verdure alla piastra; la aiutiamo apparecchiando la tavola, quindi tutti insieme iniziamo a gustarci l’ottima cena. Il sole è oramai completamente tramontato quando ci sediamo tutti intorno al braciere dove è acceso uno scintillante e scoppiettante fuoco. Aspettiamo che faccia buio per iniziare la programmata passeggiata alla ricerca dei canguri, wallaby e opossum. Armati di torce ci addentriamo nel parco e camminando scopriamo che i canguri amano gironzolare di notte, che non temono la nostra presenza e che si avvicinano molto alle abitazioni del parco. E’ bello per me poterci essere. Bello davvero!

La mattina successiva si dorme un po’ di più, e dopo una abbondante colazione si parte di nuovo per completare l’escursione di questa splendida isola, alla scoperta del Flinders Chase National Park per poi procedere lungo Snake Lagoon, con splendidi scorci panoramici e un mare trasparente color smeraldo.

Remarkable Rock

Il tour prosegue, fino a raggiungere lo spettacolare sito primordiale del Remarkable Rock, una serie di massi granitici erosi dal mare in forme fantastiche, alcune simili ad animali, altre a sculture che nulla hanno da invidiare a quelle del nostro ben noto “Boccioni”. Il panorama è spettacolare i colori accesi del verde e del blu fanno da cornice al colore rosso granitico di queste splendide sculture naturali. Anche qui, abbondo di foto, sarò monotona, ma non voglio lasciarmi sfuggire nulla.

Poi via verso Cape du Couedic e Admirals Arch bagnati dal mare della Nuova Zelanda, è qui ad attenderci troviamo una numerosa colonia di foche in libertà. La nostra vista viene colpita dalla bellezza del sito primordiale del Admirals Arch, fauci rocciose alte oltre venti metri bordate di stalattiti scure a mo’ di potenti zanne, dove le possenti onde dell’oceano sovrastano la roccia

Pellicani

Pranzo a Rocky River con barbecue e vegetable, poi visita al centro informazioni e di nuovo in partenza, prossima tappa prevista la bella e bianca spiaggia di Stokes Bay, un salto sulla riva dell’oceano naturalmente in costume, un po’ di sole sdraiata sulla candida spiaggia e poi di nuovo in marcia per le belle e sterrate strade di Kangaroo Island. La nostra ultima tappa ci porta in mezzo a tanti splendidi pellicani, è un vero spettacolo vederli, sono tanti, non temono affatto la nostra presenza anzi, se non stiamo più che attenti, rischiamo di essere calpestati da loro che con estrema naturalezza ci camminano attorno.

Mi accompagnano in aeroporto, saluto la mia nuova amica Patty, con la promessa che ci si sentirà al rientro su skype e sulla sua promessa di una prossima vacanza in Italia, quindi entro in aeroporto per il mio ritorno sulla terra ferma. Debbo dire che è stato più semplice volare sulle linee internazionali piuttosto che in questo volo, troppo cose volevano sapere e per me che di inglese non ne mastico, figuriamoci… comunque sia sono ripartita dall’isola.

Remarkable Rock

Rientro ad Adelaide pernottamento al solito ostello, cambio camera, nuovi “coinquilini” e chissà chi saranno? Lo scoprirò al mio rientro la notte, si perché come al solito girovago per la città, noto che c’è ancora il festival ad Adelaide. Debbo dire che è veramente gradevole questa città in grande fermento sicuramente per l’evento ma anche per la presenza di molti pub, ristoranti e ritrovi per gente di ogni età, ma soprattutto per giovani.

Al rientro in ostello scopro di avere un compagno maschio in camera, decido di inviare subito un sms al mio “consulente”, che mi risponde facendomi notare che negli ostelli questo è usuale, poi a luci spente, mi infilo sotto le lenzuola, naturalmente vestita… non sono abituata a dormire con sconosciuti…

Il 23 febbraio ho un’altra giornata libera ad Adelaide, solita guida, nuova mappa della città, decido di andare verso il mare. Naturalmente in Australia funzionano perfettamente anche i mezzi pubblici, tanto che arrivo dopo circa venti minuti lungo il litorale di Adelaide. Mi trovo in una graziosa località balneare, mi godo un po’ di sole in riva all’oceano e mi mangio “fish and chips” nella vicina graziosa e spaziosa piazza.

Adelaide - Central Market

Rientro per Adelaide, tappa nel famoso Central Market, mi dicono che è certamente uno dei mercati più colorati dell’Australia, con oltre 200 tra negozi e bancarelle dove in bella mostra vengono esposte varietà incredibili di frutta e verdura, la mia passione… Visito China Town, nulla di particolare ne diverso dal solito, indi rientro in ostello e mi preparo, questa sera incontro con il filetto di canguro. La scelta del ristorante segue il suggerimento propostomi da una deliziosa coppia di napoletani, sono i primi italiani che incontro qui in Australia, finalmente riesco a scambiare due parole nella mia madre lingua. Buono il filetto, ma nulla di speciale per i miei gusti, anzi… ti fa particolarmente senso pensare di mangiare un pezzetto di canguro. Comunque dovevo togliermi anche questa curiosità!

Dal 24 febbraio al 1 marzo TOUR DA ADELAIDE AD ALICE SPRINGS

Un entusiasmante tour da Adelaide capitale del South Australia bagnata dall’oceano indiano, al deserto rosso di Alice Springs, nel cuore del Northern Territory alla scoperta della parte più spettacolare della Australia, con una meta di tutto rispetto, ULURU, il più grande monolito del mondo. Ed è con questo obiettivo, che inizia il lungo itinerario che ci porterà a vedere, quella che secondo me, è l’Australia più vera. Un itinerario nel cuore di questa antica e imponente terra, segnata alla natura. Il giorno della partenza, puntuale alle ore 6,05, la guida mi trova davanti all’ostello di Adelaide, presto si forma il gruppo che con me viaggerà per le strade dell’Outback australiano. Volti nuovi, eccetto l’inglese con il quale ho viaggiato lungo la Great Ocean Road, nuovi compagni di avventura ma anche questa volta neppure un italiano.

Tedeschi, inglesi, francesi, americani e giapponesi sono i miei nuovi compagni di viaggio. Inizia il nuovo tour, viaggiamo in direzione di Clare Valley, con sosta a Yourambulla Caves per ammirare i mirabili esempi di Rock Art e per  visitare l’area di produzione vinicola a 130 chilometri da Adelaide. Poi verso Wilpena Flinder National Park, percorrendo una strada che dall’oceano punta verso il cuore arido del continente. Naturalmente ci sono sempre le nostre escursioni a piedi, una media di 8 chilometri giornalieri che questa volta ci hanno portato a Wilpena Pound al margine meridionale del Flinders Ranges National Park, un anfiteatro naturale di proporzioni mastodontiche circondato da colline. Un trekking tra sentieri rocciosi ed una ricca vegetazione.

Parachilna

Tappa a Parachilna con pernottamento in ostello, cena di gruppo “condivisa” le cose che ogni volta mi stupiscono sono: il lavaggio dei piatti, qui non si usa più di tanto la fase del risciacquo, la preparazione delle verdure che vedono poca acqua e infine la caccia sfrenata allo strofinaccio per asciugare le stoviglie. Il pernottamento nell’ostello di Parachina è previsto anche per la serata successiva, proprio perché ci sarà un altro trekking nella zona, questa volta anche alla ricerca di siti primordiali con tracce dell’antico popolo degli aborigeni. Altro trekking, altra arrampicata, altra escursione e ancora su sempre più in alto con panorami mozzafiato.

26 febbraio, ore 6.30 si riparte, meta Coober Pedy. Il viaggio è lungo, ma l’outback australiano mi rapisce, i forti toni del rosso e del verde rendono affascinante tutto il paesaggio. Strade perfettamente diritte e infinite allo sguardo si aprono davanti a me. La presenza, anche se rara di animali sul percorso, a volte emu, a volte canguri, sono piacevoli intermezzi che si intercalano alle soste nei rari punti di ristoro che incontriamo lungo il percorso.

Glendambo

Le brevi tappe “coffee and toilette” che di volta in volta ci vengono proposte lungo il percorso, per rendere il viaggio più gradevole, mi consentono di apprezzare ancor di più la gentilezza di questo popolo fiero e sincero. Gradevoli e accoglienti nel loro insieme, peccano assai decisamente per la qualità del loro caffè. Noi italiani siamo tremendi per questo e pensiamo che in tutto il mondo ci debba essere la qualità italiana del nostro espresso, anche se debbo ammettere che a Sidney ho trovato ottime qualità di caffè espresso, ma solo lì.

Il viaggio vola rapido e i rari cartelli stradali di indicazione mi dicono che la meta è vicina. Siamo sulla Stuart Highway a metà strada per il Northern Territory quando improvvisamente appare il cartello indicante Coober Pedy. Siamo arrivati alla meta, il paesaggio che si apre davanti ai nostri occhi, non è poi così usuale, per chi pensava di trovarsi davanti ad una qualunque città nel cuore dell’Australia, “non c’è trippa per gatti”. Quello che appare alla nostra vista è tutt’altro che una città, o perlomeno una “città come siamo soliti immaginarla”. Questa è una città “SOTTOTERRA”, a prima vista più che una città, sembra un campo di battaglia, il paesaggio, quasi senza alberi è formato da centinaia di cumuli di terra scavata e di miniere abbandonate. Ma sotto la superficie ci sono case, negozi, ristoranti, chiese ed il museo di opali. Infatti Coober Pedy è il più grande giacimento di opali del mondo.

Cucciolo di canguro

Arriviamo e prendiamo possesso del nostro ostello, naturalmente rigorosamente sotto terra, Bhe!! non è da tutti dormire in un bunker in tempo di pace, qui comunque è la regola, mentre l’eccezione è andare a dormire nell’unico (penso) albergo in superficie costruito per chi soffre di claustrofobia. Per me va benissimo così, oltretutto perché appare assai lindo e ordinato il tutto. Il pomeriggio visita alla “città”, il paesaggio che mi appare è veramente unico, il cielo carico di nuvole viola minaccia pioggia, vedo i primi aborigeni e noto che non sono poi così gradevoli, visito una mostra di pittura aborigena e acquisto una tela e qui ho l’emozionante opportunità di prendere in braccio un piccolo canguro. Tappa successiva il vicino museo di opali dove, dopo aver assistito ad un cortometraggio sulla storia della città e delle sue miniere, acquisto delle opali da portare ai miei.

E’ arrivata l’ora di cena e con il gruppo, sotto grossi goccioloni di pioggia, mi reco in “pizzeria”… mio figlio dice… ”parlare di pizza da queste parti è un po’ azzardato!!!!” Proviamo, tanto non posso fare diversamente. Sarà pure strano, impossibile, oppure sarà che è da un po’ di tempo non mangio pizza, ma a me questa di Coober Pedy è piaciuta tantissimo, più buona che in tante pizzerie italiane. Vi sembrerà strano ma è cosi’. Ottima veramente e a basso costo.

Ostello sotterraneo a Coober Pedy

Ora si va a dormire, e nel nostro alloggio sotterraneo! Anche la mattina successiva ci si alza di buon ora, è il 27 febbraio ed oggi si viaggerà attraverso l’aspro deserto australiano per raggiungere il mitico monolito di Uluru (Ayers Rock). Il viaggio è tranquillo, quello che stupisce sono gli stupefacenti cambiamenti di colore che offre il panorama, dai caldi colori del rosso della terra, ai cangianti toni del verde della vegetazione, il paesaggio che mano a mano passa davanti ai miei occhi è divino, sono seduta in prima fila, è mi godo lo spettacolo da “prima visione”. Oggi si viaggia tutto il giorno e con tappe brevi per i vari ristori, il passaggio dal South Australia al Northern Territory non prevede escursioni durante il giorno. Nel tardo pomeriggio arriviamo al campo tendato attrezzato, nel cuore del Red Centre.

Uluru (Ayers Rock)

Il pernottamento è prevista in tenda, mi dicono, il posto ideale per ammirare lo stupefacente cielo stellato australiano, se non fosse che invece questo benedetto cielo è pieno di nuvole. Prendo possesso della mia tenda a quattro posti, mi approprio del mio sacco a pelo, poi raggiungo gli altri, per una escursione di questa parte del Northern Territory. Ora è veramente possibile ammirare quella che definirei l’Australia all’ennesima potenza, tutto ha dimensioni eccessive, superiori alla norma, il cielo, le distanze, le rocce, i colori. Il Red Centre è il cuore dell’Australia in ogni senso, il colore rosse pervade tutto, il suolo e le rocce sono rosse per l’ossido di ferro presente, nella arenaria, persino i canguri sono rossi.

Kata Tjuta (Monti Olgas)

La nostra escursione di oggi mi porta a KataTjuta (molte teste per le sue trentasei cupole di roccia immense) o The Olgas uno spettacolare circuito di tre ore che mi consente di ammirare le prime e spettacolari meraviglie del Red Centre Australiano. Anche qui debbo ammettere di essere stata monotona con le fotografie, ne ho fatte veramente tante, ma ogni angolo, ogni scorcio panoramico mi sembrava unico, ogni variazione di luce rendeva il paesaggio spettacolare, le immense rocce rosse levigate perfettamente appaiono come plasmate dall’uomo. Questo per gli aborigeni è un territorio sacro, dove è assolutamente vietato raccogliere il seppur minimo frammento della natura; dicono poi che porti sfortuna, ed io me ne guardo bene dal farlo.

Brindisi a Uluru

È quasi sera, via di corsa verso Uluru, Ayes Rock, dobbiamo arrivarci prima che tramonti il sole, percorriamo la strada che porta verso la vera icona australiana Uluru nel Uluru Kata Tjuta National Park. Uluru, patrimonio dell’umanità, principale attrattiva dell’Australia, è il più grande monolito del mondo; dicono che i due terzi dell’imponente massiccio si trovi sotto terra. Ci riusciamo, raggiungiamo un punto di osservazione per poter ammirare il tramonto; non siamo soli ma con altri gruppi che come noi aspettano in religioso silenzio che il sole tramonti dietro Uluru.

Spettacolare………….. Rimango senza fiato!

Brindisi a Uluru

E qui ci vuole un brindisi, per onorare il meraviglioso spettacolo che ci offre Uluru. La nostra guida ha organizzato il tutto, vino frizzante, stuzzichini vari e foto di gruppo. Si riparte poi per la cena e relativo pernottamento, questa volta in tenda. Debbo ammettere che per me è stata dura. Dormire in tenda non sarebbe nulla se non fosse perchè quella notte vento, pioggia e tuoni l’hanno fatta da padrona, il tutto nel più completo buio (io non avevo neppure una pila diversamente dagli altri) e sola in tenda, peggio di così…

Tenda a Uluru

Finalmente arriva l’ora della sveglia, è ancora molto buio, colazione veloce, dobbiamo tornare verso Uluru, per poter ammirare l’alba. Il suono del didgeridoo ci accompagna verso la meta creando una atmosfera magica, raggiungiamo l’obiettivo quando il cielo è ancora buio. Ci portiamo velocemente verso un punto panoramico e sempre in religioso silenzio ammiriamo il sorgere del sole.  I flash sembrano tante stelle, certamente non può essere diverso, visti i tanti spettatori presenti. Uluru appare in tutto il suo splendore, guardarlo incute timore e rispetto. L’atmosfera che mi circonda ha il sapore della magia. Ora è previsto un avvicinamento per l’appuntamento con l’escursione attorno al grande monolito.

Con i nove chilometri di percorso a piedi ammiriamo tutto Uluru, camminando al suo fianco. Uluru, appare in tutto il suo splendore, ogni angolo è diverso da quello successivo, i toni del rosso e del verde raggiungono livelli di eccellenza qui. Dicono che è assolutamente vietato raccogliere qualsiasi frammento e fotografare. Rispetto la prima regola, ma per la seconda non ci penso nemmeno, e lo dimostrano le numerose fotografie che ho scattato. Ma come è possibile pretendere ciò, come è possibile resistere?

Uluru (Ayers Rock)

Il mio amico giapponese Satoshi si trattiene, ma poi cede pure lui e inizia a fotografare ogni angolo di quel paradiso. Gli aborigeni, veri padroni di quella meraviglia, avranno un po’ di pazienza… ma è troppo bello Uluru per resistere dall’immortalarlo. E’ sera quando raggiungiamo il nostro campo, è prevista un’altra notte in tenda, ma questa volta “non mi fregano” mi sono acquistata anche io una torcia nel vicino punto di ristoro. Tenda, tempo brutto, ma con pila e cruciverba cerco di passare la notte.

Di nuovo sveglia di prima ora, oggi si viaggia in direzione di Alice Springs, con tappa per trekking nel Kings Canyon.

Kings Canyon

La mattinata prevede una lunga escursione in questa meraviglia, il Re dei Canyon, dalle sue spettacolari e stratificate rocce rosse, un canyon di 350 milioni di anni che cela nel suo cuore una deliziosa piscina naturale tra le rocce, chiamata “il Giardino dell’Eden” a onor del vero. Uno splendido percorso a piedi di oltre quattro ore, tra i caldi rossi delle rocce e gli intensi verdi della vegetazione. Lo lascio dire a voi io non ho più termini per esprimere la mia meraviglia.

Il pomeriggio è dedicato al viaggio verso Alice Springs, mi dicono città bruciata dal sole australiano.

Macchè bruciata!!!!

Stà piovendo e assai forte, quando arrivo ad Alice Springs, la città mi appare come circondata da un bel rigoglioso verde intenso. Il piccolo fiume trabocca d’acqua… ma che razza di città ARIDA è mai questa…? Alla faccia… mi dico io. Saluto il gruppo, sono arrivata alla meta, la guida mi accompagna al mio ostello dove passerò la notte, in compagnia di chi sa’ chi….

Antonio, Silvana e Cristina

Come al solito prendo possesso della camera, i miei nuovi compagni sono australiani, esattamente di Melbourne, scambio due parole con loro nel mio perfetto… inglese e poi via per le strade di Alice. E’ tardi è quasi tutti i negozi sono chiusi, giro per il centro della città, è noto che sicuramente è ben lungi dal essere una classica città da cartolina. Nulla di speciale sicuramente, ma esercita un fascino tutto suo, forse per la presenza di tanti aborigeni per le strade. Debbo ammettere che è la prima volta che vedo gente cosi… lascio a voi il seguito. Per strada due di loro, mi dicono di chiamarsi uno Antonio e l’altra Cristina, mi chiamano con insistenza, vogliono appiopparmi un loro dipinto, e ci riescono pure. Lo acquisto a 50 dollari a patto di fare pure una foto con loro. Ci riesco e il risultato è che non siamo “un granchè tutti e tre”.

Cena in un buon ristorante di Alice, rientro in ostello in taxi, non si sa mai, qui mi dicono che non c’è da fidarsi molto a girare la sera da soli, perchè gli aborigeni alzano il gomito molto spesso e la prudenza non è mai troppa. Il mattino successivo, 2 marzo, è previsto il volo di rientro per Sydney. E’ finito il mio tour.

Le mie impressioni? Sono felice, soddisfatta di me stessa, ho negli occhi, nella mente e nel cuore tutto quello che ho visto dell’Australia. Ho fatto nuove esperienze e conosciuto ragazzi provenienti da altri stati, altri continenti. Che dire? Ora so’ che devo necessariamente imparare l’inglese, perchè?

1) voglio assolutamente tornare in Australia per approfondirla ancora di più!

2) mi piacerebbe stare in relazione con i compagni di viaggio

3) perché, anche se non ho avuto particolari problemi, è più piacevole se si comprendere con più facilità le guide nei vari tour dicono dell’Australia

4) per non temere gli imprevisti

Sydney

Dal 2 al 6 marzo sono di nuovo a Sydney, ma questa volta in piacevole compagnia. Altri giorni per poter ammirare ancora questa splendida città e i suoi dintorni. Debbo dire, ora che condivido con chi dice che Sydney è la città più bella dell’Australia, con i suoi immensi parchi, il suo splendido giardino botanico, i suoi palazzi stile vittoriano e la sua centralissima city, fatta di incredibili grattacieli di cristallo, con i suoi spazi pubblici, i suoi mercatini tipici, con le sue icone come l’Opera House e l’ Harbour Bridge con la sua splendida baia, la bellezza naturale del porto e delle spiagge che spesso contrastano con le opere costruite dall’uomo. E’stato piacevole passeggiare per Bondi, con la sua ampia spiaggia dorata i suoi frastagliati promontori di arenaria e le sue onde, perfette per chi pratica surf.

Sydney è la più vasta metropoli dell’Australia con i suoi oltre 4 milioni di abitanti, eppure mi è apparsa come una città decisamente a dimensione d’uomo. E’ stato bello passeggiare lungo le vie del centro ad ammirare i vari negozi, entrare nei suoi splendidi centri commerciali come il Victoria Building; andare nella sua Chinatown, mangiare nel Fish Market, e nei vari ristoranti giapponesi, si perchè adoro quel tipo di cucina. Passeggiare per The Rocks, la parte più storica della città, con vista sulla splendida baia dell’Opera House da un lato e dall’altro del famoso Harbour Bridge. Sydney è bella anche nei suoi sobborghi, con le sue case tutte circondate da giardini, con porticati chiusi e decorazioni.

Che dire infine dell’Australia? Ci sarebbe tanto ma tanto ancora da dire, ma non posso esagerare dico solo che l’Australia è decisamente grande e che mi ci vorranno ancora tanti viaggi per vederla tutta, quindi concludo rivolgendomi a Walter: “preparati, dovrai sopportarmi ancora per molto, dovrai studiare per me altre mete, ma con tappa obbligatoria in arrivo e partenza a Sydney, e comunque avevi ragione, questo è un viaggio che ricorderò tutta la vita.”

GRAZIE MASSIMO GRAZIE MEG per avermi dato anche questa gioia.

Silvana Paci
(pslissy@yahoo.it)

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